Corse a Mondiali ed Europei sfumate dagli 11 metri in finali e semifinali. Anche il trionfo di Madrid del 1982 iniziò con un rigore sbagliato... La sequenza fatale di Zenica è solo l'ultima volta di una serie da brividi. Esultanze? Solo nel 2006 e nel 2021
Certi sortilegi non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano. Sortilegi indivisibili, indissolubili, inseparabili. Parafrasando il testo di Antonello Venditti per l'Italia torna la maledizione dei rigori. Sembrava messa da parte, spazzata via dal trionfo iridato del 2006 con la Francia. E dalle ultime due tappe del successo continentale del 2021: con la Spagna in semifinale e con l'Inghilterra, padrona di casa, nell'atto conclusivo. E invece... Invece la sequenza fatale di Zenica contro la Bosnia Erzegovina ha riportato a galla i fantasmi. Oltre alla ben più grave terza eliminazione di fila dalla fase finale dei Mondiali, anche i limiti che gli azzurri hanno spesso avuto quando si è trattato di calciare dagli undici metri: un fatto tecnico, condito da coraggio, lucidità, sfrontatezza. Sebbene "appesantito" da componenti psicologiche. Ora diventate psicodrammatiche per l'Italia. Lo dice la storia degli ultimi 46 anni. Una storia che si è ripetuta innanzi a Edin Dzeko.
napoli 1980
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La storia, questa storia dell'allergia azzurra ai tiri di rigore inizia al San Paolo di Napoli nella finale per il terzo posto degli Europei del 1980 contro l'allora Cecoslovacchia di Antonin Panenka, quello del "cucchiaio" fatale ai tedeschi dell'Ovest nella finale continentale del 1976. L'Italia di Enzo Bearzot gioca il torneo in casa senza Paolo Rossi e Bruno Giordano, squalificati per lo scandalo delle scommesse. Sul campo, finisce 1-1 (Ladislav Jurkemik e Francesco Graziani). Ai rigori prevalgono gli avversari. È di Fulvio Collovati, al nono rigore di una lunghissima sequenza, l'errore decisivo. Con un altro Ladislav, Netolicka, ad agguantarne, in due tempi, il destro intuibile, poco prima che superi del tutto la soglia fatale. A Napoli è 8-9 per Panenka e compagni. L'Italia finisce quarta. Dopo la Germania Ovest, campione, il Belgio e la Cecoslovacchia.
madrid 1982
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"Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo" urla Nando Martellini. L'Italia s'illumina d'immenso. E si ricopre d'incenso nel Santiago Bernabeu di Madrid. Gli azzurri di Bearzot sconfiggono la Germania Ovest (3-1). E cancellano i cattivi presagi scaturiti nel primo tempo dall'errore di Antonio Cabrini, che ha calciato a lato il rigore concesso dal brasiliano Arnaldo Cesar Coelho per fallo di Hans Peter Briegel su Bruno Conti.
napoli 1990
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Trascorrono otto anni. In mezzo, l'Italia di Madrid e di Bearzot fallisce la qualificazione all'Europeo francese del 1984 e s'inchina, inerme e poco imberbe, a Michel Platini negli ottavi del secondo Mondiale messicano. Al "vecio" subentra Azeglio Vicini, fermato in semifinale (2-0) dall'Urss nel torneo continentale del 1988. Ma l'Italia c'è, è forte. È la più forte. E ha il vantaggio di ospitare la rassegna iridata del 1990. Ma la beffa è dietro l'angolo. E si materializza, ancora una volta, a Napoli. Semifinale contro l'Argentina di Diego Armando Maradona, campione uscente. È 1-1 (Totò Schillaci e Claudio Caniggia con topica di Walter Zenga) dopo i supplementari. Poi l'Albiceleste dal dischetto è impeccabile. L'Italia delle "notti magiche" s'infrange invece su Sergio Javier Goycochea, che para i rigori di Roberto Donadoni e Aldo Serena. Argentina in finale, battuta in finale dalla Germania - già riunificata nel calcio - e da un rigore (generoso) trasformato da Andreas Brehme. Italia terza dopo il 2-1 di Bari sull'Inghilterra di David Platt.
