Il Cavallino, approfittando degli sviluppi addizionali consentiti dal regolamento, ha pianificato a partire da Zeltweg il primo step evolutivo. Il secondo sarà a Monza: l'obiettivo è recuperare almeno 30 cavalli
Paolo Filisetti
11 giugno 2026 (modifica alle 14:06) - MONTMELO (SPAGNA)
La Fia ha ufficializzato l'accordo tra team, costruttori di Power Unit, Formula 1 e la stessa Federazione per modificare il rapporto percentuale tra la potenza erogata dal motore endotermico, oggi al 53% del totale, e quella garantita dalla componente elettrica delle power unit, pari al 47%. Già dal prossimo anno il motore endotermico avrà una quota di potenza del 58%, contro il 42% del motogeneratore elettrico, fino a raggiungere un rapporto 60-40 nel 2028. In pratica, è passata la linea voluta da Mercedes e osteggiata da Ferrari, ma anche da Audi, che vedevano in queste modifiche il rischio di vanificare parte del recupero prestazionale della propria power unit attraverso gli ADUO, gli sviluppi extra garantiti anche a livello di budget specifico aggiuntivo. Si tratta degli interventi previsti dall’attuale regolamento, resi disponibili dopo il GP di Monaco e assegnati ai costruttori, secondo un preciso sistema di monitoraggio prestazionale condotto dalla Fia nelle prime cinque gare, ritenuti in deficit rispetto alla power unit più potente considerando il solo propulsore endotermico.
la lista aduo
—
Non è stata diramata pubblicamente una lista precisa dei costruttori a cui sono stati assegnati i primi ADUO, né la rispettiva percentuale di deficit rispetto alla PU di riferimento. Tuttavia, nel corso del fine settimana di Monaco, è stata distribuita a tutti i team una nota Fia a cui abbiamo avuto accesso, titolata “Confirmation by FIA to Power Unit Manufacturers of ADUO status”, che indicava appunto chi potrà beneficiare degli sviluppi aggiuntivi, teoricamente a partire dal GP di Barcelona-Catalunya, in programma al Montmelò questo fine settimana. La nota ha sorpreso non pochi motoristi, a partire da quelli della Red Bull-Ford Powertrains, che hanno appreso di aver realizzato la power unit ritenuta di riferimento e, dunque, di non poter beneficiare di alcun intervento di sviluppo aggiuntivo. Per contro, quella Mercedes è stata valutata con un deficit di potenza di poco superiore al 2%, dato che garantisce al propulsore di Brixworth uno sviluppo quest’anno e uno nel 2027. La power unit Ferrari, invece, accuserebbe un deficit compreso tra il 4 e il 6%, che garantisce alla Scuderia due sviluppi aggiuntivi in questa stagione e due nella prossima. Da qui è comprensibile l’iniziale atteggiamento ostativo di Maranello alla modifica del rapporto percentuale di potenza annunciata ieri sera.
il piano ferrari
—
Una notizia importante sull'argomento riguarda proprio la strategia evolutiva dell’attuale PU pianificata dalla Ferrari. Da indiscrezioni raccolte, infatti, la Scuderia ha delineato un percorso che si snoderà in due tappe principali: la prima dovrebbe coincidere con lo sblocco della terza power unit in occasione del GP d’Austria, in programma nel fine settimana del 28 giugno; la seconda, legata allo sviluppo concesso dall’attribuzione degli ADUO, dovrebbe invece coincidere con l’introduzione della quarta unità per il GP d’Italia, a settembre. La disponibilità dei due sviluppi è ritenuta, a ragione, particolarmente strategica dagli uomini diretti da Enrico Gualtieri, perché consentirebbe interventi non solo sulla struttura esterna, ma anche sulle componenti interne. In sostanza, sebbene non si possa parlare di un’unità motrice del tutto nuova, le modifiche possibili possono essere considerate profonde e in grado di recuperare circa 30 cavalli: se non l’intero deficit che attualmente separerebbe i propulsori di Maranello dal riferimento assoluto, quantomeno larghissima parte di esso. La scelta di accelerare i tempi di realizzazione della prima evoluzione, per debuttare con l’unità riveduta e corretta in Austria, poggia su una programmazione precisa del reparto motori della Scuderia. A Maranello hanno infatti individuato Spielberg, Silverstone e Spa, a luglio, come tappe cruciali sul piano della performance della PU, con criticità elevate soprattutto nelle ultime due per quanto riguarda la gestione energetica. Il team, peraltro, conscio delle valide caratteristiche dinamiche della SF-26, ha intrapreso con preciso tempismo lo studio dei correttivi progettuali, con l’obiettivo di garantirsi un balzo prestazionale già prima della pausa estiva.










English (US) ·