Il serbo, alle prese con un problema al braccio destro, si arrende al campione in carica del Masters 1000 californiano, che nei quarti sfiderà Medvedev
Pellegrino Dell'Anno
12 marzo - 07:08 - MILANO
Jack Draper è tornato, ora sì che lo si può dire. Alla sesta partita dal rientro dopo l’infortunio a un gomito, il britannico, campione in carica del torneo di Indian Wells, coglie la prima vittoria contro un top 10 (nona in assoluto, prima dopo aver perso il parziale d'apertura) dopo circa un anno battendo Novak Djokovic agli ottavi del 1000 californiano. E' di 4-6 6-4 7-6 (5) il punteggio che premia il n.14 del tabellone, a tratti leggermente favorito dalla stanchezza e dai problemi al braccio destro di Nole, emersi in particolare all’inizio del terzo set a causa dell’alta umidità della sera nel deserto. Ma ciò nulla toglie a Draper, che ha giocato con atteggiamento da top player, senza mai scoraggiarsi, sempre con la guardia alta e trovando grandi giocate quando ne ha avuto bisogno. Giocherà, con merito, i quarti di finale per la quarta volta negli ultimi sei Masters 1000, contro Danill Medvedev, che ha vinto un ottavo di routine su Alex Michelsen.
il match
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L’inizio dell’incontro non è indimenticabile, con il susseguirsi dei servizi a scandire il ritmo e neanche un game ai vantaggi. Nessuno dei due rischia più dell’altro, quasi aspettando che arrivi un dono. L’attesa finisce per premiare il n.3 al mondo, che alza leggermente il tono del palleggio nel decimo game, quello decisivo, trovando il primo break dell’incontro, che gli vale il primo set. Draper però sul cemento si trova a suo agio, e sulla superficie di Indian Wells esprime al meglio il suo tennis. Nel secondo parziale accelera violentemente con il dritto, togliendo campo al serbo e sbattendolo spesso fuori. E, approfittando di una pessima resa della prima dell’avversario, pur costretto a trovare due volte un break di vantaggio, mette la freccia definitiva nel nono game. Chiude, annullando anche una chance di rientro, al terzo set point. Dando inizio alla vera lotta.
battaglia
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Delle 2 ore e 35 di match, circa un’ora e un quarto è occupata dal set decisivo. Che si apre, tra recuperi impossibili, lob e palle corte, con lo scambio finora più bello del torneo, vinto da Djokovic. Ma è Draper, atleticamente più in palla di un Nole che spesso si piega sulle ginocchia, ad andare avanti per primo, nel terzo game. Un vantaggio importante, che però non sfrutta, tremando al momento di servire per il match e permettendo al serbo di arrivare a due punti dalla vittoria. Ma, come ha sottolineato nel post match ("Sono stato bravo a riorganizzare i miei pensieri"), gioca con l’atteggiamento giusto. In un tie-break sul filo del rasoio, tra bordate da entrambi i lati, la freschezza e la passione del britannico hanno la meglio sull’esperienza. Chiude, tra gli applausi del pubblico entusiasta, con un poderoso rovescio lungolinea, a cui Nole non può opporsi. L’urlo di Jack, l’esultanza con le gambe piegate e i pugni chiusi, sono liberatori. Sa di ritorno, di consapevolezza ritrovata. "Non vedevo l’ora di un’emozione del genere, Novak è uno dei più grandi di sempre - riflette - Ora ho tanta fiducia, devo cercare di giocare come so fare". L’obiettivo, concreto dopo una vittoria da 8.3 in termini di performance rating, è di diventare il quinto giocatore nel ventunesimo secolo a difendere con successo il titolo a Indian Wells.








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