Su Netflix dal 10 febbraio, sei puntate ambientate in pista nel GT. La serie diretta da Matteo Rovere girata a Monza, Imola, Mugello e Vallelunga
Emanuele Bigi
2 febbraio - 16:31 - ROMA
"La serie più che rifarsi a Veloce come il vento, (film di Matto Rovere del 2016 con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis, ndr) guarda a Million Dollar Baby di Clint Eastwood - afferma Luca Argentero -. Arturo è un uomo sconfitto che ha la possibilità di tirare su la testa grazie a Elena e Blu". L'attore torinese è, appunto, Arturo, il protagonista di Motorvalley, serie Netflix in sei puntate diretta da Matteo Rovere, visibile dal 10 febbraio, che pone al centro della trama, pista, velocità, gare, GT, adrenalina ma anche la voglia di riscatto. I personaggi hanno una profonda ferita da sanare. "Altro che Brad Pitt in F1 - dice l’attore, in questo periodo sul set della quarta stagione di Doc, nelle tue mani - Arturo è un antieroe che ha qualche problemino con il passato e il padre". Argentero per l’occasione è dimagrito 12 kg. "Sono felice di aver accettato questo ruolo, profondamente diverso dai personaggi rassicuranti che ho fatto negli ultimi tempi - sottolinea - volevo appendere il camice di Doc e gettarmi in un mondo nuovo, come quello delle corse e dei motori". L'attore è uno sportivo nato e super competitivo: "Odio perdere a tennis - ammette - ma non sono un competitivo sul lavoro".
la trama della serie
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Arturo (Luca Argentero), Elena (Giulia Michelini) e Blu (Caterina Forza) hanno perso quasi tutto nella vita, ma una cosa li accende ancora: l’amore per le auto e l’adrenalina. Elena, rampolla della scuderia Dionisi, deve riconquistare un ruolo nell’impresa di famiglia, ora nelle mani del fratello. Ha deluso tutti dopo la squalifica dell’anno precedente. Ha voglia di un riscatto. Per farlo si affida agli strozzini, a Blu, una diciottenne testa calda con la velocità nel sangue, e ad Arturo, un ex pilota che si è ritirato dal campionato GT dopo l’incidente di una carissimo amico. Guarda caso proprio padre di Blu. Sarà lui ad allenare la ragazza. Non sarà un’impresa facile, tra un avanzo di galera e uno alla canna del gas, ma per entrambi quella sfida si trasforma in un confronto con sé stessi, il passato e i propri demoni. Tra gare clandestine e Campionato Italiano Gran Turismo, Arturo, Elena e Blu sperano in una rinascita.
chi è blu
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Caterina Sforza si è dovuta confrontare con un personaggio che ricorda quello di Matilda De Angelis in Veloce come il vento. "È stata un'esperienza divertente e complicata - racconta la giovane attrice - non pensavo che un giorno mi sarei avvicinata al mondo dei motori, per fortuna in famiglia si vedeva in tv la MotoGP e non il calcio". Sul confronto con De Angelis dice: "Sono una sua fan. Matilda mi ha ispirato".
in pista per davvero
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Per rendere più realistica la serie i registi di Motorvalley Matteo Rovere, Pippo Mezzapesa e Lyda Patitucci, hanno girato sui circuiti al Mugello, Monza, Imola e Vallelunga. "Abbiamo iscritto l’automobile della serie al Campionato Italiano GT3 - spiega Rovere - lavoravamo durante i weekend durante il campionato. Abbiamo fatto delle riprese uniche nel suo genere. Una vera novità nel panorama della serialità italiana". "È stato prezioso girare in quei luoghi. La motor valley emiliana emana qualcosa di epico e magico. È una specie di Terra di mezzo - racconta Rovere - queste location ci hanno aiutato a far sentire al pubblico la puzza di benzina e le gomme che stridono".










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