L'undicesima isola di Capo Verde: Vozinha, il portiere-dentista che ha fermato anche Yamal

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Il quarantenne, strappato al ritiro dai compagni, ha alzato un muro contro la Spagna: la favola dell'arcipelago che gioca col fuoco dentro e ferma i campioni d'Europa

Il vero segreto di Capo Verde? Semplice: essere quel che sono, dieci isole vulcaniche. Cioè, se te ne stai per conto tuo, sei un’isola, ma se dieci isole con il fuoco dentro fanno squadra, diventano un arcipelago solo e possono anche fermare la Spagna campione d’Europa, una delle favorite del Mondiale, se non la prima favorita. L’undicesima isola? Quella è il portiere: Josimar José Evora Dias, detto Vozinha, il protagonista principale della favola. Un volto scavato nel legno, che mostra anche più dei suoi 40 anni; una carriera che sembra il percorso di un fuggiasco: Angola, Moldova, Portogallo (seconda serie), Cipro, Slovacchia e ancora Portogallo. Si era già tolto i guanti, stanco, ma i compagni glieli hanno rinfilati con la forza: "Molli adesso che viviamo il sogno di un Mondiale?". 

Ieri il sogno, il vecchio Josimar, lo ha bloccato con le mani. Ha parato tutta la nobile Spagna, compreso il divino Yamal. Volava ovunque e la palla gli cascava sempre in braccio, come quella innamorata di un portiere scarso nel racconto di Jorge Amado. Un’otturazione dopo l’altra, la porta è rimasta chiusa: Vozinha di lavoro fa il dentista. Anche la Spagna ora ha il suo, doloroso come una carie; noi abbiamo il coreano del ’66. Anche se fu tale solo nella leggenda. La leggenda di Capo Verde narra invece che, a fine Creazione, Dio si ritrovò tra le mani dieci briciole di terra, le lasciò cadere nell’oceano e nacque l’arcipelago. Le mani divine del vecchio Josimar ieri hanno creato una favola che vincerà il tempo. La favola di una squadra di isole solidali, piene di fuoco. L’arcipelago del blocco basso.

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