Inter, assalto a Vicario: il portiere è in rotta col Tottenham. Il dopo-Sommer è già cominciato

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In un mese la stretta finale: lo svizzero è in scadenza di contratto, ma potrebbe anche fare il secondo. Tra gli altri nomi Lunin, secondo di Courtois al Real e Martinez dell'Aston Villa

Filippo Conticello

Giornalista

19 marzo 2026 (modifica alle 11:47) - MILANO

Ieri Guglielmo Vicario aveva le mani occupate: aprire l’ombrello per proteggersi contro la grandinata, che cade sulla testa del Tottenham da inizio stagione, è il suo lavoro del momento, non il più semplice nel Regno Unito. Contro l’Atletico ha lasciato l’utopia Champions e potrà così concentrarsi solo sull’essenza: evitare l’onta della retrocessione in Championship, seconda divisione inglese, e poi salutare un club e un campionato che hanno creduto in lui tre anni fa. All’Inter, che lo guarda da mesi con la stessa espressione ingolosita, non dispiace certo che gli Spurs precipitino, anche perché dalla crescita dei tormenti del portiere nel nord di Londra potrebbero ottenere vantaggi. Vicario è, infatti, l’obiettivo dichiarato per la porta, il primo di una lista in cui esistono altri nomi, ma nessuno con la forza di Guglielmo.

destinazione gradita

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L’ex Empoli ha fatto sapere che, in linea generale, gradirebbe tornare in Italia e che, nello specifico, la Milano nerazzurra sarebbe il luogo ideale per ricominciare la carriera dopo quest’ultima frenata. Il rapporto ai minimi con il Tottenham e la voglia di ricostruzione del presidente Levy, ancora di più in caso di abisso nella serie inferiore, non fa altro che aumentare le possibilità di riuscita del piano. Di certo, l’Inter è pronta a muoversi dopo aver studiato attentamente il terreno: un mesetto, giusto il tempo di capire cosa succederà nella corsa allo scudetto italiano e alla salvezza inglese, e gli uomini mercato del club stringeranno sulla preda.

Preferito da sempre

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Anche in questa epoca disgraziata, il Tottenham è uno dei peggiori commensali con cui sedersi al tavolo di una trattativa: il presidente Beppe Marotta e il ds Piero Ausilio ricordano bene la rigidezza ai tempi di Eriksen. Stavolta potrebbe esserci un po’ più di elasticità, ma molto dipenderà dal prezzo fatto in partenza: Vicario ha un contratto fino al 2028 e costerebbe tra 15 e 20 milioni, cifra “aggredibile”, nonostante sia un classe 1996 e compirà 30 anni a novembre. In linea di principio, in questo momento storico in casa Inter non sarebbero consigliati investimenti per gente di questa età, ma il ruolo in questione sfugge alla legge di principio: Vicario avrebbe davanti diversi anni per ammortizzare il cartellino e dimostrare il vecchio talento, che ora pare essersi sciolto nella centrifuga della Premier. Del resto, da tempo Guglielmo ha sinceri ammiratori ad Appiano, a partire da Gianluca Spinelli, l’influente capo dei preparatori dei portieri. Già nell’estate 2023 era proprio Vicario la scelta dei nerazzurri: era tutto apparecchiato, ma il mancato trasferimento fu dovuto ai ritardi nella cessione di Onana allo United, 50 milioni di plusvalenza puliti puliti. In quei momenti, anche Samir Handanovic lasciava il calcio e lui stesso, con tono da capitano pronto a lasciare la fascia a Lautaro, aveva consigliato ai dirigenti dove rivolgersi: Vicario, guardiano di scuola italiana, sarebbe stato perfetto come suo erede. Nell’ultimo triennio Guglielmo ha aggiunto la conoscenza del calcio inglese, sempre esigente e pericoloso per chi fa il suo mestiere

il doppio piano

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Il matrimonio potrebbe essere celebrato con leggero ritardo, tre anni, anche se sulle strade del mercato la prudenza non è mai troppa ed è sempre giusto avere piani B e C: ad esempio, l’Inter prende contestualmente informazioni su Andriy Lunin, vice di Courtois al Real Madrid, altri guanti che piacerebbero per il futuro prossimo. L’ucraino costerebbe meno dell’atalantino Carnesecchi e avrebbe uno stipendio inferiore a due big pronti a lasciare la Premier, Alisson del Liverpool e Martinez, il “Dibu”, dell’Aston Villa. In ogni caso, il dopo-Sommer è già iniziato visto che lo svizzero il 30 giugno estingue il contratto: il piano interista, al momento, è di non rinnovare e salutare con gratitudine ma, qualora il club perdesse anche Pepo Martinez, sfortunato e turbato dai guai personali, allora si potrebbe riaprire la porta per il ruolo di secondo. A 37 anni suonati, Yann potrebbe pure pensarci.

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