Per l'allenatore e il club, la questione comportamentale viene prima di qualsiasi riflessione tattica. E Amorim esige giocatori che antepongano il gruppo agli individualismi
Lì per lì, quando ha fatto boom la notizia della bocciatura di Nkunku, più o meno tutti hanno fatto la stessa deduzione: col francese giubilato da Amorim, Leao allora è destinato a restare. Il tempo di fare qualche veloce verifica, e si è capito che le situazione era assolutamente diversa. Una cosa non si tira dietro l'altra, come in prima battuta suggeriva la logica.
idee
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In altre parole, la situazione intorno a Rafa non è cambiata. O meglio, non sono cambiate le intenzioni né del giocatore, né del club, e nemmeno quelle dell'allenatore. In attesa del faccia a faccia tra Leao e Cardinale, che avrà luogo a Milanello la prossima settimana e che potenzialmente potrebbe cambiare le carte in tavola, i giorni continuano a scorrere senza modificare la sceneggiatura intorno al portoghese. Lui, rispetto alla prima parte dell'estate in cui contemplava soltanto l'addio, non disdegnerebbe più di restare a Milanello. Pur rimanendo comunque (più che) aperto all'eventuale citofonata di qualche club inglese: ma per ora si resta nel campo delle speranze. Dal punto di vista del club, anche con la partenza di Nkunku il portoghese resta assolutamente sul mercato. Potrebbe semmai essere presa in considerazione l'ipotesi di abbassare un pelo la richiesta economica, in modo da invogliare le pretendenti e agevolare l'uscita del numero 10.
gestione
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Dal momento che si scenderà sotto quei 50 milioni che parevano insindacabili, il Galatasaray potrebbe quindi rilanciare con una nuova offerta. Resta però il problema del gradimento da parte del giocatore, non particolarmente allettato dall'idea di emigrare in Turchia nonostante il ricco stipendio proposto (si arriverebbe senza problemi in doppia cifra). Lo scorrere dei giorni potrebbe magari indurlo a rivedere le sue idee, soprattutto perché Amorim non ha alcuna intenzione di legarlo all'armadietto di Milanello. Semmai il contrario. Il tecnico è ovviamente disposto a gestirlo e a metterlo nelle migliori condizioni possibili se Rafa resterà, ma per l'allenatore Leao è un giocatore assolutamente cedibile. Nelle ultime ore è filtrato un concetto chiaro: il club ha bisogno di capire se la sua permanenza si sposerebbe bene col progetto. Per leggere fra le righe, è sufficiente ricordare come Amorim, quando arriva in un club nuovo (lo fece, o quanto meno provò a farlo anche a Lisbona e Manchester), chiarisce subito a tutti come uno dei suoi dogmi principali sia anteporre il gruppo ai singoli. La collettività deve venire prima dell'individualità. Ecco perché il tecnico, a meno che Leao non resti, non ha intenzione di "farsi carico" di Rafa a prescindere. Si sta parlando di una questione comportamentale, più che tattica (peraltro, esiste comunque anche quest'ultima). Il timore dell'allenatore, evidentemente condiviso dal club, è quello di ritrovarsi in spogliatoio un giocatore troppo egoriferito. E d'altra parte, il modo in cui il portoghese ha provato a gestire il suo futuro a partire da fine maggio, viaggia proprio in questa direzione. Inutile dire che nessuno, al Milan, ha gradito il suo modo di porsi. Ora tutti i nodi stanno venendo al pettine.










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