La longevità come stile di vita quotidiano è il nuovo macro trend sociale

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La longevità è entrata stabilmente nella conversazione pubblica degli ultimi anni, spesso associata a prevenzione, alimentazione, attività fisica o genetica. Oggi però il concetto di vivere bene nel tempo assume un significato ancora più ampio: gli italiani lo associano sempre di più non soltanto alle proprie scelte personali, ma anche ai luoghi che frequentano e alle relazioni che costruiscono. Un cambiamento che coinvolge ormai tutte le generazioni.

È quanto emerge dalla nuova ricerca YouGov realizzata per Virgin Active1 - presentata in occasione del Milan Longevity Summit 2026 (20-23 maggio) - che fotografa un cambiamento culturale profondo nel modo in cui le persone immaginano e vivono longevità, movimento e qualità della vita.

La longevità come stile di vita quotidiano
Per il 77% degli italiani mantenere uno stile di vita sano e attivo è fondamentale per migliorare la qualità della vita nel tempo, percentuale che sale all’80% tra le donne. Parallelamente, quasi un italiano su due (48%) cita aspetti legati alla longevità tra le principali motivazioni che spingono a intraprendere scelte di benessere; una percentuale che cresce ulteriormente tra le fasce più mature della popolazione (64%).
Attività fisica e alimentazione sana emergono inoltre come le principali leve associate a una vita lunga e in salute (63%). Determinante è la continuità: per 8 italiani su 10 la costanza rappresenta infatti l’elemento fondamentale per costruire una longevità sana e attiva.

"Oggi emerge sempre di più una dimensione collettiva del vivere bene nel tempo", commenta Nic Palmarini, Direttore del National Innovation Centre for Ageing (UK) e co-founder dell’Edelman Longevity Lab. "Conta il modo in cui viviamo le città, la qualità delle relazioni, il senso di appartenenza, la continuità delle abitudini quotidiane. La longevità non si costruisce soltanto attraverso ciò che facciamo come individui, ma anche attraverso gli ecosistemi sociali che abitiamo ogni giorno."

Il ruolo dei Social Wellness Club per la longevità
È proprio dentro questa evoluzione del rapporto tra benessere, relazioni e qualità della vita che si osserva da anni una trasformazione profonda nei comportamenti e nelle aspettative delle persone. Nei Club Virgin Active, 42 in Italia, oltre 200.000 soci, 1.000 trainer e più di 325.000 classi all’anno, si è vista  una crescita della domanda di discipline Balance, recovery e attività condivise, insieme al bisogno di luoghi che aiutino a costruire continuità, energia e qualità della vita nel tempo. Tutti segnali di un rapporto sempre più ampio e quotidiano con il benessere, che sta ridefinendo anche il ruolo dei fitness Club nella vita delle persone che hanno progressivamente smesso di essere solo “palestre”, trasformandosi in spazi che interpretano un’idea di benessere più integrata, relazionale e sostenibile, in cui allenamento, recovery e socialità convivono all’interno dello stesso ecosistema: veri e propri “Social Wellness Club”.

Commenta Felipe Crivelenti, Head of Brand Virgin Active Italia: “Le persone cercano luoghi in cui sentirsi bene, motivate, accolte e connesse agli altri. È questa idea di benessere più umano, relazionale e sostenibile che ha dato forma, tempo fa, al nostro concetto di Social Wellness Club”

