Le Olimpiadi dell'hockey iniziano col botto: l'Italdonne batte la Francia davanti a 9000 spettatori

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La “prima” in versione olimpica dell'Arena Santagiulia di Milano è spettacolare: 9356 spettatori sugli spalti, in attesa dei giocatori Nhl. E si comincia con il successo delle azzurre per 4-1

Andrea Buongiovanni

Giornalista

5 febbraio 2026 (modifica alle 17:24) - MILANO

Un altro "miracle on ice"? Quasi. L’Arena Santagiulia si presenta all'appuntamento a cinque cerchi pronta, vibrante e in ottimo stato. Chi lo avrebbe detto anche solo qualche giorno fa? Dopo le tante polemiche - spesso pretestuose - è la sfida Italia-Francia del torneo femminile a inaugurare in chiave olimpica il nuovo impianto milanese. E l’impatto è notevole. Per quanto riguarda la pista da gioco e il suo contorno. Se poi si aggiunge che a imporsi, contro pronostico, sono le azzurre… Il 4-1 finale (1-1, 1-0, 2-0) scrive un piccolo pezzo di storia della disciplina. Certo, non tutto è finito e rifinito. E, soprattutto all’esterno dello stadio, c’é ancora aria di cantiere. Così come, all’interno, c’è "profumo" di polvere. Ma il colpo d’occhio è di quelli che non si dimenticano. E poi, vuoi mettere? Ci sono 9356 spettatori (su una capienza massima che per i Giochi è di 11.800 posti), in un primo pomeriggio di un giovedì di febbraio, nel capoluogo lombardo, a gridare “Italia, Italia”, per una partita di hockey ghiaccio femminile. La città è ancora freddina? Non dentro il Santagiulia. Dove, anzi, l’entusiasmo è alle stelle. E si immagini quando, la prossima settimana, arriveranno i giocatori Nhl… Che Milano abbia fame di hockey ghiaccio, del resto, non è una novità. 

Prospettive

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L’incontro, peraltro, offre spettacolo. Ed é un incontro già decisivo. Perché le squadre protagoniste, tra le dieci in lizza ai Giochi, sono le peggiori piazzate nel ranking internazionale (l’Italia, 17ᵃ, c’è in qualità di Paese ospitante, la Francia è 14) e una sconfitta equivale a un probabile addio anticipato al sogno di approdare ai quarti di finale. Le azzurre del ct canadese Eric Bouchard, nel ruolo solo dall’autunno scorso, sono comunque decisamente all’altezza. Altro che Torino 2006, quando la Nazionale, nell’unica esperienza olimpica al proprio attivo, chiuse sempre sconfitta, subendo 32 gol e realizzandone uno soltanto. Da allora il salto di qualità effettuato, grazie anche a qualche inserimento di giocatrici di scuola nordamericana, è stato gigantesco. 

La partita

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 Il primo periodo, che pure si conclude sull’1-1, è tutto di marca tricolore: il computo dei tiri (22-4!) parla chiaro. La Francia apre le danze al 9’42” in superiorità numerica, l’Italia - che ha giocatrici dotare anche di buon pattinaggio - pareggia dopo 60” con Kayla Tutino, 33enne oriunda canadese del Quebec, su assist della capitana Nadia Mattivi. Anche il secondo tempo si colora di azzurro: c’è maggior equilibrio (8 tiri a 5) ma un gol al 15’17” di Rebecca Roccella porta le padrone di casa in vantaggio. La 24enne torinese che gioca nel Davos, in Svizzera, è brava a spedire nella gabbia avversaria, dalla media distanza, un disco non trattenuto dal portiere transalpino. I ritmi, nel terzo periodo, non calano. E l’Italia, in apertura, piazza un grande uno-due. Dopo 14” segna Matilde Fantin (3-1), dopo 4’59” firma l’allungo definitivo Kristin Della Rovere (4-1). Termina cosi, con le azzurre in controllo (46-15 i tiri totali). E con tanti ringraziamenti a Martina Fedel, portiere saracinesca. Sabato, sul medesimo ghiaccio, c’è la sfida alla Svezia. Intanto che festa, al Santagiulia.

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