Stenta a partire, almeno per il momento, il dialogo sulla legge elettorale. Le opposizioni fanno muro e il centrodestra, per ora, non appare intenzionato a forzare la mano. Così, anche se l'iter è ufficialmente iniziato con l'incardinamento in commissione Affari Costituzionali alla Camera, i tempi non sembrano comunque troppo stringenti. Dopo Pasqua si prospetta un calendario di audizioni e poi si proverà a entrare nel vivo. Nel frattempo, è chiaro, gli ambasciatori si metteranno al lavoro ma i punti di contatto e di dialogo per ora sembrano ancora tutti da costruire. A partire da una revisione del premio di maggioranza - che a sinistra mettono come precondizione per poter iniziare discutere - ma anche delle soglia per ottenerlo.
Il centrodestra, ad ogni modo, almeno nelle intenzioni non demorde. Il presidente della commissione, Nazario Pagano (FI), che è anche uno dei 4 relatori, si dice pronto a un "lavoro di cucitura per mettere in dialogo le istanze di maggioranza e opposizione". E anche da FdI Giovanni Donzelli sottolinea che, con il punto fermo del principio della stabilità, c'è disponibilità a discutere su tutto. Una disponibilità solo "di facciata" accusano i Dem con Simona Bonafè e "lo confermano - osserva la capogruppo Dem in commissione - il testo presentato con il solo accordo tra i partiti di governo prima del referendum e i quattro relatori di maggioranza, che sembrano più interessati a controllarsi tra loro che al merito della proposta". E anche per far mostra plasticamente del loro niet le opposizioni chiedono di disabbinare le proprie proposte da quelle in discussione: al tavolo, per ora, non si siede nessuno.
Tra i testi abbinati resta quella di +Europa che riguarda, però, un tema specifico: la raccolta online delle firme. Ritira l'abbinamento anche l'azzurro Paolo Emilio Russo ma anche qui si tratta di una questione specifica - la divisione per sesso delle liste - già superata via decreto. Mentre si discute, in commissione, sulla proposta di delega sul voto all'estero.
Per ora si procede, dunque, ma con calma. Un tempo un po' più lungo ragiona chi tifa per modificare il Rosatellum, potrà servire anche alle due coalizioni per chiarirsi le idee internamente. Nel centrodestra, infatti, se FdI è il partito più convinto della necessità di cambiare il sistema per evitare un pareggio che si trasformi in un 'pantano' restano i dubbi di FI e della Lega, come dimostra, secondo il vannacciano Edoardo Ziello, la presenza di un solo deputato salviniano in commissione all'avvio dei lavori.
Nelle valutazioni della maggioranza - inoltre - non potrà non pesare anche un po' di realpolitik sulla effettiva convenienza del nuovo sistema. Una recente proiezione - tanto per fare un esempio - mostra come con lo Stabilicum il centrodestra potrebbe ottenere 229 seggi alla Camera che scendono, però, a 149 nel caso in cui Futuro Nazionale di Vannacci - che oggi non ha votato la fiducia al governo sul dl bollette - non rientri nella coalizione. Certo, anche con il Rosatellum il centrodestra necessita dell'apporto del Generale per vincere i collegi ma il tutto si accentua con il nuovo sistema che assegna direttamente 70 seggi in più al vincitore. Dall'altra parte, a sinistra, il no è comunque variegato: si va da +Europa che va in piazza in un flashmob per dire no al nuovo testo e sta ragionando su un modo per riproporre il Mattarellum ad Alessandro Onorato che va nel merito e raccoglie le firme per provare a parlare di preferenze. E' cantiere aperto, dunque, e se ne discuterà nelle prossime settimane con l'obiettivo comunque di una prima lettura entro l'estate ma con tempi, almeno per ora, più dilatati.
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