La nazionale come medicina: Thuram, un modulo nuovo e il gol ritrovato (anche) per l'Inter

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A quasi 3 anni di distanza dall'ultimo centro con la Francia, Tikus è tornato a segnare con la nazionale di Deschamps. Ecco perché è un segnale positivo anche per Chivu

Gregorio Spigno

Giornalista

30 marzo - 20:40 - MILANO

Chissà: magari l'olfatto di Marcus Thuram è tanto potente da superare persino 6.300 chilometri, annusare che probabilmente al suo rientro dagli Usa post sosta nazionali non avrebbe giocato titolare la pasquale Inter-Roma (considerando il ritorno dall'infortunio di Lautaro Martinez) e anzi si sarebbe accomodato in panchina ad incitare proprio il Toro e Pio Esposito, decisamente più in forma del francese nell'ultimo periodo. Così dal Northwest Stadium di Landover - Maryland - Tikus ha spedito uno, anzi due, anzi tre, insomma una serie di messaggi a Cristian Chivu. Il primo? Un gol che con la selezione di Deschamps mancava addirittura dal comodo 14-0 rifilato a Gibilterra. Secondo: l'interruzione di un digiuno che in nazionale aveva ormai raggiunto la cifra mostruosa di 862 giorni, dal novembre del 2023. Terzo: un assist, a conferma di come Thuram sappia sia incidere sotto porta che costruire per i compagni di reparto come spesso accade anche in Serie A, nonostante le difficoltà degli ultimi tempi. Quarto: quando Tikus segna in nazionale, poi torna determinante anche in Italia, ed è già successo proprio dopo il graffio a Gibilterra con 3 gol e 1 assist nelle successive 6 partite con l'Inter. E poi c'è il quinto messaggio, che si trasforma in un questione... tattica. 

vero nove

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Nel consolidato 3-5-2 nerazzurro, Thuram lavora in coppia con un compagno di reparto. Quest'anno l'ha fatto a turno con Lautaro, Esposito e Bonny, nelle stagioni precedenti invece con i vari Taremi, Arnautovic, Correa, Sanchez. Il francese regala alla squadra una duttilità quasi singolare all'interno del gruppo interista, potendo giocare da attaccante puro, dietro la punta, persino esterno. Ma per ritrovarsi, in questo caso con la Francia, Thuram è tornato alle origini: punta centrale, nove puro dentro un 4-2-3-1 costruito su una trequarti di assoluta qualità (Akliouche-Cherki-Doue). La soluzione non è percorribile con l'Inter, abituata ormai da anni a giocare con due attaccanti complementari come la ThuLa oggi o la LuLa ieri, ma intanto ha funzionato per permettere a Thuram di ritrovare quell'incisività sotto porta smarrita ormai da troppo tempo in campionato. Deschamps ha sorriso esultando con il suo 9. E Chivu si augura di poterlo rifare molto presto. Magari già alla fine di questa settimana, magari dalla panchina, magari da 9.

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