Come le relazioni aiutano a vivere bene a lungo
Proprio lo studio dimostra come la dimensione sociale guadagni sempre più terreno: per oltre 2 italiani su 3, la longevità non è soltanto un percorso individuale ma qualcosa che si costruisce anche attraverso le relazioni. Ad esempio, il 77% afferma che la presenza di altre persone influisce sul proprio benessere quotidiano e, scendendo nello specifico, il 58% ritiene che allenarsi insieme aiuti a essere più costanti nel tempo. La presenza e l’esempio degli altri diventano così elementi “catalizzanti”, in grado di migliorare la motivazione e rendere più sostenibili nel tempo le abitudini positive.
Una trasformazione che passa anche dai “luoghi digitali”: secondo un’ulteriore ricerca, se professionisti ed esperti del settore rappresentano oggi una delle principali fonti di informazione sui temi legati alla longevità (37%), a essere preponderanti sono anche social media e contenuti video online (30%). Segno di come le piattaforme digitali stiano influenzando sempre di più il modo in cui le persone costruiscono il proprio immaginario del benessere. "Oggi la longevità viene raccontata e consumata anche online, dentro un flusso continuo di contenuti, routine e modelli di vita. Questo ha un effetto positivo, perché rende il tema più accessibile e vicino alle persone, ma può anche generare confusione e aspettative irrealistiche - spiega Valerio Solari, Longevity Doctor e divulgatore scientifico sui social - La vera sfida culturale è costruire un rapporto più sostenibile con il benessere, distinguendo ciò che migliora davvero la qualità della vita da ciò che invece alimenta soltanto pressione e iper-performatività”.

I luoghi della longevità: la “mappa” degli italiani
Lo studio disegna anche una nuova geografia del vivere bene, fatta di spazi quotidiani associati sempre più a benessere, relazioni e qualità della vita. In cima alla classifica emergono parchi, aree verdi e spazi all’aperto (79%) e, subito dopo, compaiono palestre e fitness club (46%), dato che sale al 61% tra i giovani della Gen Z. Seguono poi centri culturali e biblioteche (43%), spazi di comunità e aggregazione (39%) e, tra i più maturi, mercati rionali e negozi di prodotti freschi (45%). Ci sono poi luoghi in cui questa idea di benessere sembra quasi incorporata nella vita quotidiana delle persone, come accade nelle Blue Zone.
“A Seulo la longevità è sempre stata parte della quotidianità: ambiente, qualità della vita e senso di comunità convivono da generazioni”, osserva Enrico Salvatore Murgia, sindaco di Seulo in Sardegna, uno dei territori simbolo delle Blue Zones italiane, con poco più di 740 abitanti. “È un territorio montano, immerso nella natura, con una qualità dell’aria e dell’acqua tra le più alte d’Europa, ma il vero elemento distintivo è sempre stato il tessuto sociale: famiglie molto unite, solidarietà tra vicini, relazioni quotidiane e uno stile di vita attivo e condiviso. La longevità, qui, non è mai stata vissuta come un obiettivo astratto, ma come una conseguenza naturale del modo di vivere.”

Ed è proprio questa idea di benessere integrato, quotidiano e condiviso che oggi gli italiani sembrano ricercare sempre di più anche nei luoghi della vita contemporanea. Ma se la longevità avesse un luogo simbolico, quale sarebbe? Per il 33% degli italiani sarebbe immerso nella natura; per oltre un terzo (36%), invece, coinciderebbe con uno spazio capace di unire allenamento, cura di sé e relazioni - lo stesso tipo di ambiente che per il 62% rappresenta una forte motivazione a prendersi cura di sé.

Le 4 abitudini per essere longevi secondo gli esperti

Le abitudini per essere longevi secondo gli esperti
Ecco alcuni consigli e comportamenti che, secondo gli esperti coinvolti, possono aiutare a vivere meglio e più a lungo nel tempo.

1. Trova i luoghi in cui stai bene - Per qualcuno è un parco, per altri un fitness club, uno spazio di comunità o un luogo immerso nella natura. L’importante è frequentare ambienti in cui sentirsi bene, con continuità, nella vita quotidiana.

2. Punta sulla continuità, non sulla perfezione - La longevità contemporanea premia abitudini sostenibili nel tempo più che cambiamenti drastici o performance estreme. Una piccola azione giornaliera può fare la differenza.

3. Alterna allenamento e recupero - Movimento, riposo, recupero e tempo di qualità dovrebbero convivere all’interno dello stesso equilibrio quotidiano.

4. Coltiva relazioni che facciano stare bene - Allenarsi, camminare, condividere attività o semplicemente vivere momenti insieme agli altri può rendere il benessere più naturale, motivante e sostenibile nel tempo.

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