L'allenatore bianconeri ha bocciato due dei quattro attaccanti a disposizione (David e Openda) e, per il futuro, ha parlato chiaro su quello che chiede al suo riferimento offensivo
Quattro li ha attualmente in rosa: Vlahovic, Milik, David e Openda, in ordine di considerazione recente. Almeno un paio saluteranno in estate e, in cima alla lista dei rinforzi, spiccato i profili di Randal Kolo Muani e Robert Lewandowski. Cinque mesi dopo il suo arrivo sulla panchina della Juve, Luciano Spalletti, complice anche il lungo infortunio del serbo, è ancora alla ricerca del centravanti cui affidare l'attacco bianconero nel presente, ma, soprattutto, nel futuro. Ma quali sono le caratteristiche che l'allenatore juventino chiede al calciatore che deve fare da riferimento offensivo?
spalletti e l'identikit del centravanti
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In questa stagione, l'ex ct della Nazionale ha iniziato puntando su Vlahovic, dopo il suo ko per un certo periodo ha provato ad affidarsi a Openda, quindi ha scelto David. Salvo, poi, finire per bocciarli entrambi nelle ultime settimane e testare Yildiz e Boga nel ruolo di falso nove. L'identikit del suo centravanti ideale, però, l'ha stilato abbastanza presto, proprio quando a gennaio aveva chiesto alla società di intervenire sul mercato per mettergli a disposizione un altro nove. Basta riavvolgere il nastro al post-partita della gara vinta contro il Benfica, quando Spalletti parla della prestazione di David, che mette lo zampino in entrambi i gol juventini di Thuram e McKennie, quest'ultimo addirittura arrivato dopo un doppio scambio nello stretto al limite dell'area. "Sono soddisfatto di lui - diceva l'allenatore della Juve a Prime Video -, perché sa giocare a calcio, poi però non ha la cattiveria e la ferocia di dire "questa palla la prendo io perché è fondamentale": per lui son tutte uguali. Ha questa faccia da bravo ragazzo, per essere un po' più determinato bisogna faccia delle esperienze e migliori. Lo stesso Openda: è bravo ad andare in velocità, ma deve prendere qualche palla addosso in più". Concetto che ribadirà anche dopo la partita successiva contro il Napoli, esaltando le qualità di Hojlund, ma che l'allenatore della Juve precisa ancora meglio nella conferenza dopo l'incrocio con Mourinho. "Quando gli arriva la palla, la devi tenere, in quel momento c'è bisogno che tu la tenga per far salire la squadra e ribaltare l’azione. Invece questa cosa non gli piace granché e così perde il duello e la palla torna subito agli altri - spiegava Spalletti in riferimento al canadese -. Gli manca un po' di ferocia dentro l'area di rigore, perché lì non ci sono spazi e te li devi andare a ritagliare, li devi strappare agli avversari. C'è una palla che può decidere una partita? È una palla che può decidere la partita? Devi prenderla e "sbam"! Ci devi arrivare con più forza, invece da quel punto di vista siamo poco cattivi e feroci. Sbam! E tutto è a posto".
juve, occhi su kolo muani e lewandowski
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Cattiveria nei duelli e spietatezza sotto porta. In due concetti, insomma, sono queste che caratteristiche che l'allenatore di Certaldo chiede al suo centravanti. Posto che David e Openda sono stati già bocciati e che Vlahovic sarà tutto da verificare nel contesto della Juve "spallettiana", Kolo Muani e Lewandowski corrisponderebbero all'identikit? Il francese visto all'opera in Serie A con i bianconeri nel 2024-25 certamente: pecca un po' nei duelli vinti a partita in generale (27,3%) e aerei (27%), ma è abile a dialogare con i compagni (72,8% di passaggi riusciti) e, soprattutto, spicca per killer instinct. Con Tudor e Thiago Motta, Kolo è riuscito a realizzare 8 gol in campionato con appena 14 tiri in porta e 26 conclusioni totali. Il polacco, se possibile, sarebbe ancora più completo. E non solo per l'esperienza dei 32 trofei sollevati in carriera. In questa stagione di Liga conta il 79,3% di passaggi riusciti, il 48,3% di duelli vinti e il 40,4% di quelli aerei e uno score di 11 reti con 25 tiri in porta e 54 conclusioni totali. Spalletti ha parlato chiaro, ora sta alla dirigenza provare ad accontentarlo.
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