La Pi-La è sempre accesa e San Siro è pazza di Esposito: "I cori per me, che onore..."

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L'attaccante italiano nel post partita: "Ho sentito il coro su di me, è stato molto emozionante. Sono contento di aver mostrato di nuovo i muscoli"

Francesco Pietrella

Giornalista

24 gennaio - 00:12 - MILANO

I goccioloni che ne hanno accompagnato l’uscita dal campo avevano un qualcosa di romantico, come quando ti dicono che la vita è "ballare sotto la pioggia" e frasi simili, specie dopo un 6-2. Ieri ha vinto la normalità di un ventenne.

pio gol

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Pio Esposito, nuovamente giustiziere sotto la nord, terzo gol in Serie A e quinto stagionale, s’è seduto in panchina col sorrisetto di chi ha ascoltato la curva e si è goduto la serata: «Pio gol, Pio gol…». I tifosi cantavano così, felici e soddisfatti, intonando il coro che in passato avevano dedicato a Bobo Vieri, uno che da queste parti ha lasciato il segno. "Bobo gol, Bobo gol…". Qualcosa in comune c’è. Il 32 nerazzurro segnò una delle tre reti con cui l’Inter rimontò la Sampdoria e divenne “pazza”. Era il 9 gennaio 2005. Più o meno ventuno anni fa. I nerazzurri ribaltarono i doriani nella ripresa segnando tre gol negli ultimi minuti. Ieri ne hanno impiegati otto per respingere un Pisa battagliero passato in vantaggio grazie alla doppietta dell’interista Moreo, uno che 12 anni fa giocava in D nel varesino. Esposito, favorito dall’ingresso di Dimarco dopo mezz’ora - l’uomo che ha cambiato la partita -, s’è preso l’Inter sulle spalle e ha mostrato i muscoli del centravanti. Il tutto mantenendo l’umiltà: «Ho sentito il coro su di me e ne sono onorato - ha detto nel post partita, col giaccone tirato su e quel sorrisetto che aveva in panchina - è stato molto emozionante. Sono contento di aver mostrato di nuovo i muscoli». Dribbling sul legame con Vieri: "È ancora presto per nominare gente come Bobo, questi paragoni non mi piacciono". L’ultimo appunto è sulla cabala: Pio l’anno scorso aveva segnato due gol al Pisa.

la pila gira

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Alla fine, l’Inter ha esagerato: sei schiaffoni sotto la pioggia e primato consolidato. Due di questi dati dalla “PiLa”, Pio e Lautaro, la nuova coppia che sognare il mondo Inter e a cui si affida Chivu quando la nebbia avvolge il prato di San Siro e cerca di inghiottirlo. Numeri, intanto: a Udine Pio aveva servito al Toro l’assist del 1-0. Una sponda di tacco per liberargli lo spazio per dribblare e calciare d’esterno. Il quarto passaggio vincente in stagione, tre in Serie A e uno in Champions. Quando Esposito gioca dall’inizio favorisce chi duetta insieme a lui, non solo il capitano: Thuram ha segnato due gol all’Ajax e altrettanti al Venezia, Lautaro ha punto Genoa, Kairat, St Gilloise, Udinese e Pisa. Insieme si completano per caratteristiche: Pio è un centravanti, fa sponde,  duella, sgomita, vince duelli aerei e permette agli esterni di sfornare cross sul primo palo e a Lautaro di inserirsi alle sue spalle. A proposito: l’argentino, a -2 da Boninsegna, è sempre più capocannoniere della Serie A con 12 gol in 22 partite. Gli stessi segnati la stagione scorsa, ma in 31 presenze. I ritmi sono simili all’annata d’oro scudettata 2023-24, dove alla 22a era già a 19 squilli. Quell’anno a fine stagione giocò e vinse la Coppa America da capocannoniere. A giugno ci sarà il Mondiale. Una coincidenza importante.

quanti gol

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È un’Inter in cui davanti segnano tutti - 15 marcatori diversi - e le coppie sono tante. Thuram e Lautaro, Pio e Lautaro, Bonny e Lautaro, Bonny e Thuram, che nella ripresa sono entrati tra i protagonisti con un gol e un assist. Non male. Ange, arrivato da Parma, vanta sei reti e sei passaggi vincenti, mentre Marcus - condizionato da un problema fisico - è a 11 reti e quattro assist. È un’Inter che si diverte e che crea a raffica: 50 gol in Serie A - miglior attacco per distacco -, una media di 6,2 reti a partita e più tocchi in area a partita di tutti, quasi 800. Sotto la pioggia si festeggia.

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