Nessun cessate il fuoco in vista, preoccupano petrolio e inflazione
- Ipa/Fotogramma
10 marzo 2026 | 12.44
LETTURA: 1 minuti
Prosegue la guerra in Medio Oriente e con essa le conseguenze sui mercati. Nella giornata di ieri il prezzo del Brent è schizzato a 100 dollari al barile con le borse asiatiche che hanno perso fino al 5%. Nel breve termine “ci aspettiamo ancora asset sotto pressione” afferma all’Adnkronos Roberto Rossignoli, Senior Portfolio Manager di Moneyfarm. L'azionario europeo e asiatico si mostrano “in difficoltà a causa della forte dipendenza energetica dallo stretto di Hormuz”, e anche il mercato obbligazionario non gode di ottima salute visti i rinnovati timori sull'inflazione. “Prevediamo - aggiunge - che il comparto energetico manterrà la sua volatilità anche se ulteriori rialzi non sono scontati”.
Secondo l'analista, sono tre i punti focali da tenere in considerazione: “Primo, gli attacchi iraniani si sono estesi anche alle infrastrutture energetiche. Secondo, Israele e Stati Uniti non parlano di un cessato il fuoco, con l'amministrazione americana che inizia a ventilare l'ipotesi di inviare truppe sul campo”. Infine, vige confusione sul fronte interno iraniano
Terzo, c'è molta confusione sul fronte interno iraniano, stati discordanti tra guardia rivoluzionaria e presidenza. Tuttavia, “la conferma del figlio di Khamenei - Mojtaba Khamenei - come nuova guida suprema sancisce la vittoria dell'ala più estrema al comando”.
Tag
Vedi anche











English (US) ·