La disfatta della Nazionale diventa un caso politico, critiche e polemiche su Gravina

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La disfatta dell'Italia del calcio, esclusa dal Mondiali per la terza edizione consecutiva dopo il ko ai rigori contro la Bosnia, ha sacatenato come era inevitabile una montagna di polemiche, all'interno e all'esterno del mondo sportivo, ed è diventato anche un caso politico. 

FdI alla Camera ha chiesto un'informativa al ministro dello sport Abodi sul "fallimento del calcio italiano", la Lega chiede una 'riforma totale del calcio che è proprietà dei tifosi e non del presidente della FIGC'.

Ma contro il presidente della Figc Gravina piovono pesanti critiche, anche da parte degli sportivi delle altre discipline dopo le dichiarazioni in cui aveva parlato del calcio come sport professionistico che si differenzia da quelli dilettantistici. E anche una leggenda del pallone come Dino Zoff prende posizione: "Non è sfortuna, c'è qualche cosa che non va.

11:32

L'altra faccia del Mondiale, il Congo festeggia la qualificazione

L'altra faccia del Mondiale è quella del Congo che festeggia a Kinshasa una storica qualificazione alla Coppa del Mondo mentre in Italia si analizza la terza esclusione consecutiva. I tifosi hanno ballato sotto la pioggia tutta la notte nelle strade bagnate della capitale Kinshasa dopo che la Repubblica Democratica del Congo ha raggiunto la qualificazione per la prima volta dopo 52 anni.

Il difensore Axel Tuanzebe, che gioca in Premier League per il Burnley, è stato l'eroe con l'unico gol nella vittoria per 1-0 contro la Giamaica dopo i tempi supplementari nello spareggio intercontinentale in Messico. A Usa-Messico-Canada 2026 il Congo affronterà Portogallo, Colombia e Uzbekistan nel Gruppo K. Nella fase finale del 1974 in Germania Ovest, la squadra africana gareggiò con il nome di Zaire e fu battuta da Scozia, Jugoslavia e Brasile.

"Abbiamo dato il massimo, proprio qui sotto la pioggia!" ha gridato Beni Ile, un tifoso di Kinshasa le cui spalle erano drappeggiate in una bandiera bagnata della RDC. "Mercoledì non lavoreremo! Sarà una festa nazionale. Festeggeremo e faremo festa tutta la notte. "Aspettiamo questo da 50 anni. Resteremo fuori fino all'alba".

È stata una scena replicata in tutta la città di 17 milioni di persone, dove il fischio finale a Guadalajara è stato accolto da una cacofonia di pentole sbattenti, clacson e fischietti. La vittoria ha completato una spettacolare campagna di qualificazione per i Leopards, che hanno eliminato i giganti del calcio africano Nigeria e Camerun nel cammino verso i playoff di martedì. Già la mattina della grande partita, molti residenti della capitale del Congo indossavano la maglia azzurra della loro amata nazionale.

In serata diverse centinaia di tifosi si erano radunati in una piazza del centro città in attesa di assistere alla partita. Nonostante la pioggia cadesse a dirotto, la conclusione della partita, dopo 120 minuti di tensione, è stata accolta con un'ondata di orgoglio e sollievo nazionale. È stato anche un raro momento di unità nazionale in un paese segnato da 30 anni di conflitto e dalla rinascita del gruppo armato M23 sostenuto dal Ruanda.

"È davvero eccezionale, siamo molto orgogliosi dei Leopardi oggi per questa impresa", ha detto Merou, che proviene da Goma, una grande città nella parte orientale della RDC caduta nelle mani dell'M23 nel gennaio 2025. "Questa vittoria unificherà il Congo. "Speriamo che l'intero Paese ne tragga beneficio", ha aggiunto, in piedi sotto la pioggia battente. Un altro sostenitore felicissimo, Maclain, ha dichiarato: "Meritiamo un momento di felicità, lontano dagli spari. "Anche noi dobbiamo unirci".

