Lo volevano terzino o dottore, è diventato campione: perché Bernardo Silva sa essere speciale

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Manchester City's Portuguese midfielder #20 Bernardo Silva celebrates after scoring his team second goal during the English Premier League football match between Manchester City and Bournemouth at the Etihad Stadium in Manchester, north west England, on May 20, 2025. (Photo by Paul ELLIS / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No video emulation. Social media in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No use in betting publications, games or single club/league/player publications. /

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A 18 anni gli dicevano che era troppo piccolo e troppo fragile, si stava convincendo a mollare il pallone e laurearsi. Poi si dedicò anima e cuore al pallone, esplose, incontrò in Guardiola un'anima affine e...

Giorgio Burreddu

Collaboratore

6 aprile - 16:49 - MILANO

Bernardo Silva ricorderà per sempre l’estate del 2013, mentre cercava di farsi strada nella prima squadra del Benfica. Aveva solo diciotto anni e l'allenatore di quella squadra, Jorge Jesus, lo schierò come terzino sinistro durante il precampionato e nelle amichevoli. Bernardo Silva credeva in Jesus. Beati i puri di cuore. Ma Jesus no, in Bernardo non ci credeva: troppo piccolo, troppo basso, troppo fragile per sfondare nel calcio, nel calcio che conta, e l’utilizzo in quel ruolo fu un modo poco gentile per fargli capire il concetto. Bernardo Silva giocò una sola volta in tutto il campionato. Entrò al minuto 82, contro il Porto. Un’opera di carità. 

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