Lo psicologo: "Maradona era narcisista e soffriva di disturbo bipolare". La furia della ex contro i medici

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Secondo Carlos Diaz, imputato per omicidio colposo nel processo sulla morte del Pibe de Oro, l'abuso di sostanze era strettamente legato ai successi sportivi. La ex moglie: "Hanno manipolato la famiglia"

1 maggio - 12:24 - MILANO

Diego Maradona soffriva di disturbo bipolare e disturbo narcisistico di personalità. La diagnosi è di Carlos Diaz, psicologo e membro dell'équipe medica sotto processo per potenziale negligenza nella cura della stella del calcio. Specialista in dipendenze, Diaz ha testimoniato per la prima volta al tribunale di San Isidro, Buenos Aires, dove sette specialisti (un medico, uno psichiatra, uno psicologo e degli infermieri) sono sotto processo da due settimane per la possibile responsabilità nella morte della star del calcio mondiale nel 2020.

la cura

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"Nel caso di Maradona, oltre alla dipendenza da alcol e psicofarmaci, abbiamo dovuto curare il disturbo bipolare e il disturbo narcisistico di personalità", ha affermato Diaz. Specialista in dipendenze, 34 anni, ha raccontato di aver incontrato Maradona appena un mese prima della sua morte, alla fine di novembre 2020, e di aver percepito in lui "un autentico desiderio di cambiamento" riguardo alle sue dipendenze. Il suo unico ruolo nell'entourage della stella, ha affermato, era quello di sostenerlo in un programma di astinenza, che a suo avviso ha funzionato. "Maradona faceva uso di droghe ogni giorno, e alla fine è diventato pulito, dopo 23 giorni senza assumere alcuna sostanza", ha sottolineato. "Il referto tossicologico lo ha dimostrato. Mi è stato detto che il suo abuso di sostanze era strettamente legato ai suoi successi sportivi e che, di fronte alla frustrazione, non sapeva come affrontarla", ha proseguito Diaz, sottolineando la volontà di Maradona di uscirne: "Voleva disintossicarsi".

il processo

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Maradona è morto il 25 novembre 2020 per un edema polmonare, era nel suo letto in una casa in affitto per l'ospedalizzazione domiciliare, in convalescenza dopo un intervento di neurochirurgia senza complicazioni. Il primo processo relativo alla morte del campione argentino era stato  archiviato nel maggio 2025 per ricusazione di un giudice, un medico legale ha certificato che gli esami tossicologici non avevano rilevato tracce di droghe o alcol nel sangue di Maradona al momento del decesso. "Tutti noi volevamo il meglio per Maradona", ha affermato Carlos Diaz, dichiarando di non aver "chiesto un solo peso" per i servizi resi all'idolo.

le responsabilità

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Gli imputati continuano a negare ogni responsabilità, ma rischiano tra gli 8 e i 25 anni di detenzione. Ieri nell'udienza ha testimoniato anche Veronica Ojeda, ex compagna di Maradona e madre del figlio tredicenne Dieguito. "Questi assassini, questi figli di puttana" è esplosa rivolgendosi a Carlos Diaz, proprio mentre in aula veniva riprodotto un messaggio audio della convalescenza di Maradona, in cui lo psicologo sembrava denigrarla. "Ora capisco la manipolazione che hanno esercitato su tutta la famiglia: a me hanno detto una cosa e alle figlie (maggiori) di Maradona un'altra, per non farci restare uniti". Il processo, con due udienze a settimana, potrebbe continuare fino a luglio.

La Gazzetta dello Sport

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