"Sarri è un maestro e da lui
calcisticamente puoi solo imparare, ti lascia tanto ed
emotivamente devi capirlo, magari se ti insulta significa che ti
vuole bene. Ma tutti i miei allenatori avevano idee di gioco
interessanti; Glasner preferiva la parte fisica, con Allegri ero
giovane e ho avuto un bellissimo periodo alla Juve, con Baroni
abbiamo fatto dei mesi molto bene, poi c'è stato quell'episodio
in cui sono finito fuori rosa". Così Luca Pellegrini, difensore
della Lazio, ai canali ufficiali della squadra biancoceleste nel
giorno del suo 27/o compleanno.
Ripercorrendo la sua carriera, Pellegrini ricorda gli esordi
con la Roma e poi l'approdo alla Lazio sottolineando come "nei
derby non era semplice, non tutti hanno la fortuna di giocare
nella squadra tifata da bambino" fino al 2020, l'anno in cui
"pensavo che potesse essere quello giusto per lo scudetto della
Lazio con una serie di fattori che potevano farlo pensare",
mentre sugli infortuni eliminerebbe quello "al crociato, ma
mentalmente li terrei tutti perché mi hanno fatto diventare la
persona che sono". Il laziale, poi, parlando della Nazionale
ammette che "è il sogno di tutti, andrei a piedi scalzo a
Coverciano ma credo ci voglia qualcosa di più per stare in quel
giro. In lontananza c'è ma non è un pensiero giornaliero".
Infine, parlando dei suoi modelli sportivi Pellegrini indica
"Kobe Bryant, Djokovic e Sinner" mentre per la Lazio l'augurio è
quello di vivere "periodo come quello della Juventus di qualche
anno fa, 10 o 15 anni al top del livello mondiale e di non
accontentarsi mai".
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2 ore fa
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