11:31

Bandecchi: 'Tutelare l'atleta nazionale o senza Mondiali per 100 anni'

"Serve creare e tutelare l'atleta nazionale. Perché così non andremo ai mondiali per i prossimi cento anni": è la soluzione che propone Stefano Bandecchi dopo l'eliminazione degli azzurri per mano della Bosnia. "Una volta può succedere, due è sfortuna ma tre sono una prova chiara della problematica importante di tutto il sistema calcio nazionale che è inutile mettere per l'ennesima volta sotto inchiesta" ha detto all'ANSA l'ex presidente della Ternana, ora sindaco di Terni e presidente della Provincia.

Per Bandecchi "bisogna che la Federazione provveda a cambiamenti urgenti e immediati delle regole del calcio nazionale". "Servono - ha sostenuto - tre categorie professionistiche, la A, la B e la C. Fatte tutte di 20 squadre, al massimo di 22, con gironi nazionali. Servono evidentemente obblighi diversi sulle giovanili". "Serve immediatamente - ha sostenuto - un progetto di sostenibilità del calcio e di rinazionalizzazione perché senza non potremo mai avere atleti ad altissimi livelli".

"Vediamo delle belle partite tutte le settimane - ha detto Bandecchi - ma giocate da tanti atleti che ormai hanno poco d'italiano. Se vogliamo che almeno il calcio resti italiano dobbiamo fare delle scelte concrete e immediate". Per l'ex presidente della Ternana la partita con la Bosnia "è stata l'ennesima dimostrazione della nostra scarsa propensione verso un gioco vincente". "I ragazzi hanno dato il massimo - ha concluso Bandecchi - ma il massimo non è sufficiente per fare i mondiali". 

11:18

Mulè, 'da oltre due anni chiedo inutilmente a Gravina di dimettersi'

"Da oltre due anni che chiedo a Gabriele Gravina, inutilmente, di fare un passo indietro dalla presidenza della Figc. Ogni volta il sistema di potere costruito intorno a lui si è coalizzato e lo ha sempre difeso. Oggi che la Nazionale di calcio e l'Italia intera viene umiliata con una nuova eliminazione dai mondiali, s'ode il coro "Dimissioni, dimissioni…". Ma quello di oggi è il frutto avvelenato di una gestione antica senza visione nella quale, anche oggi, si fa largo la recriminazione e il tentativo goffo di allontanare le responsabilità piuttosto che la necessaria seppur tardiva presa d'atto di un fallimento. Povera Italia, poveri noi". Lo afferma il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè. 

11:17

M5s: 'Serve un repulisti completo, ok all'audizione di Abodi'

"Tre esclusioni consecutive dai mondiali sono la prova definitiva di un movimento che ha perso direzione, credibilità e orgoglio. Ok sentire Abodi, ma qui non si tratta di invocare teste che saltano per rabbia del momento. Si tratta di qualcosa di più semplice e allo stesso tempo più raro: responsabilità. Chi ha guidato questo fallimento, chi lo ha costruito pezzo dopo pezzo, dovrebbe avere la lucidità e il rispetto verso il calcio italiano di farsi da parte senza bisogno di essere spinto.

Non solo Gravina, ma proprio tutti. Ricordiamoci che è stato eletto a febbraio dell'anno scorso con quasi il 100% dei voti. Serve un repulisti completo. Il problema è strutturale. Un sistema piegato agli interessi dei club, molto attento a garantire commissioni record (le più alte in Europa!) ai procuratori e meno a far crescere i talenti. Quando arriveranno gli obblighi per i club di investire sui giovani? Perché si consente loro di impedire gli stage della Nazionale mentre la Supercoppa l'hanno giocata in Arabia Saudita e avevano addirittura programmato la follia di giocare Milan - Como in Australia?

Siamo sicuri che il problema sia solo Gravina e non sia anche chi dirige la Lega Calcio? Si continua a rincorrere emergenze senza mai mettere mano alle fondamenta. Nel frattempo cresce una generazione intera che la Nazionale al Mondiale non l'ha mai vissuta. Continuare così non è più accettabile. È solo accanimento contro ciò che resta di una storia che meriterebbe ben altro destino". Così gli esponenti M5S in commissione cultura. 

11:12

L'accusa di Irma Testa a Gravina, 'i veri professionisti siamo noi'

"I veri professionisti siamo noi". Così Irma Testa, prima pugile donna italiana a salire sul podio delle Olimpiadi con un bronzo a Tokyo, risponde a Gabriele Gravina, presidente della Figc, che aveva parlato del calcio come sport professionistico che si differenzia da quelli dilettantistici.

