L'altro Nicola Pietrangeli: "Tennis? Esiste solo il calcio. La fede mi ha aiutato e ho trovato il gol"

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Il difensore classe 2000 del Sudtirol e la sua prima rete in stagione nell’1-1 contro il Modena: "Con l'asso della racchetta solo un'omonimia. L'esultanza mi mancava da un anno. Non mi sono arreso, ho cercato conforto in Dio e l’ho trovato” 

Oscar Maresca

16 aprile - 09:20 - MILANO

Nicola Pietrangeli ci tiene a chiarirlo subito: “Con la leggenda del tennis è soltanto un’omonimia, ai miei genitori piaceva il nome. Con la racchetta gioco nel tempo libero, insieme a mio padre. Ho sempre preferito il pallone”. Il difensore classe 2000 del Sudtirol ha segnato il suo primo gol in stagione nell’1-1 contro il Modena. È tornato in campo a inizio aprile dopo tre mesi di stop per colpa di una pubalgia: “Ho vissuto un periodo complicato, il mio obiettivo era tornare presto a disposizione. La fede mi ha aiutato. Penso che tutto accada per un motivo, in queste settimane non ho mai smesso di crederci. Ho lottato e alla fine ce l’ho fatta”. La squadra di Castori occupa il decimo posto in classifica con 40 punti. A quattro giornate dal termine, il Cesena ottavo in piena zona playoff è soltanto a +4: “Pensiamo alla salvezza, era il traguardo che volevamo raggiungere a inizio stagione. Dobbiamo restare concentrati e fare bene nelle prossime partite, tutto ciò che arriverà sarà la conseguenza del nostro lavoro”. 

La vittoria manca da un mese e mezzo, cosa serve per ripartire? 

“Abbiamo conquistato due pareggi fondamentali contro Cesena e Modena. Sono arrivati due punti d’oro, ora c’è lo Spezia. Dobbiamo dare il massimo, ce lo siamo ripetuti anche in allenamento”. 

Finalmente potrà aiutare i suoi compagni in questo finale di stagione. 

“Non mi aspettavo di segnare, sono felice perché il gol mancava da quasi un anno. In questi mesi lontano dal campo, a volte, è stato difficile vedere la luce. Non mi sono arreso, ho cercato conforto nella fede. E l’ho trovato. Come in ogni momento complicato della mia carriera”. 

Prega prima di scendere in campo? 

“Ho un rito tutto mio a cui tengo particolarmente. Ma non lo racconterò, lo conoscono in pochissimi”. 

Oltre alla fede, un altro pilastro fondamentale della sua vita è la famiglia. 

“I miei genitori mi hanno trasmesso il valore del sacrificio e per questo non smetterò mai di ringraziarli. Nessuno della mia famiglia ha mai giocato a calcio, da piccolo ho dovuto chiedere il permesso per cominciare. Papà Crescenzio è un lavoratore instancabile, fa il muratore e in estate l’ho sempre aiutato in cantiere. Mi svegliavo alle 5 ogni mattina, era l’unico modo per trascorrere del tempo insieme”. Calciatore durante l’anno e operaio in estate. Ma non solo… 

“Ho fatto pure il giardiniere, aiutavo un amico di mio padre: dalle 7 alle 13 in cantiere, il pomeriggio lo passavo a potare le siepi. Fino a due anni fa lavoravo a campionato fermo, da quando sono al Sudtirol dedico anche il tempo libero agli allenamenti”. 

Cosa l’ha colpita dell’Alto Adige? 

“I paesaggi incredibili. Non sono uno a cui piace uscire, qui però ho girato tanto. Il lago di Braies è un posto incantevole, ogni tanto mi capita di andarci per staccare”. 

I suoi genitori hanno scelto per lei un nome importante. 

“È stato spontaneo, una semplice coincidenza. A differenza del grande Nicola Pietrangeli, il tennis non è mai stato il mio sport. Da piccolo giocavo soltanto a calcio. Sono cresciuto a Lariano, circa 60 chilometri da Roma, mi capitava di andare all’Olimpico per tifare Lazio”. 

Ha cominciato nelle giovanili del Perugia. Poi tanta Serie D tra Pineto, Ragusa e Rimini. 

“Giocare tra i dilettanti ti fa crescere, sono molto orgoglioso del mio percorso. Riuscire a costruirsi una strada in Serie D è stato complicato, ho superato tanti ostacoli per arrivare dove sono”. 

Se dovesse scegliere il ricordo più bello vissuto finora? 

“La promozione in C conquistata con il Rimini nel 2022 e il primo gol in B realizzato nella scorsa stagione, due momenti che non dimenticherò mai”. 

Oggi qual è il suo obiettivo? 

“Conquistare la salvezza con il Sudtirol e chiudere al meglio la stagione”. 

Un sogno che vorrebbe realizzare? 

“Penso soltanto al presente. Sono tornato in campo dopo tre mesi e ho pure segnato. Qualcuno da lassù ha fatto il tifo per me”.

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