pasadena 1994
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Arrigo Sacchi, 80 anni oggi, guida l'Italia alla conquista del mondo negli Usa. È il 1994. E due anni prima l'Italia di Vicini ha mancato la qualificazione all'Europeo di Svezia patendo una sconfitta (2-1) in Norvegia a giugno 1991 (corsi e ricorsi...) e fermandosi al palo di Ruggiero Rizzitelli dello stadio Lenin di Mosca nella sfida di ritorno (finita senza gol come quella dell'andata) contro l'ultima Urss. Sacchi subentra al mite Azeglio. E pur tra mille traversie giunge alla finale iridata nel catino del Rose Bowl di Pasadena con il Brasile, pieno zeppo di "scarti" del campionato italiano, sentenzia la critica sportiva nostrana. Dopo lo 0-0 dei 120', Gianluca Pagliuca neutralizza il tiro di Marcio Santos e rende ininfluente la conclusione alta di Franco Baresi. Fatali, più in là nella sequenza, sono la repinta di Claudio Taffarel (ex Parma e Reggiana) su Daniele Massaro e il tiraccio alto di Roberto Baggio, pare vittima di una macumba.
Manchester 1996
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Due conseguenze con una parata. Ovviamente su tiro dagli undici metri. Il tedesco Andreas Köpke blocca in due tempi il fiacco piatto destro di Gianfranco Zola a Manchester. Sancendo - nell'ordine - l'eliminazione degli azzurri dalla fase finale dell'Europeo inglese del 1996 e la fine della gestione Sacchi, ufficializzata nel novembre seguente dopo un'amichevole persa (2-1) a Sarajevo contro la rinata Bosnia Erzegovina.
parigi 1998
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Via Sacchi, ecco Cesare Maldini. Il pass per i Mondiali di Francia 1998 giunge solo dopo il playoff con la Russia. Il cammino azzurro procede sino al quarto di finale con i padroni di casa. I 120' finiscono senza reti. I rigori puniscono l'Italia e spiana la strada ai bleu verso il primo titolo iridato. Alla seconda tornata, sbagliano sia Bixente Lizarazu che Demetrio Albertini. All'ultima, Laurent Blanc supera Pagliuca, la traversa respinge Gigi Di Biagio e le ambizioni azzurre, segnando anche la fine della guida tecnica maldiniana.
amsterdam 2000
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"Non può piovere per sempre". Citando la frase cult di Eric Draven (Brandon Lee) nel Corvo, dopo tante amarezze, finalmente una gioia. Accade nella semifinale continentale del 2000 ad Amsterdam contro gli Orange padroni di casa (con il Belgio). Il ct è Dino Zoff. L'eroe è Francesco Toldo che, con l'Italia in dieci dopo il rosso a Gianluca Zambrotta, resta imbattuto durante i 120'. Para il rigore di Frank de Boer, finisce sul palo quello di Patrick Kluivert. Poi l'estremo azzurro si esalta nella sequenza finale opponendosi ancora a De Boer e poi a Paul Bosvelt, mentre Jaap Stam calcia alle stelle. Azzurri in finale con la Francia e in vantaggio per la rete di Marco Delvecchio sino al 90'. Sylvain Wiltord prima e il golden gol di David Trezeguet nei tempi supplementari affossano i sogni europei e la gestione di Zoff, che si dimette dopo l'attacco frontale di Silvio Berlusconi sulla mancata marcatura a uomo di Zinedine Zidane, causa principale - secondo lui - della sconfitta.
berlino 2006
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I flop targati Giovanni Trapattoni, alla guida azzurra sia nei Mondiali nippocoreani del 2002 che dell'Europeo portoghese seguente, vengono "nascosti" - nell'ordine - dall'arbitraggio di Byron Moreno (invero scandaloso) e dal "biscotto" tra Svezia e Danimarca nel girone iniziale della rassegna lusitana. In sella, ecco giungere Marcello Lippi, che - nonostante Calciopoli - guida gli azzurri all'atto finale dei Mondiali di Germania 2006. La testata (con rosso) di Zidane a Marco Materazzi - autore dell'1-1 dopo i 120', aperto dal rigore dello stesso Zizou - privano i transalpini di un rigorista. In ogni caso, azzurri sempre a segno. La nemesi o il contrappasso di dantesca memoria per i francesi si materializza nel decisivo errore di Trezeguet. Il cielo è azzurro sopra Berlino.
vienna 2008
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I campioni del mondo, con Donadoni ct, passano idealmente lo scettro continentale alla Spagna nei tiri di rigore di Vienna 2008, ultimo attoi dei quarti di finale dell'Europeo austroelvetico. Tra l'Italia e gli iberici i 120' finiscono a reti inviolate. Le parate di Iker Casillas su Daniele De Rossi, impeccabile dal dischetto a Berlino, e Totò Di Natale, anticipano la vittoriosa trasformazione di Cesc Fabregas, attuale tecnico del Como. Spagna lanciata verso il titolo. Italia fuori.
