La Norvegia sogna con Haaland: il gigante del gol è all'esordio al primo Mondiale

2 giorni fa 3

A 25 anni il bomber del City debutta nel torneo. C’è chi scommette su una tripletta subito con l’Iraq

16 giugno - 11:50 - BOSTON

Un tornado sta per abbattersi sul Mondiale. In questo caso, per fortuna, il meteo spesso inclemente negli Stati Uniti non c’entra. Il tornado in questione si chiama Erling Haaland, attaccante della Norvegia, pronto stanotte a debuttare al Mondiale. Dopo la mancata qualificazione del 2022, nel girone ha fatto percorso netto (8 vittorie su 8, con 16 gol segnati) e ha costretto l’Italia ai playoff, dove è arrivata l’eliminazione per mano della Bosnia. Lui invece è negli States e vuole continuare a fare quello che gli riesce meglio: segnare. Non si accontenta di aver riportato il suo Paese ai Mondiali dopo ventotto anni di assenza. Il Vichingo intende arrivare il più lontano possibile.

Filo con il passato

—  

Stasera al Boston Stadium idealmente Erling raccoglierà l’eredità del padre Alf-Inge, per tutti Alfie, che ha indossato la maglia della Norvegia per 34 volte e ha vissuto da protagonista la grande generazione norvegese degli Anni 90. A Usa 94 sfidò gli azzurri e fu steso da una rete di Dino Baggio. Ora tocca al figlio, nato a Leeds, cresciuto a Bryne e diventato macchina da gol globale tra Dortmund e Manchester, sponda City. Lo manda Guardiola che in questi anni ha ulteriormente migliorato un bomber straordinario, come certificano i suoi numeri con la maglia della nazionale (55 centri in 50 presenze: 1,1 di media a incontro) e con i citizens (162 reti in 198 match: 0,81 a gara). Oltre Oceano è sbarcato ancora più affamato perché la stagione con il City non è andata come era abituato: ha vinto la FA Cup e la Carabao Cup, ma è arrivato secondo in Premier League e in Champions è stato eliminato agli ottavi dal Real Madrid. E poco importa se ha chiuso il 2025-26 con 38 gol in 52 partite, conquistando per la terza volta la classifica dei cannonieri inglesi. Erling vuole confermare anche sul palcoscenico mondiale più importante che è capace di fare la differenza. Anzi, di essere devastante. 

Scommesse

—  

Su di lui si sbizzarriscono anche i bookmaker e qualcuno ha quotato (paga 3,5 volte la puntata...) la possibilità che possa ripetere l’impresa del tedesco Klose, autore di una tripletta nel giorno del debutto al Mondiale (il 1° giugno 2002 contro l’Arabia Saudita, finì 8-0). L’Iraq non è un avversario impossibile, ma Erling nell’ultima amichevole con il Marocco ha dimostrato di essere... umano e, oltre a non segnare, ha toccato la miseria di quattro palloni, il dato peggiore per lui dal 2019 tra club e nazionale. "Su Haaland non ho dubbi - ha detto il ct Solbakken - e anzi il suo fisico è tirato a lucido. In una partita con i tre punti in palio vedrete...". A confermare la tesi del tecnico, una rete super con un tiro al volo da venti metri nell’allenamento di domenica, l’ultimo a Greensboro, prima di volare a Boston. Il diretto interessato è sereno e ha trascorso gli ultimi giorni svagandosi con golf, videogiochi (Super Mario) e la presenza a gara 5 delle finals della Stanley Cup Nhl tra i Carolina Hurricanes e i Vegas Golden Knights. Ha anche dato qualche consiglio al compagno Ostigard, prossimo a diventare padre, come successo a lui nel dicembre 2024. Haaland, o meglio Braut Haaland perché sulla maglia avrà scritto anche il cognome di mamma Gry Marita, ex campionessa di eptathlon, è il leader del gruppo, ma non fa la star. I compagni assicurano che ride spesso e che non sente nessuna pressione per la sua prima volta al Mondiale. Contro l’Iraq cercherà di confermarsi bomber assoluto e, nell’ultima Coppa del mondo della carriera di Cristiano Ronaldo, Messi e Neymar, proverà a prendersi il loro posto sotto la luce dei riflettori.

Leggi l’intero articolo