Due investitori hanno citato in
giudizio il presidente Donald Trump e la ministra della
Giustizia Pam Bondi per il via libera dell'amministrazione Usa
all'accordo su TikTok, che ha visto lo scorporo delle attività
americane della popolare app della cinese ByteDance per
continuare a operare negli Stati Uniti. Zhaocheng Anthony Tan,
azionista di Alphabet, la società madre di Google, e Garrett
Reid, socio di Meta, hanno sostenuto che l'intesa ha violato una
legge che impone a ByteDance di disinvestire dall'app, pena il
divieto negli Usa.
"Affinché la legge abbia un significato, deve essere
rispettata, anche - forse soprattutto - dal presidente", a
fronte della violazione della volontà del Congresso. I
ricorrenti, secondo i media americani, hanno sollevato la
questione per garantire che "tali violazioni e tale sovversione
non continuino", si legge nella causa. TikTok ha ufficialmente
scorporato le sue attività Usa a fine gennaio: la nuova entità è
detenuta per la maggior parte da investitori americani, con
Silver Lake, MGX e Oracle che fungono da investitori-gestori,
ciascuno con una quota del 15%. ByteDance, invece, mantiene una
quota residua del 19,9%. Oracle ha il compito di garantire la
sicurezza e di riaddestrare una copia dell'algoritmo di
raccomandazione sui dati degli utenti statunitensi.
"In breve, in base all'accordo annunciato, ByteDance
continuerebbe a controllare tutti gli elementi essenziali di
TikTok. Un accordo del genere sovvertirebbe lo scopo stesso
della legge su TikTok, poiché ByteDance potrebbe continuare a
promuovere la propaganda cinese e a censurare i contenuti che
non gradisce, esattamente il danno che la legge intendeva
prevenire", hanno osservato ancora Tan e Reid.
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