Vediamo cosa fare quando quando naso chiuso, secrezioni e infiammazione diventano disturbi ricorrenti
Anna Castiglioni
12 marzo - 19:07 - MILANO
Le terapie termali sono da tempo utilizzate come supporto nel trattamento di diversi disturbi delle vie respiratorie e dell’orecchio. Tra i più comuni ci sono riniti, sinusiti e alcune forme di otite, condizioni spesso legate a infiammazione delle mucose, accumulo di secrezioni e difficoltà di ventilazione delle cavità nasali o dell’orecchio medio. In questi casi i trattamenti termali possono contribuire a migliorare la funzionalità delle mucose, favorire la fluidificazione del muco e ridurre la congestione, soprattutto nelle forme croniche o recidivanti. Le acque termali utilizzate per questi trattamenti contengono sali minerali, zolfo o altre sostanze che, attraverso vapori o soluzioni inalate, entrano in contatto diretto con le mucose delle vie respiratorie. L’azione combinata del calore e dei minerali può aiutare a migliorare la clearance mucociliare, cioè il sistema naturale con cui l’organismo elimina secrezioni e particelle irritanti.
Le diverse acque termali e le loro proprietà
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Non tutte le acque termali hanno la stessa composizione. La loro efficacia nei disturbi delle vie respiratorie dipende proprio dal contenuto di minerali disciolti, che conferiscono proprietà diverse e influenzano l’azione sulle mucose di naso, gola e orecchio. Tra le più utilizzate nelle patologie respiratorie ci sono le acque sulfuree, caratterizzate dalla presenza di zolfo. Sono considerate particolarmente utili nelle riniti croniche, nelle sinusiti e nelle otiti catarrali perché lo zolfo può contribuire a ridurre l’infiammazione delle mucose e favorire la fluidificazione delle secrezioni. Molto diffuse sono anche le acque salsobromoiodiche, ricche di sali minerali, bromo e iodio. Queste acque hanno un’azione che aiuta a stimolare la funzionalità delle mucose respiratorie e vengono spesso utilizzate nei trattamenti inalatori per riniti e sinusiti recidivanti. Un’altra tipologia è rappresentata dalle acque bicarbonato-alcaline, che possono avere un effetto più delicato e favorire la fluidificazione del muco. Sono spesso impiegate nei trattamenti inalatori per migliorare la detersione delle vie respiratorie. La scelta del tipo di acqua e del trattamento più adatto dipende sempre dal quadro clinico e viene generalmente valutata dal medico termale all’inizio del ciclo di cure. Proprio per questo i percorsi terapeutici nelle strutture termali vengono personalizzati in base alle caratteristiche del disturbo e alla composizione dell’acqua disponibile nello stabilimento.
aerosol termali
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Tra i trattamenti più diffusi nelle cure termali per le vie respiratorie ci sono gli aerosol con acqua minerale. Questa terapia consiste nell’inalazione di particelle molto fini di acqua termale, che raggiungono le vie respiratorie superiori e, in parte, anche quelle inferiori. L’obiettivo è idratare le mucose, favorire la fluidificazione delle secrezioni e migliorare la respirazione nasale. Gli aerosol termali sono spesso indicati nelle riniti croniche e nelle sinusiti, condizioni in cui il ristagno di muco può contribuire al mantenimento dell’infiammazione. La presenza di minerali come lo zolfo o il bicarbonato può avere anche un effetto leggermente antinfiammatorio e mucolitico.
inalazioni caldo-umide e vapori termali
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Un altro trattamento molto utilizzato è quello delle inalazioni caldo-umide. In questo caso il paziente respira vapori di acqua termale che raggiungono le cavità nasali e i seni paranasali. Il calore favorisce la vasodilatazione delle mucose e può contribuire a ridurre la congestione. Le inalazioni sono spesso impiegate nei disturbi respiratori cronici delle prime vie aeree, come riniti e sinusiti ricorrenti. L’azione del vapore aiuta anche a sciogliere le secrezioni dense e a migliorare la ventilazione delle cavità nasali, facilitando il drenaggio del muco.
