Gli azzurri perdono ai rigori contro la Bosnia e salteranno la terza Coppa del Mondo consecutiva: una catastrofe che sta ormai diventando la norma
La terza Apocalisse è terribile, perché ne ha due alle spalle. Ha perso il senso dello shock, della catastrofe imprevedibile. Sta diventando normalità. Per la terza volta consecutiva non parteciperemo a un Mondiale di calcio. Se ne parlerà nel 2030, quando saranno passati 16 anni dall’ultima partecipazione. Per la prima volta avremo ragazzi che diventeranno maggiorenni senza aver mai visto l’Italia in una Coppa del Mondo. Eppure si era messa bene con il bel gol di Kean, il suo sesto consecutivo in azzurro, una striscia che allungò anche Gigi Riva. Stesso 11 sulla schiena. Ci eravamo riempiti di sensazioni positive. Ci veniva da pensare a giugno, alle partite da seguire con gli amici, con le magliette azzurre addosso…
La nostra lunga traversata del deserto sembrava finita. Invece Bastoni, smarrito da tempo in una selva oscura, ci ha lasciato improvvidamente in 10 condannandoci all’inferno. Ma abbiamo pescato dalla nostra tradizione difensiva tutto quello che serviva per sopravvivere: un grande portiere, barricate solide. Ci siamo trascinati fino ai rigori, ammirando anche l’ottimo Palestra e il combattivo Pio che, per riflesso condizionato, ci hanno stuzzicato il ricordo nostalgico di Cabrini e Pablito nel ’78. Infine, ci siamo aggrappati ai rigori che ci hanno resi campioni del mondo 20 anni fa e d’Europa nel ’21. Stavolta non succede. Ci tocca vedere in lacrime Gattuso e i suoi ragazzi. Errori arbitrali? Ne abbiamo commessi più noi. La verità è che la Bosnia è stata più forte e siamo stanchi di pensare a come migliorarci: la tecnica, gli oratori…. La terza Apocalisse è la peggiore.









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