Un'esposizione prolungata a un'aria satura di inquinanti potrebbe facilitare l'insorgenza di malattie del motoneurone e in particolare della SLA (sclerosi laterale amiotrofica), una patologia neurodegenerativa progressiva. Lo sostiene una ricerca pubblicata su JAMA Neurology, secondo la quale chi già è affetto da SLA ed esposto ad alti livelli di smog vedrebbe i suoi sintomi peggiorare più rapidamente.
Una relazione da chiarire
Secondo gli scienziati dell'Istituto di medicina ambientale del Karolinska Institutet in Svezia che hanno condotto le analisi, emerge una chiara associazione tra inquinamento atmosferico e SLA, anche in un Paese, come la Svezia, che non è tra i più interessati da livelli allarmanti e fuori controllo di smog. Tuttavia, è bene precisare che lo studio è di tipo osservazionale, si limita, cioè, a rilevare un nesso tra inquinamento e prevalenza di SLA, mentre non può dimostrare un collegamento di causa-effetto.
SLA: che cos'è?
Le malattie del motoneurone (motor neuron diseases, MNDs) sono patologie neurologiche che interessano i motoneuroni, cellule che controllano l'attività della muscolatura volontaria - e quindi anche la parola, la deambulazione, la respirazione. La sclerosi laterale amiotrofica (SLA), nota anche come malattia di Charcot (il neurologo che per primo la descrisse) o malattia di Lou Gehrig, dal nome di un celebre giocatore di baseball che ne soffrì, è la più comune di questo gruppo di malattie: interessa, in Italia, circa 5.000-6.000 persone, più spesso maschi, e le sue cause sono ancora sconosciute.
Negli ultimi anni, vari studi hanno sottolineato il ruolo della genetica come possibile fattore predisponente, ma si sospetta che anche cause ambientali come l'inquinamento atmosferico possano avere un ruolo.
Rischio più elevato, progressione più rapida
Gli scienziati hanno analizzato i dati sull'esposizione allo smog di 1.463 persone con malattie del motoneurone di recente diagnosi, di 1.768 fratelli e sorelle di questi pazienti e di altri 7.000 controlli sani nella popolazione generale. Hanno accertato i livelli di PM2.5, PM2.5-10 e PM10 (cioè particolato atmosferico di diverso spessore), nonché di biossido di azoto, nel loro abitato fino a 10 anni prima della diagnosi, e scoperto che una lunga esposizione allo smog, anche ai livelli relativamente bassi della Svezia che certo non è la Pianura Padana, erano associati a un rischio dal 20 al 30 per cento più alto di sviluppare una di queste patologie.
Respirare aria inquinata potrebbe anche influire sul modo in cui la malattia progredisce: le persone che vivevano in zone con livelli più alti di inquinamento atmosferico mostravano un deterioramento motorio e polmonare più rapido dopo la diagnosi.
Queste persone correvano anche un rischio di morte più elevato e avevano probabilità maggiori di aver bisogno di ventilazione polmonare.
È noto da studi precedenti che l'inquinamento dell'aria può provocare infiammazione e stress ossidativo alle cellule nervose - più volte è stato ipotizzato che abbia un ruolo anche nel rischio di incorrere in demenze e in ictus, e che peggiori la salute mentale. Tuttavia, il nuovo studio non dice nulla sui possibili meccanismi dietro l'associazione tra SLA e smog. Occorrerà approfondire con nuovi lavori, anche in aree con livelli di inquinamento dell'aria ancora più marcati rispetto al Nord Europa.












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