Un presidio di Libera si è
formato stamani a Torino davanti ai cancelli del Palazzo di
giustizia per protestare contro la delibera con cui il Csm, nel
quadro una modifica dell'assetto dirigenziale degli uffici di
procura, ha escluso il Piemonte - e più in generale tutti i
distretti del nord Italia - dalle zone considerate ad "alta
densità mafiosa". "Siamo preoccupati - ha detto un referente
piemontese dell'associazione - perché la delibera rischia di
riportare indietro di tanti anni la narrazione sulla presenza
delle mafie nel Nord". Di "delibera anacronistica" ha parlato
Davide Mattiello, presidente di Articolo 21 Piemonte e
responsabile del dipartimento giustizia e legalità del Pd nella
regione. A suo avviso la mossa del Csm "tradisce le intuizioni
di Falcone e Dalla Chiesa e la profezia di Leonardo Sciascia,
con la sua immagine della palma che saliva di 50 centimetri ogni
anno". "Sappiamo - ha aggiunto - che qualcuno non è contento di
quello che stiamo facendo. Però, nei mesi scorsi, più di 15
milioni di Italiani, con il loro No al referendum sulla
giustizia, hanno contribuito a difendere l'autonomia e
l'indipendenza della magistratura così come previste dalla
Costituzione. Questo significa che la magistratura non è un
mondo a parte, scollegato dal resto della società. Nessun
componente del Csm, di fronte a una mobilitazione come la
nostra, dovrebbe storcere il naso". Al presidio sono comparse
anche bandiere della Cgil.
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