"I veri professionisti siamo noi che gareggiamo e vinciamo per la maglia e il nostro Paese, guardando giocatori milionari fare brutte figure", scrive Testa sul suo profilo Instagram. "Mi alleno più di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi o delle loro tate". 

"Nonostante questo - prosegue Irma Testa - quando perdo (quelle poche volte) sento il peso di un'intera nazione che comunque non mi chiede niente perche' impegnata a guardare il calcio...". "Forza Italia, la pasta e Toto Cutugno", la conclusione

11:07

Mondiali: Iraq ultima qualificata, 2-1 alla Bolivia nello spareggio

Con la qualificazione dell'Iraq che ha battuto la Bolivia 2-1 nello spareggio della notte a Monterrey in Messico si completa il tabellone della Coppa del Mondo di calcio. La nazionale asiatica, infatti, è diventata la 48esima e ultima squadra a qualificarsi per Usa-Messico-Canada 2026.

Per gli iracheni si tratta della prima partecipazione alla fase finale in 40 anni. L'Iraq, i cui preparativi per i playoff di martedì erano stati interrotti dalla guerra in Medio Oriente, giocherà nel Gruppo I della Coppa del Mondo contro Francia, Senegal e Norvegia. Decisivi i gol di Ali Al-Hamadi (10') e Aymen Hussein (8' del secondo tempo) che hanno assicurato la vittoria contro la Bolivia che aveva pareggiato con Paniagua al 38'. L'Iraq aveva partecipato l'ultima volta alla Coppa del Mondo in Messico 1986.

11:06

Renzi: 'La terza eliminazione dell'Italia è il fallimento del calcio italiano'

"La terza eliminazione consecutiva dell'Italia dai mondiali di calcio non è un pesce d'aprile, purtroppo. È il segno del fallimento del calcio italiano. Non capire che per il nostro Paese il pallone non è solamente un divertimento, ma un pezzo di cultura e di identità popolare, è l'errore più grave di una classe dirigente che, in federazione come in alcuni club, pensa di andare avanti tra raccomandazioni e amichettismo, vivendo di piccoli inciuci. E di servilismo verso la politica. Si assumono i figli dei ministri, ma non ci si occupa dei ragazzi che vorrebbero sognare un calcio diverso. Chi conosce che cosa è accaduto negli ultimi anni, sa bene a cosa mi riferisco. Non voglio dire di più: lo faremo prestissimo in una riunione pubblica di Italia Viva dove ascolteremo il parere degli addetti ai lavori e diremo le nostre idee sul futuro del calcio italiano. Che mai come oggi va rifondato da zero, a cominciare dai diritti TV e dagli stadi. E senza interferenze del Palazzo". Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella sua Enews.

10:34

Lollobrigida: 'Qualcuno si prenda la responsabilità dei fallimenti'

Nel calcio italiano "va tutto rifondato, questo è evidente: credo che qualcuno debba assumersi in queste ore delle scelte e delle responsabilità rispetto ai fallimenti che abbiamo visto e vissuto". Lo ha affermato Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura e della sovranità alimentare, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla terza mancata qualificazione della nazionale italiana alla fase finale dei mondiali.

"Penso che sia per tutti noi italiani veramente una disdetta impressionante - ha detto, a margine dell'assemblea di Coldiretti Toscana oggi a Firenze -, specie per quelli delle nostre generazioni, perché i ragazzi ormai non sono nemmeno più abituati a considerare i Mondiali un elemento della loro vita: per tutti noi che siamo cresciuti con i mondiali dell'82 e gli altri grandi eventi che ci hanno contraddistinto come una nazione che nel calcio vedeva successi". Quindi, ha concluso Lollobrigida, "mi spiace davvero perché ho visto ieri anche un grande impegno del nostro allenatore Rino Gattuso, dei ragazzi: ma il problema, ovviamente, sta altrove".

