I ragazzi di Carbone vanno sotto nel primo tempo e incassano il bis all'ora di gioco, ma reagiscono subito al raddoppio portoghese con Zouin che accorcia al primo pallone toccato. El Mahboubi riapre tutto nel finale però non basta
Pietro Scognamiglio
18 marzo - 18:23 - MILANO
Si sgonfia contro il Benfica, avversario scomodissimo, il sogno dell’Inter di raggiungere la sua prima Final 4 di Youth League. I ragazzi di Benny Carbone se la giocano fino alla fine, ma vengono battuti (3-2) fermandosi così ancora ai quarti come era accaduto un anno fa alla squadra di Andrea Zanchetta. In semifinale col Bruges ci vanno quindi i portoghesi, che la Champions dei giovani l’hanno vinta nel 2022 e comunque oggi sono una potenza del calcio giovanile europeo: la squadra di Vitor Vinha, infatti, si appoggia su un bel blocco della nazionale U17 che nel giro di pochi mesi ha vinto l’Europeo (a giugno) e il Mondiale di categoria (a novembre). Ragazzi tenuti in considerazione anche da Josè Mourinho, basti pensare – citandone uno – che il centravanti 18enne Anisio Cabral di gol con i grandi ne ha già segnati due in 5 presenze.
gol italiano
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Mourinho conosce bene (pur non avendolo ancora fatto esordire) anche l’autore del gol che rompe l’equilibrio: parliamo di Federico Coletta, cresciuto nella Capitale alla Vigor Perconti ed esploso poi nel settore giovanile della Roma. Dopo una super stagione con la Primavera giallorossa, la scorsa estate il Benfica l’ha acquistato per farlo crescere nella sua seconda squadra. Proprio Coletta – sempre protagonista nelle giovanili azzurre, fino alla U19 – rompe l’equilibrio dopo 26’ con un perfetto inserimento da mezzala offensiva: su cross dalla destra di Banjaqui, l’ex romanista buca di testa Taho portando avanti gli ospiti. La reazione immediata è nel palo esterno colpito da Mosconi, ma se l’Inter arriva all’intervallo sotto solo di un gol deve dire grazie al suo portiere: l’albanese Taho infatti si esalta prima su Umeh (parata difficile per la deviazione di Ballo), poi uscendo in faccia a Cabral lanciato in campo aperto. Sulla prima azione del secondo tempo, è ancora il numero uno nerazzurro a dire di no a Tiago Freitas tenendo a galla i suoi.
reazione
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Con il passare dei minuti, però, il vento cambia. E’ vero che l’Inter subisce il raddoppio – al 58’ proprio Tiago Freitas, ancora di testa, su imbeccata di Umeh –, ma da quel momento (complici anche i cambi) inizia a dare la sensazione di credere nella rimonta. E’ il 61’ quando Zouin, entrato da appena un minuto al posto di Mancuso, sfrutta l’assist di Mosconi e scarica un bel sinistro alle spalle di Diogo Ferreira. Sotto 2-1, i nerazzurri si buttano in avanti è vanno davvero vicinissimi al pari quando Iddrissou (67’) non trova la porta in caduta da pochi metri. Da mangiarsi le mani. Anche perché, a questo punto, anche il Benfica capta il pericolo e attinge alla panchina per risistemarsi. E trova il 3-1 con la riserva di lusso Francisco Silva, bomber da nove reti in altrettante partite di questa Youth: un gol che vede l’Inter protestare, invano, per la dubbia posizione di partenza di Banjaqui autore dell’assist. Ma nemmeno il nuovo doppio svantaggio abbatte la squadra di Carbone, che accorcia di nuovo a ridosso del 90’ quando El Mahboubi (altro subentrato) svetta di testa su punizione battuta da Marello. Resta solo il recupero per acciuffare i rigori ed è ancora Marello, micidiale sulle palle inattive, a sfiorare la porta con il suo sinistro affilato. Peccato, perché finisce così e l’Inter finisce fuori a testa alta contro un’avversaria più forte. Se l’Europa è stata fino a oggi l’isola felice per i ragazzi di Carbone, adesso la testa deve tornare al campionato Primavera dove le cose non vanno altrettanto bene (nono posto, per conquistare i playoff c'è da lottare).












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