Inter, Lautaro lavora alla Pinetina: rientra contro la Roma. Thuram in panchina

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Intanto Chivu cerca di togliere pressione ai suoi giocatori rimasti ad Appiano

Guendalina Galdi

Giornalista

29 marzo 2026 (modifica alle 10:29) - MILANO

Uno lavora senza sosta sul fisico, l’altro sulla testa. Lautaro e Chivu sono paralleli e complementari in questo momento. Perché se da un lato il capitano continua a rinunciare ai giorni di riposo pur di non interrompere il percorso di recupero dall’infortunio che deve condurlo dritto alla sfida di San Siro contro la Roma tirato a lucido come non mai, l’allenatore, agli interisti rimasti a casa, concede più tempo con la famiglia e un fine settimana lontano da Appiano Gentile. Non è una novità, Chivu tiene al benessere psichico dei suoi, li protegge e sa quando il loro miglior allenamento può essere semplicemente... staccare. Ma nei pensieri dell’allenatore ci sono anche i giocatori lontani, ovvero i nazionali che riavrà a disposizione non prima della metà della prossima settimana. Alcuni di loro si stanno giocando il Mondiale in questi giorni. I cinque italiani più Calhanoglu con la sua Turchia e il polacco Zielinski. Chivu è in contatto con tutti, in modo discreto ma volendo far sentire loro la sua presenza e vicinanza in un periodo così decisivo. Il romeno lo sa bene, la qualificazione o l’eliminazione dal prossimo Mondiale cambieranno drasticamente il morale dei 7 nerazzurri che martedì sera si giocheranno tutto ed evitare ripercussioni (negative) sul cammino interista è fondamentale.

Il patto col Toro

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Lautaro invece ha dovuto rinunciare alla sua Argentina. L’infortunio di Bodo non ha concesso sconti. Oltre ai 40 giorni fuori anche la mancata convocazione con l’Albiceleste, resa meno amara solo dalla cancellazione della Finalissima contro la Spagna. Lautaro nel mondo Inter è da sempre esempio di abnegazione e in questo periodo ai box — prima in palestra e poi di nuovo in campo — non si è mai risparmiato. Ma Chivu sugli infortuni, e di conseguenza sui recuperi, è intransigente: niente rischi di ricadute, vietato forzare o anticipare i tempi. Il Toro si è trovato davanti a questa visione dell’allenatore e non ha battuto ciglio, nonostante la voglia di tornare avesse fatto ipotizzare in un primo momento un suo ritorno in campo (anche solo per una piccola parte di gara) per la trasferta di Firenze di domenica scorsa. Anche lì l’Inter ha pareggiato e un Lautaro sarebbe servito eccome. Ma l’argentino ha placato qualsiasi slancio, è rimasto ad Appiano, insieme a Mkhitaryan, e non ha nemmeno seguito la squadra al Franchi pur di non perdere un altro prezioso giorno di lavoro. Un’altra seduta, da solo ma in campo, che l’ha avvicinato al vero e proprio rientro. La settimana che si apre domani è quella del grande ritorno: di nuovo insieme ai compagni in allenamento, di nuovo in campo. E Pasqua per lui sarà, mai come quest’anno, una rinascita. Lì davanti con chi? Presto per avere certezze ma per come sono andate le ultime partite è più probabile che si possa rivedere dal primo minuto con il lanciatissimo Pio Esposito, unico interista a segnare nel mese di marzo, anziché che con un Thuram lontano da quello scintillante della migliore ThuLa.

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