La Bosnia accusa: "L'Italia ha inviato una spia al nostro allenamento". Cos'è successo

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Un militare italiano è stato sorpreso a filmare la seduta della vigilia di Dzeko e compagni: dopo l'identificazione è scoppiato il caso, ma l'intruso ha agito per interesse personale, senza alcun mandato da parte della federazione

Carlo Tagliagambe

Giornalista

31 marzo - 10:18 - MILANO

La posta in palio è altissima e, inevitabilmente, veleni, sospetti e polemiche accompagneranno questo Bosnia-Italia fino al fischio d'inizio. E (probabilmente), anche dopo quello finale. Dall'esultanza dei calciatori italiani in poi, il clima in vista della finale playoff per un posto al Mondiale si è improvvisamente avvelenato in un climax ascendente di provocazioni, dichiarazioni al limite del politcally correct e sospetti reciproci tra tifosi e media. E, va ricordato, la federcalcio della Bosnia aveva già giocato su questo terreno la semifinale col Galles, accusando l'allenatore (gallese) della squadra di club di Tahirovic (il Brondby) di boicottare lo stato di forma del prossimo avversario ai playoff. Ora ecco un nuovo caso, deflagrato proprio a poche ore dal match di Zenica. Questa volta la Bosnia accusa direttamente l'Italia: "Hanno mandato una spia a filmare i nostri allenamenti". Ma davvero? No, non proprio. Anche se qualcosa di strano è effettivamente successo. 

una spia all'allenamento

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Ieri, durante l'allenamento della vigilia, la security della Bosnia ha sorpreso un intruso in mimetica impegnato a filmare la sessione ben oltre i 15' aperti al pubblico. Dopo averlo fermato e identificato, ecco la verità: si trattava di un soldato italiano di stanza in Bosnia per conto della missione coordinata dall'Unione Europea (Eufor) nei Balcani. Apriti cielo. Subito i media bosniaci hanno puntato il dito contro la federazione italiana: "È una spia inviata per studiare i nostri schemi". Peccato che la nostra nazionale non ne sapesse nulla: l'intruso era sì di passaporto italiano, ma - dopo approfonditi controlli - si è poi scoperto che si trovava casualmente a Butmir (Sarajevo) e. incuriosito dagli allenamenti, li avrebbe filmati solo per ricordo e interesse personale. La Bosnia ha comunque inviato una nota di protesta all'Eufor che, però, avrebbe confermato l'estraneità della Federcalcio nella vicenda.

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