Influenza 2026, il virologo: "Fase acuta superata ma numeri alti per un altro mese"

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Pistello: "Possibile che si arrivi a sfiorare i 14-15 milioni totali di contagi come in passato"

Una persona con l'influenza Una persona con l'influenza

17 gennaio 2026 | 00.19

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L'influenza K lascia il segno anche a metà gennaio 2026, ma i dati autorizzano a sperare che il peggio sia passato. L'ondata di virus continua a mettere al letto migliaia di italiani, mentre i dati indicano un trend apparentemente incoraggiante. "L'incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 5 gennaio all'11 gennaio, è stata pari a 13,3 casi per 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 14,1", commenta il bollettino settimanale RespiVirNet dell'Istituto superiore di sanità.

In attesa di ulteriori elementi, che emergeranno nelle prossime settimane, il report fa notare che "l'intensità è molto alta in Basilicata, alta in Abruzzo, Sicilia e Sardegna, media nelle Marche, nel Lazio, in Molise e in Puglia, bassa in tutte le altre regioni eccetto Campania e Calabria, i cui dati non sono disponibili".

L'analisi dell'esperto

In generale, "la fase acuta dell'ondata di virus influenzali dovrebbe essere superata, ma con che velocità scende la curva dei casi e come si abbasserà lo possiamo solo supporre dalla analisi degli anni precedenti. Va detto che i numeri rimarranno significativi ancora per 3-4 settimane, quindi è anche possibile che si arrivi a sfiorare i 14-15 milioni totali di contagi come in passato", dice all'Adnkronos Salute il virologo Mauro Pistello, direttore dell'Unità di Virologia dell'azienda ospedaliera universitaria di Pisa, vicepresidente della Società italiana di microbiologia.

"E' una stagione influenzale partita forte con 3-4 settimane di anticipo - prosegue il virologo - che ha dato una coda di accessi al pronto soccorso e un numero considerevole di polmoniti. Abbiamo visto anche molte doppie infezioni - con Covid o rinovirus - che potrebbero essere una delle cause di quadri più complessi. In più c'è il predominio della variante K che è abbastanza aggressiva, si trasmette facilmente e sembra allungare anche i tempi di recupero. Vediamo che l'H3N2 viene contratto più dai giovani, mentre l'H1N1 più dagli over 50. Però sono ottimista che potremmo esserci lasciati il peggio alle spalle", conclude Pistello.

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