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L’Uefa certifica il comportamento virtuoso nel Fair Play finanziario. Un obiettivo per nulla scontato. Fondamentali le idee che sono state alla base di certe intuizioni a costo zero
Non ha, a livello diciamo così popolare, lo stesso impatto di uno scudetto. Ma il gol che ha segnato ieri sera l’Inter — insieme al Milan, al Psg, al Monaco e e ad altri club europei — ha di sicuro un valore triplo: di grande soddisfazione per i dirigenti; di indirizzo strategico per quanto riguarda il futuro; di indirizzo per disegnare i confini in cui si possono e devono muovere i club. A tutto questo devono aver pensato Marotta e il suo staff quando l’Uefa ha diramato un comunicato stringato nella forma e gonfio di significati nella sostanza, per annunciare l’uscita dal regime di settlement agreement, avendo raggiunto l’obiettivo finale dell’accordo. Con un comportamento virtuoso in tema di Fair Play Finanziario. Un obiettivo per nulla scontato, considerando che la Roma dovrà versare una multa di sei milioni — una sanzione che rappresenta comunque un segnale incoraggiante, rispetto alla situazione che hanno ereditato i Friedkin — e soprattutto il Marsiglia è incappato in una multa ben più pesante, con il rischio di poter andare incontro a limitazioni sul mercato e addirittura esclusioni dalle Coppe europee in caso di nuove violazioni.









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