La Commissione Ue ha inviato a Meta una comunicazione degli addebiti supplementari in cui espone l'intenzione di ordinare il ripristino dell'accesso degli assistenti di intelligenza artificiale di terze parti a WhatsApp alle stesse condizioni vigenti prima della modifica della politica del 15 ottobre 2025, nonostante le modifiche annunciate il 4 marzo 2026.
"Sostituire il divieto legale con una politica dei prezzi che ha un effetto simile non modifica la nostra valutazione preliminare secondo cui il comportamento di Meta sembra costituire un abuso della sua posizione dominante", ha detto la vicepresidente della Commissione Teresa Ribera.
La Commissione, si spiega in una nota, intende imporre misure provvisorie per impedire che le modifiche annunciate dal colosso di Mark Zuckerberg causino un danno grave e irreparabile al mercato, fatte salve le repliche e i diritti di difesa di Meta. Secondo palazzo Berlaymont, la politica introdotta il 4 marzo 2026, che prevede il ripristino dell'accesso a WhatsApp per gli assistenti virtuali di terze parti, previo pagamento di una tariffa, è "di fatto equivalente al precedente divieto di accesso" e "rischia di impedire ai concorrenti di entrare o espandersi nel mercato in rapida crescita degli assistenti virtuali". Le misure provvisorie rimarranno in vigore fino al termine dell'indagine della Commissione e al raggiungimento di una decisione definitiva sulla condotta di Meta.
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