Zandvoort può spostare gli equilibri: i due ferraristi arrivano alla seconda parte del mondiale con soli 50 millesimi di media di differenza. Vasseur non ha fretta: prima i nuovi aggiornamenti, poi si sceglierà la gerarchia
Fate la vostra scelta, lo sport deve anche essere crudele. La Ferrari piace a furor di popolo. Ma chi la porta in alto è il problema. Lewis Hamilton o Charles Leclerc, il vecchio ragazzo o il giovane (ex) predestinato? Il GP di Zandvoort cominci a dare risposte. Nell’attesa, la predestinazione non cercatela nei numeri: nemmeno quelli si sbilanciano. Dopo 11 gran premi il confronto interno tra i due ferraristi è quasi in perfetta parità. Se Leclerc conduce con un bilancio di 6-5 in qualifica, Hamilton risponde con un 6-5 in gara. Sbirciare in casa degli altri fa male. Infatti il bilancio Russell-Kimi in casa Mercedes è più scontato, con il pilota italiano capace di azzannare ogni confronto. E la classifica del Mondiale lo dimostra.
chi scegliere
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In casa Ferrari invece ci si perde nel labirito delle possibilità. E anche l’opinione pubblica si è divisa. Ci sono quelli che stanno dalla parte di Hamilton perché sì, è lui che può (ri)portare in alto la Ferrari. L’altra faccia della luna dice invece Leclerc, perché l’anno giusto prima o poi arriva e molti si augurano sia questo. Metà stagione non è bastata a sciogliere i dubbi, le chiacchiere, i confronti. Anzi, la Ferrari è un nodo e la metà stagione che sta arrivandò servirà a scioglierlo. I primi gran premi pendevano più a favore di Lewis, avevamo visto un britannico calmo e aggraziato, persino un po’ zen. Poi sono arrivati gli errori, le sciocchezze, gli sbagli, le penalità, e anche su Hamilton sono piovute le critiche. Al contrario, superata la fase nervosa Leclerc ha iniziato a guidare con più pazienza portando a casa anche qualche buon risultato e un sorriso di qualità. L’Olanda allora deve segnare l’inizio di una Ferrari diversa, più regolare, ma che dovrà scegliere anche su chi puntare per guardare alla seconda parte di stagione con più ottimismo.
le differenze
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Per ora il margine tra i due sul giro secco resta quasi invisibile, più o meno 50 millesimi di media. Pochissimo. Ma abbastanza per dirsi che la lotta sarà serrata anche in questa seconda parte di Mondiale. Charles ha avuto la meglio in alcune occasioni. Anche se Hamilton non è mai stato distante. Spesso, quest’anno, le qualifiche (e non solo) hanno mostrato la lotta serrata tra i due (anche se poi l’attenzione si è sempre spostata su altro). In Belgio la differenza in Q3 è stata di appena 2 millesimi (4° Leclerc e 5° Hamilton). A Barcellona il margine è stato più largo con 137 millesimi a favore del monegasco in Q2 (prima di chiudere la Q3 contro le barriere). Ma a Shanghai fu Hamilton a spuntarla per 13 millesimi su Leclerc. In Austria, poi, Leclerc ha risposto con 59 millesimi. Tutte robe da da fotofinish. E basta guardare Mercedes per capire quanto è dura la vita in Ferrari: a Spa Antonelli rifilò 508 millesimi a Russell, a Monaco 394.
i prossimi gp
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In Ferrari non è così. E forse è anche per questo che Vasseur non ha fretta di mettere una gerarchia. A Shanghai li ha definiti “professionisti” e ha spiegato che lasciarli correre è “il modo migliore per costruire una squadra”. Hamilton definì quella battaglia una delle gare più divertenti della sua carriera, Leclerc disse di essersela goduta. Finché i millesimi non li separano. Zandvoort può spostare anche il duello tecnico. È atteso un pacchetto aerodinamico importante, pensato per aumentare l’efficienza e allargare la finestra di funzionamento della SF-26. A Monza dovrebbe arrivare l’Aduo due, secondo step della power unit: le indiscrezioni parlano di circa 15 cavalli e di un guadagno vicino ai due decimi sul circuito brianzolo. Poi Austin, dove è previsto l’ultimo pacchetto prima di chiudere lo sviluppo della SF-26. Tre colpi ancora. Per scegliere un pilota.










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