21 maggio - 22:13 - CHIAVARI (GENOVA)
Il danese ha solo 33 secondi di distacco ma il portoghese fin qui ha stravolto le aspettative. Pellizzari in corsa o da ridimensionare?
C’è ancora un chiaro favorito per il Giro d’Italia: Jonas Vingegaard. Il danese si presentava al via con tutti i favori del pronostico e, quando mancano nove tappe alla conclusione dell’edizione numero 109 della corsa Gazzetta, occupa il secondo posto in classifica generale, a 33 secondi dalla maglia rosa. Eppure il suo Giro, fin qui, è stato meno travolgente del previsto. Molto diverso da quello che nel 2024 vide Tadej Pogacar dominare la corsa alla sua prima partecipazione: sei tappe vinte, maglia rosa indossata dalla terza all’ultima giornata e quasi dieci minuti di vantaggio sul secondo nella classifica finale. Un dominio assoluto, preludio al trionfo nello stesso anno anche al Tour de France, impresa riuscita in precedenza solo a Marco Pantani nel 1998. Vingegaard, invece, pur avendo conquistato due tappe — le uniche con arrivo in quota, sul Blockhaus e a Corno alle Scale — non è ancora riuscito a mettere il Giro in cassaforte. Dovrà quindi sudarselo più del previsto, già a partire dalla tappa valdostana di sabato, da Aosta a Pila, dove diversi avversari proveranno a metterlo sotto pressione.
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