Humage o docce nasali micronizzate
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Tra le tecniche più specifiche per il trattamento delle patologie naso-sinusali ci sono le docce nasali micronizzate, conosciute anche come humage. In questo caso l’acqua termale viene nebulizzata in particelle molto piccole e indirizzata direttamente nelle cavità nasali attraverso un apposito getto. Questo tipo di trattamento permette di detergere le mucose, rimuovere secrezioni e ridurre la presenza di agenti irritanti. È particolarmente utilizzato nelle riniti croniche e nelle sinusiti, perché contribuisce a migliorare la funzionalità della mucosa e a ridurre l’ostruzione nasale.
Politzer crenoterapico
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Per i disturbi dell’orecchio medio, in particolare in alcune forme di otite catarrale o disfunzione tubarica, può essere utilizzata una tecnica chiamata politzer crenoterapico. Si tratta di una procedura che utilizza aria arricchita con acqua termale per favorire la ventilazione della tuba di Eustachio, il canale che collega l’orecchio medio al rinofaringe. Quando questa struttura non funziona correttamente può verificarsi un accumulo di secrezioni o una sensazione di orecchio chiuso. Il trattamento ha lo scopo di ristabilire la ventilazione dell’orecchio medio e migliorare il drenaggio delle secrezioni.
Irrigazioni nasali con acqua termale
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Le irrigazioni nasali rappresentano un’altra modalità di utilizzo delle acque termali nelle patologie delle vie respiratorie superiori. In questo caso la soluzione minerale viene fatta scorrere nelle cavità nasali con l’obiettivo di detergere le mucose e favorire l’eliminazione del muco. Questa pratica può contribuire a ridurre l’infiammazione locale e migliorare la respirazione nasale, soprattutto nelle riniti croniche o allergiche e nelle sinusiti recidivanti.
quando sono utili le terapie termali
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Le cure termali sono generalmente utilizzate come trattamento complementare e non sostituiscono le terapie mediche prescritte dallo specialista. Possono però rappresentare un supporto utile nei disturbi cronici o ricorrenti delle vie respiratorie e dell’orecchio, soprattutto quando l’obiettivo è migliorare la funzionalità delle mucose e ridurre la congestione. In molti casi i cicli di terapia termale vengono effettuati per alcuni giorni consecutivi e possono essere ripetuti periodicamente. L’indicazione e la scelta del trattamento più adatto dipendono dal tipo di disturbo, dalla sua durata e dalle condizioni generali della persona. Integrate in un percorso terapeutico adeguato, le cure termali possono contribuire a migliorare la respirazione, favorire il drenaggio delle secrezioni e ridurre la frequenza delle riacutizzazioni nei disturbi cronici delle vie respiratorie superiori.
Quanto durano le terapie termali
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Le cure termali per i disturbi delle vie respiratorie vengono generalmente effettuate in cicli di trattamento che durano alcuni giorni consecutivi. In molti centri termali il percorso prevede sedute quotidiane di inalazioni, aerosol o altri trattamenti specifici per un periodo che può variare, in genere, tra una e due settimane. La regolarità delle sedute è considerata un elemento importante perché consente alle mucose respiratorie di beneficiare in modo progressivo dell’azione delle acque minerali. Questi cicli vengono spesso programmati nei periodi in cui i disturbi tendono a riacutizzarsi con maggiore frequenza, come nei cambi di stagione o nei mesi più freddi. L’obiettivo non è soltanto alleviare i sintomi presenti, ma anche migliorare la funzionalità delle mucose e ridurre la tendenza alle recidive nelle forme croniche di rinite, sinusite o otite catarrale. L’indicazione e la tipologia di trattamento vengono valutate dal medico termale all’inizio del percorso, tenendo conto della natura del disturbo e delle caratteristiche dell’acqua utilizzata nel centro.









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