Infinito Messi: andare a Miami è stato decisivo. Ora può davvero pensare al secondo Mondiale

18 ore fa 1

Leo a Kansas City aveva già giocato e segnato: il trasferimento in America gli ha allungato la carriera e permesso di prepararsi al meglio. Il risultato? Record di Klose raggiunto alla prima partita del Mondiale

Miami, svolta di vita. Se Leo Messi ha ricominciato il Mondiale quasi meglio di come l’aveva salutato, con la Coppa tra le braccia, lo deve anche alle conseguenze di una scelta. Nel momento in cui ha deciso di allontanarsi dall’Europa, sapeva bene che per un po’ sarebbe sparito dalla circolazione rinunciando ai privilegi e alle responsabilità dell’uomo copertina. Ma ha accettato il rischio, convinto che non sarebbe stato dimenticato e che in cambio avrebbe potuto garantirsi la longevità. Da un lato era attratto dall’esperienza negli Stati Uniti, e in particolare dall’oceano della Florida che è una meta turistica assai gradita dai vip. Dall’altro stava studiando la maniera migliore per prolungare la carriera. Quando ha lasciato il Psg, dove non aveva cambiato la storia come tutti si sarebbero aspettati ed era stato mollato tra fischi e indifferenza dei tifosi, sembrava avviato verso la pensione dorata come tanti colleghi. Dopo tutto, pochi mesi prima aveva finalmente vinto il Mondiale con l’Argentina. In tanti hanno ritenuto che gli stimoli per allenarsi duramente, per confrontarsi con la fama del migliore, per puntare ai successivi passaggi della storia fossero terminati a Doha. Ma si sbagliavano.

il piano

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Invece Messi, proprio negli Stati Uniti, ha progettato in silenzio il ponte verso l’ultima impresa. Bissare il trionfo del 2022, come neppure Diego Armando Maradona aveva fatto. L’ultima follia. Sempre che davvero decida di chiudere dopo questo torneo: il presidente federale Claudio Tapia l’altro giorno ha detto che “non è sicuro l’addio. Magari ci sarà un altro Mondiale per Leo”. Forse è fantascienza, perché Messi nel 2030 avrà 43 anni. Ma ai fuoriclasse è bene attribuire poteri che voi umani non potete immaginare. Intanto la prossima settimana la Pulce ne compirà 39 e si è già fatto un grande regalo di compleanno: la prima tripletta in un campionato del mondo e l’aggancio al record di gol di Klose a quota 16.

sliding doors

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Se nel 2023 fosse rimasto in un campionato competitivo, magari tornando al Barcellona che rimane casa sua, si sarebbe spremuto oltre i limiti, prosciugando le energie che intendeva riservare alla Seleccion. Viceversa spostandosi negli Usa non ha soltanto studiato il territorio dove avrebbe tentato di ripetere il sogno mondiale ma si è anche gestito per tre anni senza sentire la pressione di essere per forza il vincitore, il primo, l’invidiabile. E nelle ultime settimane, recuperando da un leggero infortunio, ha raggiunto uno stato di forma eccellente. Se ne è accorta l’Algeria, che non ha saputo contenerlo: così veloce, pronto, sveglio Petkovic non lo avrebbe creduto.

Argentina's Lionel Messi (10) smiles during the World Cup Group J soccer match between Argentina and Algeria in Kansas City, Mo., Tuesday, June 16, 2026. (AP Photo/Ed Zurga)     Associated Press / LaPresse Only italy and spain

gli elogi

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A Kansas City, dove Messi aveva già giocato e segnato con il Miami, il ct Scaloni ha perso le parole: “Leo è difficile da spiegare. Ha un’aura che lo circonda, riesce a trasmettere qualcosa che ad altri non riesce. A noi della nazionale non sorprende perché lo vediamo tutti i giorni. Ma è il migliore, da 20 anni è il migliore in tutte le sante partite. È emozionante vederlo, non solo per noi argentini ma per tutti quelli che amano il calcio. Quello che fa alla sua età è inspiegabile. Gli ultimi anni di nazionale sono stati meravigliosi. Messi fa tutto con naturalezza, sa che ha accanto un gruppo di amici che fa di tutto per lui perché lo vedono come un dio. Ma è anche un amico, uno del quale si possono fidare”. Vent’anni fa cominciava la sua avventura mondiale. A sei edizioni di distanza si avverte la sensazione, e si mantiene la speranza, che Messi ritardi ancora il momento delle lacrime d’addio: ha ancora troppa voglia di vincere e sorridere.

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