Il massimo sforzo in campo, lo studio dettagliato degli avversari, tra misure di sicurezza rafforzate e procedure di accesso allo stadio con molte restrizioni. La Bosnia ora ha un solo obiettivo: fare il grande colpo martedì contro l'Italia e volare ai mondiali di calcio: le polemiche per il video di esultanza degli azzurri dopo la vittoria a Cardiff che ha spianato ai bosniaci l'accesso alla finale dei playoff animano ancora i tifosi. Mel Paese balcanico quella reazione è stata interpretata come una sottovalutazione e una mancanza di rispetto nei confronti degli avversari. "Spero di poter ripagare la fiducia di tutti martedì", ha detto Ermedin Demirović, attaccante dello Stoccarda e della nazionale bosniaca.
"Sull'onda della vittoria contro il Galles faremo un ulteriore passo avanti - gli ha fatto eco il compagno di nazionale Nikola Katic -. E' una partita difficile contro una delle migliori nazionali al mondo, ma conosciamo la nostra qualità. Non ci lasciamo coinvolgere dai loro festeggiamenti, guardiamo solo a noi stessi. Analizzeremo la partita e ci prepareremo".
E Zenica si prepara al grande evento, con uno stadio, il Bilino Plje, dalla capacità già ridotta e che per l'occasione arriva a 9000 posti (500 riservati ai tifosi italiani). Nel quartiere generale della Nazionale dei Draghi guidata da Sergej Barbarez l'atmosfera - scrivono i media locali - è molto positiva. Il successo sul Galles rappresenta una iniezione di fiducia: i giocatori sono tornati in campo per l'allenamento, lo staff tecnico studia il piano tattico per fermare gli azzurri.
Pesano sulle gambe dei nazionali i 120' più rigori di Cardiff, ma il morale è alto: "La squadra è convinta che con il supporto dei tifosi potrà compiere conquistare un posto ai Mondiali" si legge sulla stampa locale. Miralem Pjanic, grande ex della Serie A, si aspetta una grande partita: "Vedo una squadra molto motivata, mi piace quello che sta facendo il ct, ci sono meno individualità di prima, ma un grade senso di appartenenza. Sarà una bolgia - ha detto a Sky l'ex centrocampista - un'atmosfera che io non ho mai vissuto in nazionale. Siamo andati vicini alla qualificazione diretta con l'Austria, peccato. Tutto il Paese adesso si fermerà. E l'accoglienza agli italiani sarà bella, amiamo l'Italia, per me una seconda casa. Lo stadio è piccolo e un po' vecchio, ma la partita sarà vera e che vinca il migliore". Barbarez, classe '71, ha già pianto a Cardiff e punta su quel mix di giovani e senior (capitanati dall'inossidabile Dzeko) che ha plasmato.
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