Intervista ad André Lotterer, pilota tedesco con molta esperienza nel mondiale endurance Wec, che nel 2026 porta al debutto in pista la Genesis. Gli obiettivi per la stagione e per il futuro, lo sviluppo dell'auto, il rapporto con gli altri piloti e lo staff, come il team principal Cyril Abiteboul e il direttore sportivo Gabriele Tarquini
Luca Palladino
15 aprile - 15:28 - MILANO
Scatterà il 19 aprile prossimo dall'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola la stagione 2026 di un Fia World Endurance Championship (Wec) pronto a riaccendere ufficialmente i motori dopo la lunga pausa invernale. In seguito al rinvio della 1.812 km del Qatar, originariamente in calendario il 28 marzo sul circuito di Losail e ora ufficialmente riprogrammata per il 24 ottobre, sarà quindi il tracciato collocato in Emilia-Romagna, nel cuore della Motor Valley, a ospitare il primo appuntamento dell'anno. Nella giornata di ieri, martedì 14 aprile, all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari si è svolto il prologo stagionale (inizialmente previsto in Qatar) che ha fornito le prime indicazioni in vista della 6 Ore di Imola. In quella che, a tutti gli effetti, è la gara di casa di un team Ferrari reduce da un 2025 pressoché perfetto, culminato con i titoli iridati riservati ai costruttori e ai piloti (la hypercar 499P numero 51 con il trio composto da James Calado, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi iniziò la sua scalata verso il successo finale proprio in terra emiliana), sarà possibile assistere al primo confronto in pista fra le squadre e i protagonisti del campionato, con i reali valori in campo che inizieranno a emergere giro dopo giro. Fra le novità assolute spicca la presenza di Genesis, il marchio premium coreano, parte del gruppo Hyundai, che ha deciso di fare il grande passo nell'endurance con la sua squadra Genesis Magma Racing (che ha la sua sede operativa a Le Castellet, in Francia, vicino al Circuit Paul Ricard) e con un'hypercar tutta nuova, la Gmr-001. Il telaio è stato realizzato con il supporto di Oreca, mentre il motore è un ibrido Genesis G8mr da 3.2 litri V8 turbo. Con Cyril Abiteboul nel ruolo di presidente e team principal di Hyundai Motorsport e Gabriele Tarquini come direttore sportivo, ci saranno due hypercar marchiate Genesis in pista nel Wec 2026: Pipo Derani, Mathys Jaubert e André Lotterer sulla numero 17 e Paul-Loup Chatin, Mathieu Jaminet e Daniel Juncadella sulla numero 19. In vista del debutto in pista (in un prologo a forti tinte Ferrari, con Antonio Fuoco e la hypercar 499P numero 50 che ha firmato il miglior tempo lasciandosi alle spalle le vetture gemelle di Robert Kubica, al via con la gialla di AF Corse, e di Antonio Giovinazzi, il team coreano completato complessivamente 204 giri, attestandosi appena al di fuori della top ten) della casa di Seoul nel Wec abbiamo avuto modo di intervistare ai microfoni di Gazzetta Motori uno dei piloti, André Lotterer, che ha seguito dall'inizio lo sviluppo della vettura. Molto esperto, tra Wec e Formula E, il 44enne tedesco ha vinto tre volte la 24 Ore di Le Mans e ha conquistato due titoli mondiali endurance, nel 2012 con l'Audi e nel 2024 con la Porsche. Adesso è pronto per la nuova avventura con Genesis, così ci ha parlato degli obiettivi per la stagione e per il futuro, del rapporto con gli altri piloti e tutto lo staff del team.
Quali sono le sue sensazioni prima dell'inizio della nuova stagione, un'auto nuova, un nuovo team?
"Sono molto orgoglioso di far parte di questo team dal principio. Sono uno dei primi piloti a essermi unito a loro e ad aver avuto l'opportunità di essere parte dello sviluppo, eravamo una piccola squadra e adesso stiamo crescendo. Siamo arrivati a tanto in poco tempo, è molto bello far parte di questo team. Genesis è un brand ambizioso che vuole rappresentare anche nelle corse l'eleganza e ha grandi ambizioni per il futuro. Rappresentare un marchio con il motorsport, beh, non c'è niente di meglio per un pilota, è davvero bello per me questo progetto. Poi, vivo a Monaco, che è molto vicino alla sede, qui mi sento a casa".
Nel 2025 non ha disputato l'intero campionato del mondo endurance Wec per la prima volta in molti anni. Come si sente a riguardo? È preoccupato, ha qualche dubbio?