10:17

L'accusa di Zoff: 'Non è sfortuna, c'è qualcosa che non va'

"L'umore è come quello di chi ha giocato ieri. Purtroppo siamo fuori, è uno smacco per il calcio italiano. È difficile pensare alla sfortuna dopo tre volte che non vai. Vuol dire che c'è qualcosa che non va". Lo ha detto Dino Zoff, ex ct della nazionale e campione del mondo dell'82, al telefono con l'ANSA. "Se mi aspetto passi indietro in Figc? Non spetta a me dirlo e non entro in queste dinamiche", aggiunge. Oggi si appassiona più alla Formula 1 di Kimi Antonelli o alla Nazionale: "Mi diverto sempre a guardare la Nazionale, certo oggi c'è poco da divertirsi. Poi io sono un uomo di sport e seguo tutto".

09:57

La disfatta della Nazionale irrompe alla Camera, chiesta un'informativa ad Abodi

La disfatta della Nazionale di calcio italiana irrompe nell'Aula della Camera. In apertura della seduta Salvatore Caiata di FdI ha chiesto un'informativa al ministro dello Sport sul "fallimento del calcio italiano".

"Noi ce l'abbiamo particolarmente con Gravina" perché "ha rubato un sogno ai nostri giovani - ha aggiunto -, le giovani generazioni ventenni non hanno mai assistito ad una partita dei mondiali, le 'notti magiche'".

"Vogliamo dissociarci dalla richiesta" di Caiata, "non ci convince in questa narrazione - ha affermato Marco Grimaldi di Avs -. Convocate pure Abodi, chiedete la testa di Gravina ma non vi assolvete dalle responsabilità che avete". Per Mauro Berruto del Pd bisogna indagare "le ragioni che hanno portato all'abisso del calcio italiano".

A suo avviso "le dimissioni di Gravina non vanno richieste, dovrebbero essere un atto di dignità istituzionale. Per fare una nazionale servirebbe essere attrattivi su giocatori stranieri che alzano il livello", ma così non è stato. "Mi interesserebbe ascoltare Abodi sulle ragioni" di quanto accaduto "e sui correttivi per invertire la tendenza". 

09:11

La Russa: 'In cuor nostro lo temevamo, ma a tutto c'è un limite'. FdI: 'Gravina si dimetta'

"Non andiamo ai mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il primo rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?). Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo - e non da oggi - sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c'è un limite". Lo scrive su X il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Il Presidente della Commissione Sport della Camera Federico Mollicone (FdI) annuncia: "In seguito alla nuova e grave sconfitta della Nazionale italiana di calcio e la conseguente mancata qualificazione alla Coppa del Mondo - per la terza edizione di fila - chiederò l'audizione, dati i poteri di vigilanza del Parlamento, in Commissione Sport alla Camera, del Presidente della Figc Gabriele Gravina per capire i motivi di una simile disfatta. L'ultima volta che l'Italia ha partecipato alla fase finale è stato nel 2014: praticamente due generazioni di ragazzi italiani non hanno mai visto la propria nazionale giocare ai mondiali". 

Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, dichiara: "Dopo l'ennesimo fallimento della nazionale di calcio Italiana, il Presidente della FIGC Gabriele Gravina deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili". 

09:00

Crippa (Lega): 'Gravina una sciagura, ora un tetto a 5 extra Ue e giovani italiani in campo'

Dopo l'ennesima umiliazione della Nazionale, eliminata ai playoff e fuori per la terza volta consecutiva dai Mondiali, è arrivato il momento di dire basta.
Serve una riforma totale del calcio che è proprietà dei tifosi e non del presidente della FIGC. Rilanciamo subito il limite a 5 extra Ue in campo e l'obbligo di schierare tra i titolari i ragazzi italiani provenienti dai settori giovanili. Se in questi anni non è stato fatto nulla di concreto, la colpa è anche di Gabriele Gravina, una sciagura per il calcio". Così il deputato della Lega Andrea
Crippa.  

11:50

Gravina: 'La politica chiede subito dimissioni, ma faccia anche lei sua parte'

"La politica chiede subito le mie dimissioni. Ma anche la politica deve fare la sua parte". Lo ha detto Gabriele Gravina, nella conferenza stampa a Zenica dopo la terza mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale.

"La responsabilità oggettiva è della Federcalcio, è mia - ha aggiunto il presidente federale - La crisi è grande, bisogna ridisegnare il calcio: ma si parla della Figc come dell'unico attore, quando invece la federazione fa sintesi. Ci sono le Leghe, ci sono i club. Per questo serve una riflessione più grande, per cambiare le cose". 

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