kiev 2012
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Le dimissioni di Lippi - dopo il fallimento mondiale di Sudafrica 2010 con il ct tornato per rivincere e invece incapace di battere Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia nel girone iniziale della fase finale -, aprono le porte a Cesare Prandelli che, due anni più tardi - in Ucraina e Polonia - traghetta gli azzurri alla finale europea persa (4-0) con la Spagna. Nei quarti a Kiev, c'è però la sfida con l'Inghilterra, che vale la semifinale con i tedeschi, poi battuti 2-1 con doppietta di Mario Balotelli. Reti inviolate dopo 120'. Alessandro Diamanti trasforma il penalty decisivo eliminando Roy Hodgson e rendendo ininfuente l'errore di Riccardo Montolivo.
bordeaux 2016
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Il successo sull'Inghilterra al debutto illude. Le sconfitte con Costarica e Uruguay sanciscono il rientro anticipato dai Mondiali brasiliani del 2014. Ma almeno alla fase finale si arrivava... Via Prandelli, ct diventa Antonio Conte. Il materiale umano di qualità già scarseggia. Ma intanto gli azzurri, nella fase finale del torneo continentale francese del 2016, si arrampicano sino ai quarti con la Germania, campione del mondo - dopo aver eliminato la Spagna (2-0), campione europea uscente -, negli ottavi. Mesut Özil porta in vantaggio i tedeschi, Leonardo Bonucci li riprende. Al 120' è 1-1. Gli errori ai tiri di rigore quasi non si contano e hanno firme eccellenti. Soprattutto da parte tedesca: Thomas Müller, lo stesso Özil, Bastian Schweinsteiger. Tra gli azzurri, falliscono la trasformazione Simone Zaza e Graziano Pellé, bersagliati dai meme, oltre che Bonucci. Ma l'errore decisivo è di Matteo Darmian con Jonas Hector che firma insieme il passaggio in semifinale e il primo successo tedesco sull'Italia - pur se non sul campo - in una competizione ufficiale.
londra 2021
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Il materiale umano diventa sempre più infimo. Così, dopo 59 anni, l'Italia di Gian Piero Ventura fallisce la qualificazione ai Mondiali del 2018 nel playoff contro la Svezia. Ct diventa Roberto Mancini che porta gli azzurri - dopo 53 anni e una pandemia - sul tetto d'Europa. Vittime la Spagna in semifinale e l'Inghilterra in finale di un torneo itinerante. Entrambe dopo l'1-1 dei 120'. Entrambe ai rigori. È la fine di un sortilegio? No.
Basilea e Roma 2021
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L'Italia si squaglia dopo il trionfo. Jorginho fallisce due rigori. Entrambi decisivi. Entrambi contro la Svizzera. Il primo a Basilea nel settembre 2021 (0-0), il secondo all'Olimpico di Roma due mesi più tardi. Anche in questo caso la gara finisce senza gol. Ma gli elvetici hanno due punti in più in classifica grazie al doppio successo sulla Bulgaria e vanno ai Mondiali, gli azzurri - incapaci di battere in casa gli eredi (scarsi) di Hristo Stoichkov - devono disputare il playoff. La corsa iridata s'infrange contro la Macedonia del Nord (0-1 a Palermo) e l'Italia campione d'Europa - che già pensava all'eventuale finale degli spareggi con il Portogallo di Cristiano Ronaldo - per la seconda volta di fila, la terza in totale, resta fuori dai Mondiali.
zenica 2026
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Quel che resta è storia recente. E indecente. Mancini accetta i dollari arabi e si dimette nell'estate 2023. Gli subentra Luciano Spalletti, la cui difesa del titolo continentale finisce (male) contro la Svizzera (2-0) negli ottavi del torneo tedesco. Ma c'è una qualificazione al Mondiale centronordamericano da affrontare. Il 3-0 patito in Norvegia al debutto sa già di sentenza. Spalletti viene dimissionato. Arriva Gennaro Gattuso. Norvegia qualificata a punteggio pieno dopo l'1-4 di San Siro. Italia ai playoff col fiatone. I fantasmi dell'Irlanda del Nord - fatale agli azzurri nella corsa al Mondiale svedese del 1958 - vengono spazzati via a Bergamo. Moise Kean a Zenica illude contro i bosniaci. Il rosso ad Alessandro Bastoni è il presagio dell'ennesima sventura. Il pareggio di Haris Tabakovic l'annuncia. Gli errori dal dischetto di Pio Esposito e Bryan Cristante schiudono la porta dell'inferno. L'Italia vedrà ancora una volta, la terza di fila, i Mondiali in tv. Fatali i rigori. Maledetti rigori.








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