Infantino: "Un Mondiale senza Italia ma che unisce tutto il pianeta: sarà il migliore di sempre"

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Il presidente della Fifa alla Gazzetta: "Il tour con Baggio e le leggende per i nostri emigranti. Al match di apertura, Messico-Sudafrica, ci sarà Rivera: l'Azteca è il suo stadio di Italia-Germania 4-3"

Gianni Infantino

11 giugno - 08:10 - MILANO

Noi italiani siamo proprio dappertutto, tranne al Mondiale. Sono presidente della Fifa dal 2016, e gli Azzurri alla Coppa del Mondo non li ho mai visti, proprio io che nel 1982 tifavo per Paolo Rossi e non mi perdevo una sola partita in televisione. Ne approfitto per dire che, a proposito di questa edizione, per l’Italia non è mai esistita la possibilità di venire ripescata, neppure per un secondo. Su questo punto voglio subito essere chiaro, sgomberare il campo da alcune fastidiose bugie che sono state dette giocando con i sentimenti dei tifosi, che ho letto e ascoltato. I tifosi non vanno illusi, punto.

un forziere per il cuore

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Russia 2018, Qatar 2022 e, adesso, il 2026 fra Stati Uniti, Canada e Messico: siccome l’Italia non si è qualificata, nei giorni scorsi ho deciso di organizzare un piccolo tour, fra Toronto e New York, invitando alcune Legends per incontrare la vastissima comunità italiana. Abbiamo giocato (anche su un campo intitolato a Rocco Commisso e di questo vado particolarmente orgoglioso), parlato, sognato insieme attraverso l’esempio del passato, con la forza dell’amicizia. C’era anche Roberto Baggio, sempre più coinvolto nelle vicende della Fifa. I miei genitori erano emigranti, italiani in Svizzera, so quanto sia prezioso il cordone ombelicale, da non recidere mai. Ovunque ci si trovi, è un’ancora di salvezza e, allo stesso tempo, un forziere per il cuore. Ti permette di vivere tranquillo. 

italia-germania

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Al match di apertura, Messico-Sudafrica, sarà invece presente Gianni Rivera. Ci sarà perché si gioca all’Azteca di Città del Messico, lo stadio della Partita del Secolo, di Italia-Germania 4-3, del suo gol decisivo, della magia all’improvviso, e del pallone che rotola verso la storia, senza fermarsi mai. L’ho invitato perché proprio la storia si deve riallineare con i nuovi pianeti di tanto in tanto, con le nuove emozioni, a tratti sostituendole. Ricostruendole, partendo dai ricordi, non necessariamente dal basso. Al di là dell’assenza dell’Italia, sarà la prima edizione del Mondiale con 48 squadre al via, un mondo sempre più presente e più unito, sul campo da calcio. Football Unites The World, il calcio unisce il mondo, non è solo il nostro motto, non sono solo parole, è la nostra realtà, costruita e difesa giorno dopo giorno attraverso i fatti.

il migliore di sempre

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Si parte da Città del Messico, si finirà a New York il 19 luglio, si attraversano tre Paesi, si giocano 104 partite, con 4 nazionali esordienti: Capoverde, Curaçao, Giordania e l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro. Si riparte dalla bellezza della finale fra Argentina e Francia, a Qatar 2022, uno spettacolo immenso, da togliere il fiato, ma so che possiamo alzare ulteriormente il livello. Sarà il miglior Mondiale di sempre.

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