"It's coming home", ma non succede mai. Dagli assenti a Bellinghan, tutti i dubbi sull'Inghilterra di Tuchel

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Da Saka ai non convocati eccellenti passando per il numero 10 titolare: il tecnico tedesco dovrà sciogliere diversi nodi

“It’s coming home”, cantano i tifosi inglesi, fiduciosi che la coppa torni a casa, che la nazionale di Thomas Tuchel riesca finalmente a vincere il Mondiale, 60 anni dopo quello che resta l’unico trionfo internazionale dei Tre Leoni. L’Inghilterra è tra le favorite, come riconoscono tutti nel gruppo che si prepara a lasciare il pre-ritiro di West Palm Beach, in Florida, per spostarsi nel campo base del Mondiale a Kansas City. Ma è anche accompagnata dai dubbi che possa davvero andare fino in fondo e vincere. E non solo perché l’ultima volta che ci è riuscita era il 1966. Ecco i dubbi principali, quelli che fanno dire a parte della critica, compreso Emile Heskey in un’intervista alla Gazzetta qualche giorno fa, che “le semifinali sarebbero un risultato più che buono per questa squadra”.

numero 10

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Il vero dubbio di formazione di Tuchel prima del via: chi è il numero 10 titolare? I candidati sono Jude Bellingham e Morgan Rogers e se sul piano del talento puro la star del Real Madrid (che il 10 ce l’ha come numero di maglia al Mondiale) è in netto vantaggio, quando si pesano stagione, condizione e rendimento con l’Inghilterra nelle qualificazioni ecco che Rogers è in vantaggio. I due sono molto amici, vivono la competizione come un’occasione per migliorarsi, per spingersi oltre i propri limiti. Tuchel invece deve sceglierne solo uno: Bellingham ha fatto meglio nelle due amichevoli in Florida, spinto dalla critica dopo la bella prestazione nel 3-0 di mercoledì col Costarica, ma Rogers è quello che ha portato l’Inghilterra al Mondiale e avrebbe ragione di sentirsi deluso se non fosse titolare con la Croazia. Nei piani di Tuchel, il 10 è fondamentale per la vicinanza a Kane in attacco. Il raccordo col centrocampo. Chiunque scelga, se le cose non dovessero andare bene verrà sempre il dubbio che sarebbe stato meglio l’altro.

kane dipendenti

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Nelle partite ufficiali dell’era Tuchel, Harry Kane ha segnato il 45% dei gol dell’Inghilterra. Normale, visto che il centravanti del Bayern è il massimo goleador nella storia dei Tre Leoni con 79 centri. Poco preoccupante, considerando i 61 gol di Kane nel 2025-26 col Bayern. Il problema è che in un torneo come il Mondiale non puoi mettere tutte le uova nello stesso paniere. Non se vuoi vincere il torneo. E qui cominciano i problemi, perché alternative sicure per i gol a Kane non ce ne sono. Bellingham e Rogers si contendono la 10 sul talento, non sul numero dei gol che portano. Saka a destra non è al top della forma e Gordon, che dovrebbe partire titolare a sinistra, va testato a livello Mondiale. Kane è un fenomeno, sia sotto porta che quando arretra e crea per i compagni, ed è tra i favoriti per la scarpa d’oro del Mondiale. Ma l’Inghilterra deve capire in fretta a chi può chiedere gol se il mago Harry smette di fare magie.

 Bukayo Saka of England during the FIFA World Cup 2026 qualifier match between England and Serbia at Wembley Stadium on November 13, 2025 in London, England. (Photo by Justin Setterfield/Getty Images)

come sta saka

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La star dell’Arsenal dovrebbe essere un punto fermo sulla destra dell’attacco. Invece è arrivato al Mondiale tormentato da un infortunio muscolare al tendine che l’ha infastidito per tutta la stagione coi Gunners. Tuchel ha detto che andrà gestito, dosato, di sicuro non spremuto. Al suo posto può giocare Noni Madueke, altro che ha vinto la Premier con l’Arsenal; ma il gol che si è divorato col Costarica, calciando sul palo a porta vuota dopo aver dribblato anche il portiere, è stato un promemoria dei suoi limiti. Saka di questa Inghilterra dovrebbe essere una delle star, parte integrante di un attacco potenzialmente super. Cominciare il Mondiale fisicamente non al meglio non è certo incoraggiante.

quanto vale la difesa?

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Davanti Kane, Bellingham, Saka e Gordon. Dietro Konsa, Guehi e Stones. Da una parte talenti di classe Mondiale, dall’altra ottimi giocatori chiaramente non allo stesso livello. E se fosse il centro della difesa l’anello debole del piano di Tuchel, il motivo per cui alla fine la coppa non torna a casa? Nelle amichevoli in Florida il ct ha testato tanto Stones, ma il veterano è così lontano dai suoi livelli migliori, per colpa degli infortuni, che il City ha deciso di non rinnovargli il contratto. Konsa e Guehi si sono fatti notare quest’anno, il primo con l’Aston Villa che ha vinto l’Europa League e il secondo dividendosi tra Crystal Palace e City, ma sono entrambi nuovi a questo livello. Reggeranno la pressione?

il peso degli assenti

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Phil Foden e Cole Palmer per cominciare. Ma anche Trent Alexander-Arnold, Harry Maguire, Morgan Gibbs-White, Adam Wharton. È una lista incompleta dei giocatori che Tuchel ha lasciato a casa. Ha fatto delle scelte, privilegiando gruppo, gerarchie e la sua idea di gioco, ma quello del ct dell’Inghilterra è considerato il mestiere più difficile perché tutti sono pronti a criticare. Soprattutto quando sei partito con vincere come unico obiettivo. E allora quella lista di nomi è pronta a trasformarsi in un elenco di fantasmi che tormenteranno ct e gruppo ai primi errori, alle prime difficoltà. Nomi che critica e tifosi sono pronti a tirare fuori. La difesa non sarebbe stata meglio con la leadership di Maguire? Perché portare Ivan Toney che ha segnato ma in Arabia Saudita, e non la classe di Palmer o Foden? Davvero Livramento e Quansah a destra sono opzioni migliori di Alexander-Arnold? Solo se quella coppa tornerà davvero a casa queste resteranno domande retoriche.

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