Il prossimo avversario di Jannik nei quarti di Indian Wells è allenato da Michael Chang: "Con lui sto crescendo. Posso imparare molto affrontando i migliori"
Learner Tien, prossimo avversario di Jannik Sinner nei quarti di Indian Wells, è uno a cui piace imparare. Si applica, come dicono i professori a scuola e non per niente si chiama così proprio per richiamare la professione della madre, insegnante. Alla sorella non è andata molto meglio: l’hanno chiamata Justice in nome del papà avvocato. Tien è nato a Irvine, in California e per questo Indian Wells è il “suo” torneo, quello che più di tutti vorrebbe vincere. I genitori di Learner, però, sono originari del Vietnam: papà Khuong avvocato immobiliare, mamma Huyen insegnante in una scuola elementare, uniti dalla grande passione per il tennis. Non è un caso, dunque che Learner abbia imparato quasi a maneggiare la racchetta ancora prima che camminare. Tien, mancino, non ama la ribalta, non si parla troppo di lui eppure i risultati parlano chiaro. Ha compiuto 20 anni a dicembre e dallo scorso anno al suo fianco c’è Michael Chang con cui sta costruendo un solido futuro.
Learner, dopo la finale di Pechino, troverà di nuovo Jannik Sinner dall'altra parte della rete. Cosa si aspetta?
"Mi aspetto ovviamente un match durissimo. Lui e Joao hanno messo in campo una potenza incredibile. Con Jannik non potrò permettermi di abbassare la guardia, è uno che può strapparti la racchetta dalle mani".
I consigli di coach Michael Chang sono preziosi, come è nata la vostra collaborazione?
“È stato il mio agente a creare il contatto, dopo aver pensato a chi potesse seguire al meglio il mio progetto. Per fortuna, è stato bravo e Michael ha accettato, fino a ora tutto procede a gonfie vele”.
Dopo poco tempo insieme lei ha centrato due titoli: Metz e le Next Gen Atp Finals. La strada è quella giusta, sembra.
“È stato bellissimo chiudere l’anno scorso con due titoli di fila. Ci tenevo tanto a vincere il primo titolo Atp prima dei 20 anni. Metz era la mia ultima occasione per farlo, quindi sono entusiasta di aver centrato l’obiettivo. Il successo alle Next Gen l’ho vissuto come una rivincita dopo la sconfitta in finale e mi ha dato la spinta per lavorare sodo e partire bene quest’anno”.
Ora l’effetto sorpresa è finito: i rivali la conoscono, prendono le misure…
“È uno degli aspetti del tennis che preferisco. Affrontare più volte gli stessi giocatori, imparare qualcosa di nuovo ogni volta, e quindi crescere e migliorare, perché dovrò adattarmi costantemente man mano che mi conoscono sempre di più. È un modo per imparare cose nuove, mettermi alla prova”.
Con Chang vi siete concentrati su qualcosa in particolare nella preparazione?
“Io sono lontano dall’essere un giocatore completo. Abbiamo lavorato molto sul servizio: probabilmente è stata una delle aree principali di focus. Però, in generale, tutto può migliorare. Stiamo cercando di fare piccoli cambiamenti qua e là. Lui vede il mio gioco molto bene, quindi ha saputo individuare alcuni dettagli che col tempo faranno una grande differenza, ma preferisco non svelare troppo…”.
Indian Wells è il suo torneo di casa, che effetto le fa essere qui tra i protagonisti?
“Significa molto. Ricordo esattamente dove ero seduto quando venivo da bambino, è come se il cerchio si fosse chiuso. Mi considero davvero fortunato ad essere cresciuto in questa zona. C’è molto tennis, molti campi, molti giocatori, tanti tornei in giro. Non dovevo viaggiare molto lontano e non era difficile trovare posti dove allenarsi. Poi qui può vedermi la famiglia, gli amici. Bello“.
Si parla di Sinner e Alcaraz e di un possibile terzo incomodo nel futuro. Lei si ci vede? Il suo allenatore pensa di sì…
“Non mi piace pensare a obiettivi così lontani. Per adesso preferisco mantenere un basso profilo, sono giovane e sono lontano dall’essere un giocatore completo: ho tante piccole cose da migliorare e spero di farlo in fretta. Un giorno, se mi trovassi in quella posizione sarebbe fantastico, ma al momento non voglio farmi condizionare da questo pensiero”.
E qual è il gap da colmare rispetto a loro?
“Fisicamente prima di tutto. Io sono giovane e da questo punto di vista non sono nemmeno vicino a dove vorrei arrivare un giorno. Poi vedremo".
Ha mai visto qualche partita di Michael Chang quando giocava?
“Ho visto qualcosina su youtube… reperti storici (sorride)”.
Nel 2025 ha raggiunto l’obiettivo di un titolo prima dei 20. Per il 2026 cosa si è messo in testa?
“Voglio entrare nei top 100 di doppio”.
Doppio?
“Penso sia figo. Sarebbe un bel traguardo per me e avrebbe un grande valore personale. Potrebbe aiutarmi nel singolare. Ma lo farei soprattutto per orgoglio personale e per divertimento”.
A Indian Wells ha fatto coppia con Medvedev, si è divertito?
“Sì! Un paio di ragazzi mi avevano chiesto di giocare in doppio, ma il mio allenatore non voleva, temeva mi togliesse concentrazione sul singolare. Ma quando Daniil ce lo ha chiesto, ho pensato che, essendo entrambi giocatori di singolare e non dando la priorità al doppio, non avrebbe interferito. E quindi Michael mi ha dato l’ok“. Learner impara in fretta.
Questo articolo è tratto da Smash, newsletter G+ a cura di Federica Cocchi, in uscita ogni martedì. Per iscriversi e per informazioni sulle altre newsletter di Gazzetta clicca qui








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