"Mi sento molto bene, perché corro da tanto e per molti anni ho sempre avuto una grande pressione addosso. A un certo punto può diventare troppa, mi ha fatto bene prendere un anno di riposo. Che in realtà è stato mezzo anno, perché abbiamo fatto molti test nella seconda metà del 2025 e ho comunque corso la 24 Ore di Le Mans con una macchina Lmp2. Ma è stato bello respirare, prendere un po' di fiato e concentrarsi su cose nuove. Ho messo la mia attenzione sullo sviluppo della nuova Genesis, ho preso un po' più di tempo per me, per ricaricarmi e tornare più forte. Ci voleva, specie dopo il titolo 2024 con Porsche".
Lei è con Genesis dall'inizio, ci può raccontare qualcosa sullo sviluppo della nuova Gmr-001? "Abbiamo collaborato con Oreca, una buona scelta da parte di Genesis, perché hanno una buona esperienza e ci hanno aiutato molto nello sviluppo. La nostra squadra non era ancora completa in termini di staff e organizzazione, non potevamo rilassarci all'inizio. Ma ora ci siamo, il nostro personale ha realizzato un buon telaio, abbiamo una buona aerodinamica, che ci ha aiutato molto, non ci sono molte preoccupazioni. Noi ci siamo potuti concentrare sullo sviluppo della macchina e sul software, è stato il focus principale da parte nostra. Come detto, in termini di telaio e aerodinamica non dobbiamo preoccuparci più di tanto, grazie a Oreca. Ogni volta che siamo andati in pista abbiamo sempre imparato qualcosa. All'inizio non era facile, ma abbiamo analizzato tutto e siamo migliorati un test dopo l'altro. Penso che siamo arrivati a un buon livello. Abbiamo ancora bisogno di migliorare, perché quando si arriva a un limite, si vuole sempre cercare di superarlo. Non sappiamo come siamo messi rispetto agli altri, perché non abbiamo mai girato con la concorrenza, abbiamo sempre fatto test da soli. Ma ho fiducia e dalla mia esperienza con le auto, spero di essere veloce".
È vero che bisogna aspettare i primi appuntamenti stagionali, perché nessuno sa il livello rispetto agli altri, ma che obiettivi ha per questa stagione? Punti? Podi?
"Quando lavori a questo livello nel motorsport, in qualsiasi sport, hai ambizioni alte, vuoi vincere e devi fare il meglio possibile in tutti i settori. Vorremmo salire sul podio o essere nei primi cinque, ma intanto andiamo in pista e facciamo il nostro meglio. Poi quando si torna a casa, vediamo dove siamo e come possiamo migliorare per arrivare al top. Penso che per noi sarà difficile all'inizio competere contro squadre più esperte. Non sappiamo ancora quale sarà il nostro livello e se da debuttanti avremo qualche svantaggio rispetto alla concorrenza. Quello di Genesis è un piano a lungo termine per arrivare al top, altre squadre potrebbero dire che nel primo anno vogliono essere tra i primi tre, nel secondo combattere per vincere e nel terzo ottenere il successo. Noi intanto vogliamo arrivare e fare il meglio possibile, comunque, non ci interessa solo partecipare. Siamo tutti molto competitivi e non saremo felici fino a quando non vinceremo".
Riguardo questa stagione, su quale pista pensate di andare più forte con la nuova macchina?
"Abbiamo testato già tutti i tracciati, tranne quello di Imola, che è un po' più particolare. Ma finora, la macchina è sempre stata bella da guidare. Siamo riusciti a mettere la vettura in una buona finestra operativa per telaio e aerodinamica. Da questo punto di vista non sono preoccupato, penso che possiamo trovare una buona configurazione su ogni tracciato".
Potrebbe dirci qualcosa sugli altri piloti del suo stesso equipaggio in Genesis, Pipo Derani e Mathys Jaubert? Ma anche una battuta sugli altri? Come si sente con loro?
"Non ci conoscevamo prima di iniziare questo programma. Con Pipo Derani ci siamo conosciuti a Dubai più di un anno fa e ci siamo capiti da subito. Siamo diventati anche buoni amici e abbiamo viaggiato spesso insieme. Sono molto felice di essere con lui, ci troviamo molto bene e si sente la fiducia reciproca. Non abbiamo l'ego di voler essere il migliore, così lavoriamo insieme per il bene del team. Piano piano sono arrivati gli altri, abbiamo cercato di spingere al massimo per far arrivare in squadra Mathieu Jaminet, fortunatamente ci siamo riusciti perché è un buon pilota. Poi ci sono Mathys Jaubert e Daniel Juncadella, che facevano parte del programma Lmp2. Jaubert è un ragazzo giovane, molto intelligente, che ha già un approccio molto professionale. Sa bene dove si trova e cosa deve essere fatto. Ha ancora un paio di cose da imparare, ma nello stesso equipaggio siamo in tre e cerchiamo di completarci l'un l'altro. Penso che sia un buon trio".
