Gianluca, fratello del tecnico del Cagliari, aveva fatto da paciere. La madre: "Ci stavano aspettando a fine serata". I tre aggressori che hanno sparato ripresi dalle telecamere
Salvatore Malfitano
4 gennaio - 17:51 - MILANO
Emergono nuovi risvolti sull'aggressione subita da Gianluca Pisacane, 28 anni, fratello di Fabio allenatore del Cagliari. Nella notte tra venerdì e sabato, l'uomo era stato raggiunto da due colpi di pistola alla gamba. La tensione sarebbe nata da una discussione tra tre donne e una dipendente del locale. Pisacane, stando alla ricostruzione diffusa dall'Ansa, avrebbe cercato di fare da paciere e di difendere la lavoratrice, riportando la situazione alla calma. Qualcuno avrebbe anche chiamato la polizia, ma le tre donne si sarebbero allontanate prima dell’arrivo degli agenti.
la ricostruzione
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Dopo la chiusura, oltre le 3, Gianluca Pisacane si è incamminato verso casa insieme al padre, 68 anni. È in quel momento che sarebbero stati avvicinati da tre uomini, arrivati a volto scoperto. Il padre Andrea ha raccontato al Tg3: “Hanno messo la pistola vicino alla gamba di mio figlio e sparato due colpi. Uno di loro, che aveva una birra in mano, l’ha lanciata in faccia a Gianluca. Hanno litigato. Poi uno ha preso la pistola, è venuto vicino e ha sparato”.
fuori pericolo
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Il 28enne è stato trasportato all’ospedale Pellegrini, dove sono stati rimossi i due proiettili dalla gamba destra. È ancora ricoverato, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. Sulla presenza del padre e su quanto accaduto durante quei momenti, Fabio Pisacane ha spiegato in un messaggio di aver ricevuto molti attestati di solidarietà, precisando però che il genitore non sarebbe rimasto coinvolto nella colluttazione.
LA TESTIMONIANZA DELLA MADRE
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“Ci stavano aspettando, è stato un vero e proprio agguato. Abbiamo chiuso il locale e ci stavano aspettando” ha aggiunto la madre, Assunta. La donna ha confermato che i malviventi erano a volto scoperto: “L’ha visto anche la Polizia nelle telecamere che hanno ripreso tutto”. Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile di Napoli e al commissariato di Montecalvario: si lavora per individuare i tre uomini e ricostruire con esattezza il movente, oltre a identificare le persone presenti nel locale al momento della lite. Gli investigatori stanno acquisendo testimonianze e immagini di videosorveglianza della zona.









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