Italia femminile, la corsa al Mondiale parte con la Serbia. Il ct Soncin: "Intensità, solidità e continuità"

2 giorni fa 1

Domani le azzurre saranno impegnate al Gradski Stadion Dubočica nella città serba di Leskovac. Girelli: "Ho fiducia in questo gruppo, possiamo centrare il nostro obiettivo"

Guendalina Galdi

Giornalista

13 aprile - 12:15 - MILANO

Vietato sottovalutare la Serbia (domani, ore 18.15) che in casa ha già fermato la Danimarca. Andrea Soncin lancia così la sua Italia verso un Mondiale che tutto il movimento calcio azzurro si augura possa diventare nuovo teatro delle ambizioni della Nazionale femminile. Due le gare lasciate alle spalle (una sconfitta e un pareggio), quattro quelle che mancano per qualificarsi. Il ct vorrà rivedere tre qualità: "Intensità, solidità e continuità. Nelle prime due partite siamo andate un po' per fasi, ci sono mancate continuità e solidità nel comprendere e anticipare l'eventuale pericolo. Ed è vero che siamo un po' carenti a livello di gol, lo dicono i numeri. Sono soddisfatto a metà perché la produzione che abbiamo ci permette di creare tante situazioni. Ma ho fiducia massima in tutte le giocatrici; la mancanza di gol comunque è un fattore di squadra, non individuale. So che il lavoro che facciamo ci porterà a trovare la rete con più continuità". Segnare servirà, eccome, per inseguire l'obiettivo primo posto nel girone che permetterebbe di avere un biglietto diretto per Brasile 2027, ovvero senza altre partite e soprattutto senza preoccuparsi di alcun eventuale incubo playoff. 

opportunità

—  

"Stanno bene tutte le ragazze, si sono allenate bene e con la giusta intensità, spesso abbiamo dovuto nascondere i palloni dopo due ore. Ho l'imbarazzo della scelta" ha ammesso Soncin in conferenza stampa sottolineando la disponibilità di tutto il gruppo che scalpita per poter dire la sua in un girone che al momento vede la nostra Nazionale al terzo posto (su quattro) e con appena un punto, contro i 4 di Svezia e Danimarca. L'operazione rimonta parte da domani pomeriggio e dal Gradski Stadion Dubočica di Leskovac, in Serbia appunto. "È stato un raduno molto intenso. E parlo di intensità fisica, di intensità di gioco e poi di quella mentale, di approccio ad ogni cosa che viene proposta da me. Sono stati sei giorni di attenzione massima, di leggerezza quando doveva esserci, di focus totale sulla qualità delle giocate. Le ragazze hanno dimostrato grandissima maturità un'altra volta. Siamo molto concentrate sul nostro percorso, quello che sta succedendo in questo momento storico nel calcio italiano ci chiama in causa ma noi abbiamo una strada tracciata e un obiettivo chiaro davanti. Quello che ho visto, sentito e percepito e quello su cui abbiamo lavorato in questo mese è la consapevolezza dell'opportunità, grande, che abbiamo. Ci vorranno qualità, attenzione e cuore". Spazio poi anche a qualche considerazione su Marie-Louise Eta che ieri è diventata la prima allenatrice a guidare una prima squadra maschile nei cinque principali campionati europei. "Più che il fatto in sé, sottolineerei la progettualità che ha avuto il club con lei, è questo ciò che mi ha colpito, e probabilmente è sempre questo che possiamo prendere come grosso spunto di riflessione. Su di lei era stato tracciato un percorso all'interno del club, aveva allenato già altre squadre nell'Union Berlino, e per tutti noi questo non può che essere fonte di ispirazione. Ci sono ancora poche donne nei club maschili". 

parola a girelli

—  

Insieme al ct Soncin, in conferenza stampa ha parlato anche Cristiana Girelli. Tra queste e le precedenti gare di qualificazione al Mondiale l'attaccante ha lasciato l'Italia per iniziare la sua nuova avventura oltreoceano con le californiane del Bay Fc. "Negli Stati Uniti sta andando molto bene, il bilancio di questo primo mese è positivo, ho trovato un ambiente carico di sorrisi ed energia che sto cercando di portare anche qui. Ci serve in questo raduno e nelle prossime partite". E per battere la Serbia? "Motivazione, grinta e cuore. Sappiamo quanto domani sia importante. Ieri sera pensavo che mancano quattro partite e che se le vincessimo tutte andremmo da prime del girone, quindi direttamente, al Mondiale. Non è presunzione ma consapevolezza. Se pensiamo che sono solo quattro partite da vincere penso sia uno stimolo enorme. E credo che questa squadra possa farcela". La pressione? "Quando giochi a questi livelli la senti sempre e penso sia un privilegio, a me è sempre piaciuta". E la responsabilità? "C'è sempre, ti tiene vivo. Comunque noi, a livello di stimoli, non è che ne abbiamo di più dopo l'eliminazione dell'Italia maschile". Dritta al punto come è chiamata a fare sotto porta contro un'avversaria scorbutica, che sia dal primo minuto o a gara in corso come nelle prime due uscite. Girelli sa cosa significa giocare un Mondiale e pensando che quella del 2027 sarà la sua ultima chiamata per un torneo di questa portata con la maglia azzurra, l'adrenalina e l'orgoglio schizzano: "È un bene parlare del Mondiale e di quello che è stato fatto negli anni scorsi. È importante dare importanza a quello che facciamo ogni giorno. Non diamo niente per scontato. Quello che vivi in una Coppa del Mondo è veramente difficile da paragonare a qualsiasi altra cosa. L'Europeo è stato meraviglioso, ma il Mondiale è ancora più raro, è difficile anche giocarne più di uno. In questo gruppo ci sono tante calciatrici che hanno giocato quello in Nuova Zelanda, anche se non è andato benissimo... Comunque non è che ci immaginiamo già lì, parliamo di com'è un Mondiale per rimarcare l'importanza di ogni partita. Per andarci, perché il rimpianto di non poterci essere sarebbe troppo grande".

Leggi l’intero articolo