Il portiere arrivato alla Lazio a fine gennaio dalla Reggiana avrebbe dovuto fare da vice a Provedel ma l'infortunio del friulano l'ha subito lanciato. E lui ha portato la Lazio in finale di Coppa Italia parando 4 rigori
A volte basta piazzarsi lì, a osservare divertiti le sliding doors che è in grado di offrire la vita. Come quella di Edoardo Motta, completamente ribaltata dal 27 gennaio del 2026, quando l'attuale numero uno biancoceleste si trasferì dalla Reggiana alla Lazio. Avrebbe dovuto fare il secondo di Provedel a seguito della cessione di Mandas al Bournemouth, e invece si è ritrovato subito titolare a causa dell'infortunio patito dal portiere friulano e protagonista di una serata da sogno: 4 rigori parati sui 5 calciati dall'Atalanta nella semifinale di Coppa Italia. "Più parlo, più lo metto sotto pressione: il ragazzo si allena normalmente - aveva detto Sarri prima dell'esordio del classe 2005 -. L’assenza di Provedel è grave. Io ero completamente in disaccordo sulla cessione di Mandas. Arriva un ragazzo giovane, ha delle qualità. Vediamolo in campo". E il campo ha parlato, decretando che Motta è un portiere da record. Perché prima di lui, in Italia, l'impresa di parare 4 rigori era riuscita solo ad Adrian Semper del Pisa, proprio in Coppa, contro il Cesena. Il giovane portiere biancoceleste, durante i rigori finali, è stato subito trafitto da Raspadori ma poi ha neutralizzato in serie i tiri dal dischetto di Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere. Un'impresa da sogno. "Meglio tenere nascosti i propri segreti... - confessa Motta in lacrime dopo la sfida alla Dea -. La finale contro l'Inter? Si spera di finirla prima, magari in trionfo, senza andare troppo in là". E qui mancano le parole dall'emozione: "Ma va bene, saremo pronti. Ricevo tanti consigli. Sono emozionato, non mi è mai capitato. Queste lacrime le dedico a tutti, ai tifosi, a chiunque mi conosca... Grazie".
la storia
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Edoardo Motta, nato a Biella nel gennaio del 2005, è cresciuto nelle giovanili della Juventus dove ha giocato per 5 stagioni. Poi una serie di prestiti tra Alessandria, Monza, Reggiana e il riscatto esercitato dalla società granata. Debutta proprio in Coppa Italia, esordisce in Serie B ma anche lì il ruolo è quello del 12° alle spalle di Bardi, che sorpassa nelle gerarchie un anno più tardi. La Lazio lo nota e... fa il colpaccio: Mandas ceduto al Bournemouth per quasi 20 milioni, dentro Motta per poco più di 1. E qui entra in gioco il destino: Provedel va ko e tocca a lui, subito promosso a titolare. Il debutto? Da sogno: vittoria all'esordio assoluto contro il Sassuolo, tre punti e clean sheet nella sfida contro il Milan di una settimana dopo, altra vittoria - con tanto di rigore parato ad Orsolini - alla terza. Storia di un predestinato, che anche in Coppa Italia si è confermato. Quattro rigori parati su 5 sono roba grossa.










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