Malagò: "Io presidente Figc? Ci rifletto. Contattato prima della Bosnia perché c'era preoccupazione"

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L'ex numero uno del Coni all'evento organizzato dal Foglio Sportivo a San Siro: "Non si può dire che io sia ufficialmente candidato alla presidenza. Ho sentito molte squadre, anche prima dei playoff. Io estraneo al calcio? Ho vinto tre scudetti nel calcio a 5"

Gregorio Spigno

Giornalista

16 aprile 2026 (modifica alle 11:14) - MILANO

Non smentisce ma nemmeno conferma. Giovanni Malagò, ospite all’evento organizzato dal Foglio Sportivo a San Siro, chiarisce la sua posizione relativa alla corsa a presidente federale. E comincia rispondendo a chi lo “accusa” di non avere nulla a che fare con il pallone: “In realtà ho vinto 3 scudetti nel calcio a 5, ma non è questo il tema… Io condivido le idee sul cambio di sistema, se tutto rimane inalterato diventa difficile incidere. Penso che si possano fare le cose bene. Io ufficialmente candidato? No, non si può dire. Ci rifletto, e in questi giorni l’ho fatto molto, perché se ti vengono a trovare alcune società, e purtroppo anche prima della partita contro la Bosnia… Mi auguravo non ci fosse questo problema. Poi le società sono raddoppiate, dopo 6 giorni sono diventate 19, tante persone per decenni hanno combattuto per arrivare a 11. C’è un discorso di credibilità che deve essere preso in considerazione. Perché gli incontri prima della finale playoff? Non credo di dire qualcosa di nuovo, c’era preoccupazione. Ma Gravina ha rappresentato il suo desiderio di portare a fondo il suo mandato. Tra gli impegni che ha, c’è anche quello di difendere ciò che ha fatto. Il sistema dev’essere rivisitato, non credo che tutti abbiano fatto sempre e solo del male”. 

progetto

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E qui si entra più nel merito del progetto di Malagò: “Un calciatore in squadra con me? Non ho pensato a niente di particolare. Il passo successivo è interpellare le altre componenti, ieri ho incontrato quella tecnica - calciatori e allenatori - e a breve i presidenti, nonostante abbia già parlato al telefono con tutti. L’impressione è che la componente tecnica sia propositiva. Se dovessi andare avanti, devo mettere giù anche i suggerimenti e le richieste loro. Le cose si possono fare a colpi d’ascia o cercando di convincere attraverso la credibilità di fare un passo indietro. E nel minor tempo possibile se ne farebbero due avanti. Non è semplice, ecco perché devo rifletterci. Ma tornando al nome del calciatore, su due piedi non mi viene in mente nessun presidente di federazione che non abbia coinvolto atleti”. 

politica

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Poi il tema del connubio tra sport e politica: “Ho sempre sostenuto che più passa il tempo più è indispensabile che la politica si occupi dello sport e del calcio. Credo che a livello collegiale io abbia avuto rapporti molto positivi con la stragrande maggioranza della politica. Anche ieri con lo stato maggiore del CIO ho lavorato al report di tutto ciò che non funziona. E mi hanno fatto i complimenti. Con una politica che cambia integralmente in continuazione, ti devi necessariamente adeguare. E se qualcuno ha una visione diversa bisogna mantenere la schiena dritta. Così si ottiene molto di più. Deve esserci la volontà di trovare la più ampia collaborazione. Bisogna volare alto. Non commento e non dico niente, ma parlo quotidianamente con tantissimi rappresentati del governo”.

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