La festa del Pd torna a Reggio Emilia, senza il governo

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Non ci sarà nessun esponente del centrodestra al governo alla festa nazionale del Pd che prenderà il via il 2 settembre per il secondo anno di fila al Campovolo di Reggio Emilia, per il decimo consecutivo in Emilia-Romagna, nell'ottantesimo anniversario dalla nascita delle feste dell'Unità. Unità che il Pd cerca di costruire nel centrosinistra e così viene spiegata la scelta di invitare solo politici dell'opposizione: l'obiettivo è il consolidamento delle forze alternative alla destra", hanno detto nella conferenza stampa di presentazione Igor Taruffi, responsabile organizzativo nazionale, Luigi Tosiani, segretario regionale e il segretario provinciale Massimo Gazza.

Prima della conclusione, con la segretaria Elly Schlein il 14, il programma tiene lo sguardo rivolto al dialogo nella sinistra, ma soprattutto alle elezioni regionali e a Gaza. "Per noi - ha spiegato Taruffi - la sfida delle regionali è molto importante: Roberto Fico e Antonio Decaro saranno il 7 di settembre con noi assieme ad Alessandra Todde. E sarà con noi anche Pasquale Tridico". Ci sarà Nichi Vendola, con un monologo su Pasolini il 2 settembre alle ore 21. Ci saranno molti leader: Giuseppe Conte il 13 settembre dialogherà con Dario Franceschini, Nicola Fratoianni (l'8) e Angelo Bonelli (l'11), il segretario di Più Europa Riccardo Magi il 9 settembre, Maria Elena Boschi (Italia Viva) l'8 settembre su adolescenza e giovani, mentre Marco Lombardo (Azione) sul fine vita.

Previsti anche il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, il presidente della Cna nazionale Dario Costantini. E poi sindacalisti, come il reggiano Maurizio Landini. "Il 12 settembre ci sarà un momento importante su Gaza: abbiamo chiesto a tutte le feste di fare un momento di riflessione e di denuncia su questo, chiediamo al governo di fare azioni degne di nota per quel martoriato territorio", ha detto Taruffi. Ci saranno l'ex primo ministro di Israele Ehud Olmert e Nasser Al Qudwa, ex ministro degli Esteri dell'Autorità palestinese, nipote di Arafat. Con loro, il responsabile esteri del partito Giuseppe Provenzano e Romano Prodi.

Il Pd ormai ha dunque trovato casa fissa per la festa nazionale in Emilia-Romagna e sembrerebbe essere confermato anche per il futuro: "Ci sono una tradizione e una capacità organizzativa importante", ha spiegato il bolognese Taruffi. Ma mentre un po' ovunque le feste più importanti, come Bologna, traslocano in spazi ridotti, il responsabile organizzativo rilancia: "Quest'anno siamo a cinquecento feste dell'Unità. Non solo continuiamo a fare le feste, ma stanno aumentando e stanno riaprendo in località più piccole e periferiche". 
   

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