Ci può raccontare qualcosa sul rapporto con Cyril Abiteboul, il team principal di Genesis?
"Quando ho visto che in Porsche le cose non stavano andando bene per il mio futuro, ho capito che non avrei avuto più stimoli lì. Ho aspettato una settimana, pensando se decidere di restare ancora in Porsche. Sono un grande fan delle auto del marchio tedesco e pensavo di finire la mia carriera lì. Ma le cose non andavano bene e ho iniziato a darmi un'occhiata in giro. Quando Jacky Ickx ha firmato per Genesis, ho iniziato a incuriosirmi e così ho pensato che avessi bisogno di una nuova sfida. Allora l'ho incontrato a un evento e poi sono venuto qui. Il team aveva bisogno di uno come me e mi piaceva essere con loro. Ero molto felice di poter contare davvero dentro la squadra e non essere un numero come in Porsche. Ho abbastanza esperienza nel Wec a questo punto della mia carriera e con Cyril posso parlare di tutto, mi chiede cosa penso della struttura e cosa dovremmo fare. Mi piace molto la relazione che ho con lui, posso dare il mio contributo e vengo ascoltato. Abiteboul ha fatto tanta esperienza nei rally, ma è stato anche team principal in Formula 1. Quindi penso sia felice di tornare in pista, ha molta motivazione per questo progetto e penso che abbiamo un ottimo capo".
Cosa ne pensa invece del rapporto con Gabriele Tarquini, che è il direttore sportivo?
"Beh, è fantastico lavorare con lui. Non lo conoscevo così bene prima, ma come pilota ha corso davvero a lungo ad alti livelli. È stimolante e un po' pericoloso per me, perché vorrei correre anch'io per tanto tempo, mi occupo molto di me stesso, mi alleno tanto. Lui ha corso con auto da turismo, un po' meno fisiche delle hypercar attuali, ma con la giusta mentalità si può anche continuare a correre. Gabriele è un'ottima aggiunta al team per la sua esperienza, poi ridiamo, parliamo di tutto, anche un po' in italiano, che ho imparato ai tempi dei kart".
Lei è un pilota esperto nel Wec, ma ha anche corso tanti anni in Formula E. Può raccontarci un po' le differenze tra un'hypercar e una monoposto di Formula E?
"Intanto una è a combustione e l'altra va a batteria. La prima ha il cambio, la seconda ha una sola marcia e gira nei circuiti cittadini, dove la macchina 'drifta' e si muove di più. In termini di stile di guida non sono molto simili, ma come sistema un'hypercar assomiglia parecchio a una Formula E Gen 2. La mia esperienza in quel campionato adesso è molto utile, perché riesco a capire meglio quali strumenti sono importanti per gestire l'equilibrio dell'energia. Ci sono sempre un motore e dei freni, a livello tecnologico un'hypercar e una Formula E sono piuttosto simili, ma lo stile di guida è completamente diverso".
Ha molta esperienza in pista, quest'avventura con Genesis può essere l'ultima della sua carriera?
"A guardare la mia età e dove sono ora, la si può pensare così, ma non si sa mai. Pensavo fosse finita dopo Audi, poi in Porsche e adesso sono qui. Sono in un buon posto per costruire un futuro con questa squadra, anche al di fuori della pista. Sono molto motivato, amo ciò che faccio, non mi sento stanco, ma ancora al top. Quando salgo in macchina, mi sento in grado di fare le stesse cose che facevo dieci anni fa. Finché mi sentirò così, coglierò l'opportunità di continuare a correre e poi vedremo. Ovviamente non si può essere in pista per sempre, ma questa è la mia vita. Con questo marchio e questa squadra che stanno crescendo, spero di poter stare a lungo con loro. Penso abbiano grandi ambizioni, mi piace molto anche il fatto che stanno usando il motorsport per far crescere il brand in termini di marketing. Penso di poter restare con loro in futuro, per altri progetti che ancora non esistono".
André, ha detto che Genesis è qui non per partecipare, ma per vincere. Alla fine della stagione sarete felici se?
"Sappiamo che è difficile capire dove siamo rispetto ai nostri rivali. Bisogna avere velocità, strategia, affidabilità e fare bene tutto. Anche se non si ha la miglior macchina, si può essere lì davanti lo stesso eseguendo ogni cosa al meglio. Sarò felice a fine anno se riusciremo a finire tutte le gare, senza problemi di affidabilità e magari senza fare errori. Non mi piacciono, perché possono costare caro, come qualche penalità. Sarebbe bello fare magari un paio di podi quest'anno. Ci vuole un approccio realistico, ma qualcosa di più sarebbe fantastico. Poi è chiaro, saremo felici solo quando potremo vincere, però proviamo prima a salire sul podio".












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