Juve, il pericolo stasera si chiama Malen. Ma perché non l'hai preso tu?

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L'olandese ha avuto un impatto straordinario dal suo arrivo alla Roma: Gasperini ha avuto ciò che chiedeva, Spalletti ha atteso invano un 9 fino all’ultimo giorno del mercato

Giovanni Albanese

Giornalista

1 marzo 2026 (modifica alle 10:49) - MILANO

Il colpo di mercato a gennaio lo ha fatto la Roma. Donyell Malen in Serie A ha avuto un impatto straordinario: 5 gol in 6 gare giocate non spiega tutto ma quasi. Gasperini ha avuto ciò che chiedeva, al contrario di Spalletti che un 9 lo ha atteso invano fino all’ultimo giorno del mercato di riparazione. Il discorso regge anche fra gli uomini del mercato, Ottolini ne esce male dal confronto con Massara, ma non tutte le responsabilità si possono addossare sul neo direttore sportivo della Juve, insediatosi a pochi giorni dall’inizio dei lavori e soprattutto vincolato a dei paletti imposti dalle disponibilità finanziarie. 

La Roma ha preso Malen investendo appena 2 milioni di prestito oneroso, ma garantendo all’Aston Villa un obbligo di riscatto a 25 milioni in caso di qualificazione a qualsiasi competizione europea del prossimo anno. Dunque, la super ricarica di gol è direttamente proporzionale alla permanenza del calciatore olandese nella Capitale, con la massima apertura del club a rendere l’acquisizione definitiva. La Juve, invece, è rimasta sulle tracce di attaccanti da prendere solo temporaneamente, tenendo le mani libere in prospettiva: questioni tecniche, non avendo ancora certezze sul restyling necessario nel reparto avanzato a fine stagione, e anche finanziarie, dal momento che i calciatori concessi in prestito non danno garanzie sui riscatti. 

A vederlo all’opera in Italia, Malen ricorda un po’ Vialli. E per questo il suo rendimento ha catturato anche l’attenzione dei tifosi juventini. Le sue caratteristiche però sono ben lontane da quelle dell’identikit che ha abbozzato la Juve: Spalletti ha sempre chiesto un 9 di struttura, abile a far salire la squadra e a creare spazi per i compagni. Malen è più un David, ma che a differenza del canadese ha trovato subito le connessioni giuste per rendere nel gioco di Spalletti e portare dei gol alla Roma. Alla Continassa potrebbero mangiarsi le mani per non aver colto l’opportunità anche per la questione ingaggio: l’ex Aston Villa ha un contratto di 4 milioni, cioè 2 in meno rispetto a David, la metà di Vlahovic (senza bonus). 

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