Sarà lui il primo tassello della nuova Juve. Per l'ex ct, pronto un contratto da 5 milioni più bonus
Il primo passo arriva quando i botti di Capodanno sono pronti ad illuminare le città: la Juventus bussa alla porta di Luciano Spalletti e gli fa sapere che alla Continassa hanno intenzione di anticipare i tempi. Tradotto: finire dentro alle prime quattro in campionato non è più dirimente per rinnovare il contratto in scadenza a giugno perché c’è la volontà di guardare oltre e di dare vita ad un progetto fino al 2028. Luciano fa melina, la Juventus aspetta, domani la fumata bianca o, forse, già oggi se gli ultimissimi tecnicismi troveranno la loro collocazione: forza dell’empatia, del gioco, della curiosità e della partecipazione di chi osserva il nuovo corso da vicino o con gli occhi del tifoso. Spalletti va oltre i risultati, dunque.
scommessa vinta
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E non è cosa di poco conto se indossi la maglia bianconera o se sei stato scelto per dare una svolta dalla panchina: il prolungamento dell’accordo in scadenza viene formalizzato senza avere la certezza di un posto nella prossima Champions League e in una stagione dove le coppe non hanno più motivo di essere. E, allora? L’ex ct azzurro ha vinto la scommessa, per certi versi, più difficile: ricreare entusiasmo in un ambiente che le ultime rivoluzione avevano mandato in confusione. Un punto di partenza non banale, una rinascita che deve trovare la sua felicità nel quarto posto, ma che può trovarla anche allargando orizzonte e prospettive. E in questo contesto va letta la scelta della Juventus: affidare ad un allenatore carismatico e moderno le chiavi per rimettersi l’abito della festa e tornare a ragionare come un club che gioca per arrivare davanti agli altri. Spalletti sa che l’anno prossimo comincerà un’avventura diversa, più profonda: puntare allo scudetto sarà un obiettivo non più legato alla storia bianconera, ma un traguardo da raggiungere.
ingaggio a salire
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A Capodanno, i primi segnali. A Pasqua, le ultime curve perché il contratto prendesse, definitivamente, forma: non c’erano più dubbi da un bel po’, occorreva aspettare la prima occasione per mettere le firme. Quando ha accettato la Juventus, Spalletti non ha messo sul tavolo durata dell’accordo e “peso” dell’ingaggio: così lo scorso 30 ottobre, stretta di mano per otto mesi, circa tre i milioni di stipendio. Accettando il rinnovo, l’ex ct azzurro ha chiesto chiarezza sugli obiettivi e sulle modalità per provare a raggiungerli: la sintonia con la proprietà e la dirigenza è nei fatti. Lucio vedrà il suo ingaggio salire oltre i cinque milioni a stagione con la possibilità di guadagnarne sei grazie ai bonus e sarà così fino al giugno del 2028. E Lucio vedrà salire l’asticella delle ambizioni: la qualificazione alla prossima Champions avrebbe una ricaduta ingombrante sul mercato estivo, senza servirebbe uno scatto di fantasia, idee, attrattività con la stessa figura del tecnico toscano al centro. Spalletti ci mette la firma e lo fa anche sotto la spinta di uno Stadium che lo ha investito del ruolo che spetta a chi deve indicare la strada: lunedì, pomeriggio del duello con il Genoa, i cori lo hanno corteggiato a più riprese. Alla Continassa ci hanno messo poco, molto poco per convincersi della prossima mossa: già dopo due mesi, John Elkann, amministratore delegato di Exor, aveva dato mandato per “blindare” Spalletti investendolo di una centralità tecnica che alla Juventus mancava e che serve per l’immediato futuro. Palla, così, all’ad Damien Comolli e, palla, a Giorgio Chiellini che di Luciano è stato il primo sponsor fin dal momento in cui il presente di Igor Tudor stava per diventare passato.
juve rinata
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La Juventus ha scelto l’allenatore della definitiva ripartenza, almeno così sperano nel quartier generale bianconero. Spalletti si è calato nel mondo Juve e lo ha fatto senza strappi: la squadra è dalla sua parte, lo è stata fin dal primissimo contatto. E i profili più importanti del gruppo sanno che lavorando con l’ex ct azzurro i margini di crescita possono conoscere confini più lontani: il rinnovo di Yildiz, quello di McKennie, quello in arrivo di Locatelli sono segnali di condivisone del progetto. Il quarto posto è la missione da qui al 25 maggio: senza, l’agenda non cambia, cambiano i fattori perché, inevitabilmente, occorreranno strumenti diversi sul mercato estivo. Sabato sera, a Bergamo, sulla panchina ci sarà un tecnico fresco di firma e con una spinta in più per raggiungere l’obiettivo.









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