Nelle 18 pagine del decreto di archiviazione si afferma l'assenza di prove per l'ipotesi di frode sportiva
“Il vuoto probatorio degrada tali ipotesi al rango della mera illazione”. Così si è chiusa la richiesta d’archiviazione -firmata congiuntamente dal sostituto procuratore Ascione e dall'aggiunto Ielo - lo scorso mercoledì 15 luglio. L'archiviazione infatti evidenzia come non si riesca in nessun modo a dimostrare l'individuazione di una frode sportiva, volta a incidere sul regolare sviluppo del campionato. Tutto partiva da lì, dalle supposte interferenze subite da Rocchi nel designare arbitri graditi all'Inter e che sarebbero state volte a alterare il corretto svolgimento del campionato. Circostanza che l'inchiesta non ha provato. Così come nessuna base è stata trovata alla premessa che avrebbe originato i comportamenti del designatore: cioè che avesse agito sulla base dell'influenza del presidente dell'Inter su quello della Figc (dell'epoca) Gravina.
"La base probatoria di tale ipotesi è costituita dall'esistenza di ottimi rapporti tra Gravina e Rocchi da in lato e dall'esistenza di un indubbio peso politico nella Lega da parte del Fc Internazionale, nella persona di Marotta, a sua volta legato da buoni rapporti personali con Gravina - si legge nel decreto di archiviazione - . Si tratta di una base probatoria inidonea a provare l'ipotesi di frode sportiva specifica, che richiede un principio di prova, anche indiziario, di una promessa di utilità, posta in essere da Gravina in accordo con Marotta verso Rocchi, perché costui accettasse interferenze volte a turbare la regolarità della gara».
Stesso discorso vale per la suggestione secondo la quale Rocchi si sarebbe mosso motu proprio, per paura di essere danneggiato nella sua carriera da Gravina. Qui "oltre al vuoto probatorio si aggiunge una contraddizione di ordine logico: ritenuta l’esistenza di ottimi rapporto personali ed istituzionali tra Gravina e Rocchi appare estremamente arduo che il primo possa concutere il secondo". Non è stato trovato nessun elemento di rilievo penale e dunque è stata richiesta l’archiviazione.
La Gazzetta dello Sport
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