'Incontro suprematista a Casapound', insorge l'opposizione

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Un incontro internazionale riservato organizzato da Counter-Currents, network statunitense riconducibile ai suprematisti bianchi, nella sede a Roma dei 'fascisti del terzo millennio'. Nuove polemiche si scatenano sui militanti di Casapound e tornano, dalle opposizioni, le invocazioni per lo sgombero della loro sede capitolina.

Ad accendere i riflettori sul nuovo caso è il sito Fanpage, secondo cui nella scorsa primavera a Roma si è svolto un meeting "riservato di suprematisti bianchi provenienti dagli Stati Uniti" nel palazzo occupato in via Napoleone III, che da oltre vent'anni è sede di Casapound. Il convegno sarebbe organizzato assieme a "Counter Currents, una casa editrice e un network politico di nazionalisti bianchi americani, dell'Alt Right". Si tratterebbe di incontri non pubblici - spiega Fanpage - dedicati ad amici, sostenitori e finanziatori "dove fare networking, e illudersi di creare l'élite di un futuro stato etnicamente bianco". E "da alcuni anni l'appuntamento si è spostato in Europa".

La prima reazione è del Pd, che insorge chiedendo al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, di "fare immediatamente chiarezza", annunciando in merito un'interrogazione parlamentare "per sapere se il ministero e le autorità competenti fossero a conoscenza dell'incontro e della presenza in Italia dei partecipanti stranieri e quali attività di monitoraggio siano state svolte". Poi i dem tornano sull'annosa questione della sede di Casapound, il cui immobile pubblico, occupato abusivamente dal 2003, figura da tempo nella lista degli edifici da sgomberare.

"Il governo - dice il Pd - smetta di fare finta di non vedere quello che sta facendo Casapound e chiarisca quando intende finalmente procedere". Anche Avs attacca: "Il governo lo sa e li copre. Piantedosi deve dire se ha autorizzato, monitorato, controllato chi è entrato in Italia e le sue attività".

Intanto arriva la replica di Casapound sul meeting: "parla chi ha qualcosa da dire. E dopo 23 anni di occupazione, iniziative, battaglie e presenza sul territorio, non abbiamo certo bisogno delle lezioni di chi oggi torna a gridare al lupo al lupo", sostiene il movimento spiegando di "non avere nulla da nascondere. Chi oggi pretende di impartire lezioni - prosegue - dovrebbe prima spiegare perché, quando al centro dell'attenzione finiscono i centri sociali, gli stessi standard di indignazione e attenzione sembrano improvvisamente scomparire".

Parole che sembrano fare riferimento agli attivisti dello Spin Time (che decidono di non commentare il caso dei suprematisti a Roma), presenti dal 2013 anch'essi in un vecchio immobile pubblico della città, nel quartiere Esquilino, fino a quando l'edificio - lo scorso luglio - è stato poi evacuato e dichiarato inagibile, in attesa che sia regolarizzata la situazione del palazzo.

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