L'attaccante trentunenne, che in passato era un talento del basket, è cresciuto a Melrose, a 60 chilometri dallo stadio dove questa notte affronterà la Scozia. "Era destino... Il mio sogno è diventato realtà"
In un Mondiale dalle tante storie da raccontare, una che merita di essere conosciuta dal grande pubblico è quella di Frantzdy Pierrot, attaccante di Haiti che oggi sfiderà la Scozia. Segni particolari: 194 centimetri, 31 anni, nato a Cap-Haitien (seconda città più popolosa di Haiti), ma cresciuto a Melrose, in Massachusetts. Distanza tra Melrose e il Gillette Stadium, dove stasera debutterà al Mondiale? Meno di 55 chilometri e, traffico permettendo, un'ora scarsa di macchina. Se non è una storia questa...
CALCIO E BASKET
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Pierrot si è trasferito in Massachusetts da bambino, insieme al padre ai tre fratelli (la madre è rimasta ad Haiti). Il calcio, però, lo aveva già scoperto in patria dove non aveva uno stadio in cui giocare, ma solo campi in terra battuta. Niente palloni da calcio o scarpe con i tacchetti. "Ho iniziato riempiendo i calzini con la spazzatura o con i vestiti per renderli tondi e poter giocare con una specie di pallone. Altre volte giocavamo con le arance raccolte salendo sugli alberi, ma finiva che qualcuno sbatteva con il piede nelle rocce e non vi dico, senza scarpe, il dolore..." ha raccontato a Boston.com. E pensare che Pierrot ha rischiato seriamente di diventare... un giocatore di pallacanestro perché era molto portato e perché era pure alto. Alla Melrose High School era considerato un talento del basket e lo voleva Virginia Tech, college molto rinomato per le sue tradizioni cestistiche. Lui però aveva in testa il pallone da calcio e scelse di frequentare la Northeastern University. "Lì potevo giocare a calcio e stare vicino alla mia famiglia: mi bastava prendere la linea arancione per andare a mangiare cibo haitiano a Melrose". Due anni dopo il passaggio alla Coastal Carolina University, dove il livello della squadra era superiore e dove ricevette la prima chiamata della nazionale del suo Paese. "È stato incredibile e quasi non potevo crederci perché al tempo non convocavano i giocatori del college: bisognava essere professionisti". Per lui hanno fatto un'eccezione...
richiamo europa
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Pierrot si è laureato e nel draft del 2018 della Mls americana è stato scelto con la ventisettesima scelta assoluta dai Colorado Rapids. Ha accettato subito? Neppure per sogno perché Frantzdy voleva andare in Europa e così ha abbandato il ritiro estivo dei Colorado Rapids per volare in Belgio. In testa aveva una sola idea: diventare un calciatore professionista. Ci è riuscito visto che ha giocato per squadre professionistiche in Israele, Grecia e Turchia. Va bene, nessun top club e niente valanghe di gol, ma comunque è stato tesserato per il Mouscron, il Guingamp, il Maccabi Haifa, l'Aek Atene e il Caykur Rizespor, formazione turca dove i greci dell'Aek lo hanno mandato in prestito da gennaio in poi. E' diventato titolare fisso nella nazionale di Haiti e ha sempre cullato il sogno di portarla al Mondiale, che il suo Paese non disputava dal 1974. Ben 52 anni fa... Missione compiuta nonostante Haiti per motivi di sicurezza non abbia potuto giocare davanti ai propri tifosi. Pierrot ha segnato uno dei gol più importanti per Haiti durante le qualificazioni Concacaf, nella vittoria per 1-0 contro il Costa Rica. Da stasera in poi c'è l'appuntamento con la storia, la Coppa del mondo tanto sognata. E poco importa se le avversarie del girone (Brasile, Marocco e Scozia) sono di un altro livello. Per la Cenerentola Haiti il gran ballo è appena iniziato. E il Gillette Stadium magari sarà la... carrozza con la quale Pierrot tornerà a casa. "Penso che sia arrivato il momento perfetto". Se non è una favola questa...










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