Laboratori, film, libri, installazioni, incontri alla Biennale Danza

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Al via il prossimo 17 luglio (fino all’1 agosto) il 20/o Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, diretto da Wayne McGregor, che integra gli spettacoli in programma con laboratori, film, libri, installazioni, incontri.

La Biennale Danza, creata come settore autonomo nel 1998, percorre i suoi venti festival attraverso "Life Lines", video-installazione creata in collaborazione con l’Archivio Storico della Biennale – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia, visibile dal 17 luglio fino al termine del festival nella Sala d’Armi E dell’Arsenale. E racconta pensieri, passioni, esperienze e scelte che hanno dato vita alle venti edizioni del festival in un incontro che vede riuniti alcuni dei suoi passati artefici. Frédéric Flamand, Karole Armitage, Virgilio Sieni, Marie Chouinard e l’attuale direttore Wayne McGregor saranno alla Biblioteca della Biennale ai Giardini il 20 luglio, alle ore 11.30, in dialogo con le giornaliste e saggiste Sarah Crompton ed Elisa Vaccarino.

Come ogni anno il festival sarà accompagnato da laboratori destinati sia a specialisti che aperti a tutti, un modo per entrare nel vivo del fare danza, con molte delle compagnie e dei coreografi ospiti, fra cui: Emanuel Gat, Mamela Nyamza, Bangarra Dance Theatre, Andrea Salustri, Omar Rajeh, Kalle Nio, Eiko Otake, Adam Linder e Winndance. Fra i tanti incontri e conversazioni con gli artisti ospiti, come di consueto al termine degli spettacoli per soddisfare ogni curiosità del pubblico, si segnalano due appuntamenti speciali che avranno luogo nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale: il 28 luglio, alle ore 18.00, con Molissa Fenely, che ha gettato le basi del post modern in una stagione irripetibile della danza, e il 31 luglio, alle ore 11.00, con John Neumeier, il coreografo statunitense che ha riscritto la storia del balletto contemporaneo insieme a Jirí Kylián e William Forsythe, con cui è cresciuto alla scuola di Cranko.

Un ciclo di film sulla danza – La Danse, Ballet, Crazy Horse - diretti dalla mano inconfondibile di uno dei maestri del cinema, Frederick Wiseman, già Leone d’oro alla carriera della Mostra nel 2014 e scomparso lo scorso febbraio, sarà in programma nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian. Un omaggio al cineasta che ha cambiato la storia del documentario, mettendosi in ascolto di tutti quei luoghi che ordinano la vita sociale degli uomini, dalle istituzioni quali centri di potere e delle decisioni, ai luoghi di cura e di cultura. Luoghi che non vengono mai visti, come nel caso della danza, soltanto dal lato puramente artistico, fra prove, tournée, trucco e costumi, ma che vengono esplorati nella loro complessità, fin nei meccanismi e nei dispositivi che ne regolano la vita, come l’aspetto amministrativo, i finanziamenti, la raccolta fondi, l’organizzazione. Questo sia che affronti una delle più grandi compagnie di danza classica del mondo, il corpo di ballo dell’opera di Parigi in La Danse (27 luglio, ore 17.00), o ancora l’American Ballet Theatre di New York in Ballet (29 luglio, ore 17.00), sia che giri negli spazi del più famoso locale di cabaret al mondo per Crazy Horse (30 luglio, ore 17.00).

Completa il ciclo un altro importante film: State of Darkness: Part Four (28 luglio, ore 18.00), dalle prove che Molissa Fenley, autrice dell’omonimo assolo, ha condotto con una grande interprete come Cassandra Trenary. Un passaggio del testimone fra generazioni e un documento storico che mette a nudo ogni sfumatura nella costruzione del brano che il pubblico della Biennale vedrà anche dal vivo sul palco del 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea il 30 e il 31 luglio.

Infine, "We Are Mouvement: Unlocking your Physical Intelligence" scritto da Wayne McGregor e pubblicato per i tipi di Bloomsbury, verrà presentato a Ca’ Giustinian il 22 luglio, alle ore 17.00 (Portego). Un invito a scoprire le potenzialità del proprio corpo, anche per affrontare la vita quotidiana, valido per tutti: “Possiamo liberarci attraverso il movimento. Questo non si fa solo letteralmente muovendosi, anche se è un ottimo inizio, ma abbracciando il movimento e la nostra intelligenza fisica nel suo senso più ampio. Possiamo coltivare la nostra attenzione in modo da essere più concentrati, ma anche più sintonizzati con l’ambiente circostante e le sensazioni interne. Attraverso una comunicazione fisica più aperta, onesta e autentica, possiamo migliorare la nostra capacità di essere buoni amici, partner, genitori, professionisti e membri della società. Creativamente, possiamo mobilitare i nostri sensi, la nostra immaginazione e il nostro corpo per scopi nuovi e originali. Possiamo sfruttare la capacità di accedere alla nostra fluidità fisica a volontà, padroneggiare la spontaneità e affrontare la vita quotidiana senza paura”.

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